Simona Fuligna e la storia della Scuola Friends

Simona Fuligna racconta la storia della scuola Friends di Ariccia: "vogliamo dare un contributo alla ripresa economica e sociale"

0
963
scuola_friends
Scuola Friends

Simona Fuligna racconta la storia della scuola Friends: “vogliamo dare un contributo alla ripresa economica e sociale del nostro territorio, nonchè aiutare le famiglie che si apprestano a riprendere l’attività lavorativa”.

scuola_friends
Scuola Friends

“Dietro questi due cancelli ci sono sacrifici, notti insonni, progetti e investimenti di chi, con passione e amore si è messo in gioco, senza certezze e garanzie, per creare una struttura per bambini utile alle tante famiglie del nostro territorio. Mi chiamo Simona Fuligna ed è da una mia idea che nasce il progetto che sto per raccontarvi. Tutto è iniziato nel 2009, quando ad Ariccia, in via Lugli, trasformiamo un garage in una spazio per bambini… È stato questo il famoso “primo passo” di un cammino insidioso, ma entusiasmante perché caratterizzato da un costante investimento di energie e risorse da cui nasce Friends.
Proprio per questo, nel 2011 ci siamo trasferiti in via Nocchienti: immaginate una villetta,
accogliente, colorata, con l’ormai famoso “spazio verde” curato dal nostro “nonno Nicola” il nonno di tutti i bambini, il nostro tuttofare che dispensa sorrisi.

“Ancora oggi sono soddisfatta della scelta di questo asilo per le mie figlie! Collaboratori professionali, ambiente pulito e molto curato nei particolari! Lo consiglio a tutto è un’ottima scelta”. Dorina P.

“Posto incantevole per bimbi, grande professionalità e dolcezza da parte di tutte le maestre. Lo consiglio a tutte le mamme super apprensive come me.” Katiuscia T.

Queste sono solo alcune delle recensioni che le mamme hanno lasciano sulle nostre pagine
e che mi hanno motivata e incoraggiata a tuffarmi in una nuova e più grande sfida. Un anno fa ci viene offerta una grande opportunità… una meravigliosa famiglia di Albano Laziale crede in noi e ci mette a disposizione la casa della loro vita, ormai in disuso, immersa nel bosco del Miralago, la struttura ideale da trasformare in una attività per bambini. L’estenuante iter burocratico non ci permette di operare in tempi ragionevolmente brevi, ma non ci perdiamo d’animo e organizziamo la nostra estate lì: un centro estivo con settimane a tema che spaziano dalla gara per piccoli masterchef allo spettacolo del circo.
Questa nuova nuova struttura era sul punto di esser completata con un investimento importante finalizzato ai lavori e alla messa in sicurezza. Così, ad aprile, il progetto Baby Friends avrebbe preso il via: un asilo nido con un programma educativo nido-natura e didattica bilingue, a contatto con le querce secolari che incorniciano la bellissima Villa Ninni.
Il 4 marzo però arriva l’ordine di chiusura e tutto si ferma. Nonostante ciò noi non ci siamo fermati, io e il mio team lavoriamo da casa per continuare la programmazione e per far sentire la nostra vicinanza ai bambini perché è a loro che ho promesso che saremmo tornati il prima possibile con tante nuove attività. Ad oggi però non credo di poter mantenere la mia parola. Le istituzioni non sembrano esser interessate a noi e al futuro delle nostre aziende, né tanto meno a quelli che saranno i protagonisti del prossimo futuro, i bambini. Siamo tutti pronti, e parlo con cognizione di causa perché faccio parte di un gruppo di trecento strutture nel territorio laziale, ad adattarci alle normative e a investire in presidi medici per mettere in sicurezza i nostri bambini e i nostri dipendenti. Attualmente non sono previsti aiuti di alcun tipo, il decreto “Cura Italia” non comprende la fascia
dell’educazione privata, finora ci siamo sostentati con l’aiuto di alcune delle famiglie dei nostri bambini che, però, a loro volta vivono le difficoltà economiche del momento. Si parla ufficiosamente di restare chiusi fino a settembre e senza alcun sussidio… I bambini e le loro famiglie rimarranno senza strutture, i dipendenti perderanno il loro lavoro, i professionisti non avranno i loro compensi. Chi paga questo danno economico e morale? Voglio credere che ascolterete il nostro grido di aiuto: facciamo in modo che questi cancelli non rimangano chiusi per sempre… noi siamo pronti” Scrive Simona Fuligna

Print Friendly, PDF & Email