Stefano Forti ricorda Raffaella Carrà

Stefano Forti ricorda alcuni aneddoti che lo legano alla Grande Raffaella Carrà.

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Ilaria Solazzo, giornalista pubblicista e blogger, ha intervistato per noi e per voi di “Meta Magazine” Stefano Forti il ballerino e coreografo di Raffaella Carrà.

Stefano Forti inizia la carriera di danzatore all’età di 17 anni accanto a grandi professioniste come Heather Parisi e Lorella Cuccarini. L’incontro più fortunato risulta essere però quello con la grande Raffaella Carrà, che lo ha voluto al suo fianco per venti lunghi anni, prima come ballerino e successivamente come coreografo. Sono sue, infatti, le coreografie delle varie edizioni del fortunatissimo programma “Carramba!” e di molti spettacoli televisivi. Oggi Stefano si dedica, con amore, a svariati progetti sempre nel mondo dell’arte a 360 gradi.

Stefano Forti, lo storico primo ballerino e coreografo di Raffaella Carrà è stato così gentile da accettare questa mia intervista. Stefano ha lavorato per vent’anni con Raffaella e questo lungo periodo gli è sembrato essere volato via in un battito d’ali. Durante questa lunga e piacevole chiacchierata il carismatico Stefano ha ripercorso con me la sua carriera intrecciata a quella della nostra indimenticabile diva internazionale: Raffaella Carrà. In pochi, ad esempio, sono a conoscenza che il bel Forti è un artista che raramente rilascia dichiarazioni sullacompianta Raffaella, perchè lui per lei nutre un senso di infinita riconoscenza in quanto, ha iniziato a lavorare con il caschetto biondo più amato al mondo quando aveva solo 19 anni. Stefano rientra in quella categoria di persone molto riservate che, come me, non amano parlare pubblicamente della propria vita privata, per questo ho improntato quasi tutto sulla sua carriera artistica.

INTERVISTA

Stefano Forti, nato e residente a Roma, si forma nella danza jazz e contemporanea con maestri di fama internazionale. Danza come primo ballerino in varietà televisivi accanto a R.Carrà, H.Parisi, A.Martinez e L.Cuccarini. In qualità di coreografo si distingue maggiormente per i lavori televisivi al fianco di Raffaella Carrà, per la quale ha curato le coreografie di tutti i suoi spettacoli, sia in Italia che in Spagna, negli ultimi 20 anni.

Ciao Stefano, come stai?
“Potrei stare decisamente meglio, a dir la verità”.

Ti è piaciuto lo speciale Rai su Raffaella Carrà?
“Avrei voluto durasse molto di più. Lo hanno mandato in onda il giorno del mio compleanno,.. l’ho vissuto come un messaggio/regalo che la dolce Raffa mi ha voluto far pervenire da lassù. Le cose da poter dire su di lei sarebbero infinite, ma è giusto che molte restino solo nel cuore di chi, come me, l’ha frequentata, da amico, a telecamere spente”.

Sei stato al fianco di Raffaella Carrà, come ballerino e coreografo, per molti anni. Che rapporto avevate?
“Tra di noi vi è sempre stato uno splendido rapporto di stima ed affetto sincero, ci sentivamo e vedevamo spesso. Avendo lavorato insieme per venti lunghi anni sia in Italia che all’estero, ho frequentato assiduamente la sua casa romana ed abbiamo trascorso anche molteplici vacanze in zona Argentario. La professione ci ha uniti, ma il legame di vera e sincera amicizia l’abbiamo coltivato noi spontaneamente”.

Hai danzato con lei per tanti anni in Italia e all’estero… raccontaci.
“È vero e mi ritengo molto fortunato per questo. Sono stati anni in cui c’era una grande scelta artistica, in cui la danza aveva nel nostro paese un ruolo importantissimo tanto in televisione quanto nel teatro. Oggi stiamo chiaramente attraversando un periodo molto buio forse causato dalla mancanza di soldi da investire. Io, però, voglio essere ottimista e credere che presto le cose cambieranno in meglio”.

Oggi sei un coreografo ed insegnante molto apprezzato. Sei contento del tuo lavoro?
“Assolutamente sì! Per quello che è stato l’ambiente in cui ho sempre lavorato, la televisione, penso di aver dato e preso tutto il possibile. Ho avuto la fortuna di lavorare per vent’anni con una grandissima professionista come Raffaella Carrà che mi ha dato tanto sia a livello personale che di soddisfazione artistica. Ho fatto una carriera completa iniziando a 17 anni come ballerino e concludendo in tv come coreografo. Oggi mi dedico completamente all’insegnamento della danza alle nuove generazioni a cui dono con piacere tutto quello che ho imparato in questi anni.

Parlando di varietà televisivi. Ti piacerebbe lavorare come coreografo ad un eventuale remake del varietà del sabato sera tipo “Fantastico” che negli anni Ottanta e Novanta era lo spettacolo più atteso dal pubblico televisivo e dove il balletto era una delle colonne portanti?
“Sì. Ma penso che oggi sarebbe impossibile. A “Fantastico” vi erano costumi sfarzosi, scenografie milionarie e tantissimi ballerini. Tra uomini e donne eravamo una ventina. Quel tipo di show attualmente sarebbe scansato dalle nuove generazioni. La Rai, inoltre, non è più predisposta a spendere tanti soldi per confezionare un evento da mille ed una notte”.

Un tuo giudizio su H. Parisi e Lorella Cuccarini?
“Due donne completamente diverse tra loro per tecnica, fisicità e carattere. Ho condiviso con entrambi delle esperienze televisive piacevoli. Sono state e sono, tuttora, per molti fans due idoli, ma per me l’unica vera Regina resterà Raffaella Carrà, pioniera assoluta in tutto. Era all’avanguardia”.

Ci fu una polemica che fece infiammare i social. Il tuo pensiero a riguardo?
“Raffaella era innocente, fu accusata ingiustamente. La Carrà soffrì moltissimo per quella triste situazione, in quanto desiderava veramente avere accanto Lorella. Le parole pubbliche improvvise della Cuccarini furono per Raffa una coltellata dritta al cuore”.

I fans di Raffaella sono ancora arrabbiati con Lorella?
“Sì, perché Lorella essendo un personaggio pubblico sapeva benissimo che postando quel tweet avrebbe generato fazioni nel pubblico italiano e soprattutto avrebbe inferto, secondo loro, un grande dolore in Raffaella.
Lorella, da donna intelligente qual è, poteva ben immaginare che la reazione dei fans di RAFFAELLA sarebbe stata esplosiva. A loro dire, una Signora della TV non attacca mai un’altra Signora della TV”.

Cosa è stata per te Raffaella?
“Le devo tutto. Per me è stata un’amica, una sorella maggiore, un angelo custode. Ha cambiato la mia vita in positivo. Ho perso il papà quando avevo 10 anni e lei essendo cresciuta senza un padre mi capiva perfettamente. A 25 anni, purtroppo, persi anche mia madre e Raffaella, con la sua spiccata sensibilità, fece per me una “magia”. Mi chiusi a riccio, non volevo frequentare nessuno, avevo abbandonato il programma. Lei mi chiamò, mi disse di scendere fuori dal portone e di salire sul taxi che mi avrebbe condotto a casa sua. Fui suo ospite per due settimane. Mi trattò come un figlio. Sono gesti che non potrò mai dimenticare. Lei era per tutti la Carrà ma con me è stata sempre la Pelloni. Una donna dalla grande generosità. Mi faceva regali inaspettati e pregiati. Io non potevo ricambiare alla pari. Premesso che lei donava senza volere nulla in cambio. Qualche volta le ho preso una sciarpina Burbery perché un uccellino mi disse che non le sarebbe dispiaciuta… ed infatti apprezzò”.

Come hai vissuto la sua prematura scomparsa? Eri a conoscenza della sua malattia?
“Malissimo. Non mi sono ancora ripreso. Aveva già da tempo saputo di essere malata, ma non aveva voluto condividere il suo dolore con nessuno. Ad aggravare la sua malattia, il fumo. Il medico che l’ha tenuta in cura ha infatti affermato che Raffaella è stata strappata alla vita con 10 – 12 anni di anticipo. Fumatrice accanita fin da giovanissima, il vizio del tabacco ha peggiorato una patologia di matrice sicuramente genetica. Anche la madre Iris Dell’Utri, è morta a 63 anni, quindi giovanissima a causa di un tumore polmonare. Il fratello Enzo, invece si è spento a 56 anni a causa di un tumore al cervello. Insomma, se la vita professionale per Raffaella è stata ricca di successi, quella privata è stata tormenta da diverse tragedie. Il mondo è rimasto traumatizzato dalla morte di Raffaella Carrà che è avvenuta come un fulmine a ciel sereno. Nessuno si aspettava che la signora della televisione italiana morisse così prematuramente. Eppure, con il senno di poi, se rivediamo alcune immagini e alcuni filmati delle ultime apparizioni pubbliche di Raffaella Carrà, è evidente che il suo corpo già parlasse per lei”.

Stefano: chi era il tuo mito quando tu eri solo un bimbo?
“Il mio mito era Baryshnikov. Lo veneravo, lo studiavo, lo imitavo”.

Hai iniziato a ballare su RAI 1 con Raffaella a «Pronto…Raffaella? » e successivamente sei stato promosso come coreografo al «Raffaella Carrà Show » su Canale 5.
“Sono sempre stato presente a fianco di Raffaella anche in Spagna a partire dal 1993 curando le coreografie di “Hola Raffaella”, ma l’ultimo show che ci ha visto insieme fu “Carramba! Che fortuna!” del 2001″.

“Amici” in realtà è quello che faceva già Raffaella Carrà, anche se con una formula diversa 30 anni prima.
“Raffaella è stata la prima in assoluto ad avere l’idea del talent show come lo fa oggi la De Filippi. Sarei onorato di poter essere nel team di MARIA come giurato e anche come docente perché la ritengo una DONNA professionale come piace a me”.

Com’era Raffaella?
“Era una donna forte, libera, controcorrente. Una donna che della libertà e dell’allegria aveva fatto la sua bandiera. Nata a Bologna, aveva trascorso i suoi primi anni di vita a Bellaria: il padre gestiva un bar e la nonna una gelateria. Una volta mi raccontò: “I miei genitori erano separati, eravamo mia mamma, mio fratello, mia nonna ed io. E la mamma trovava sempre il modo di renderci felici”. Un’infanzia serena che le è sempre rimasta nel cuore, anche quando si trasferì a Roma per il lavoro. Sapeva dare valore alle piccole cose. Non si era mai montata la testa. L’umiltà e la semplicità erano i suoi biglietti da visita. Non era insolito vederla sparire anche per un anno o due, dopo un enorme successo televisivo. Si prendeva le sue pause, viaggiava e stava con le persone che amava, con la sua famiglia allargata: i suoi amati nipoti Federica e Matteo, figli di suo fratello che è mancato prematuramente e a cui lei ha fatto da padre; le tre figlie di Boncompagni ed i suoi amici fidati. Raffaella Carrà, in casa non era la regina del varietà italiano, ma semplicemente Raffaella”.

Tu che hai avuto modo di frequentarla anche nel privato puoi dirci se Raffaella Carrà era una buona forchetta?
“Adorava la pasta, era una buona forchetta. Mangiava molto e bene, perchè si allenava quotidianamente per restare costantemente in splendida forma”.

Da insegnante qual è la cosa a cui tieni maggiormente?
“Quello che chiedo principalmente ai ragazzi a cui insegno è l’umiltà, qualità che per me sta alla base di tutto. Essere umili, avere rispetto, sono le cose a cui tengo maggiormente e che secondo me ti aiutano a raggiungere i risultati migliori”.

Cosa ti dà il lavoro di coreografo?
“Lavorare con dei ballerini professionisti è molto semplice perché ti seguono con più facilità e puoi raggiungere più rapidamente i tuoi obiettivi. Tuttavia trovo che il lavoro più gratificante sia spesso quello fatto con i giovani allievi, vederli crescere giorno per giorno, portarli per mano fino ad un determinato livello è molto appagante”.

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Video tratto da YouTube

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Questa intervista è stata rilasciata, in esclusiva, dal coreografo Stefano Forti alla giornalista pubblicista Ilaria Solazzo per “Meta Magazine” con il solo intento da parte dell’Artista e della testata in questione di omaggio alla straordinaria Raffaella Carrà. Le foto sono state gentilmente concesse da S. Forti per ricordare alcuni momenti della sua prestigiosa carriera.