Subiaco, evade internato dalla Rems

Il commento dell'onorevole Francesca De Vito e dell'associazione Assotutela ai fatti di Subiaco

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Subiaco: evade internato dalla Rems, ricerche in corso

Un internato della Rems Castore, che si trova all’interno dell’Ospedale Angelucci di Subiaco, è evaso dalla struttura quattro giorni fa.

Notizia non confermata se non da fonti interne al nosocomio, mentre Carabinieri ed Asl, non hanno smentito i fatti, sul quale grava il riserbo degli inquirenti.

L’evaso sarebbe fuggito mentre veniva accompagnato ad una visita ambulatoriale, sgattaiolando via dopo essere riuscito a superare la recinzione, per allontanarsi successivamente verso Contrada Risano.

L’evasione è stata confermata dal Garante dei detenuti del Lazio.

Francesca De Vito: “Dopo i fatto di Subiaco aumentano le mie riserve nel mantenere una Rems all’interno di un nosocomio”

“Ho espresso già il mio parere riguardo l’opportunità di mantenere una #REMS all’interno di una struttura ospedaliera. Credo non sia corretto per coloro che vi risiedono nè per i cittadini di #Subiaco. Per tutta risposta, invece che trovare una #soluzione logistica alternativa, l’Assessore alla Sanità toglie al nosocomio ulteriori metrature per ampliare la Rems privando la collettività di servizi sanitari.
Anche su questo, sia lui che il Direttore Generale della ASL Rm5, dovranno rispondere nel corso dell’Audizione.

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“. Lo dichiara Onorevole De Vito.

Regione, Assotutela: “Subiaco, lo strano silenzio su evasione ospite Rems”

“La certezza sembra arrivata soltanto 4 giorni dopo: troppo per un pericoloso allontanamento ma i vertici regionali e della Asl Roma 5 evidentemente non ritengono urgente avvertire la cittadinanza che un soggetto pericoloso si aggirerebbe nel territorio”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Maritato che chiarisce: “Da giorni si sussurrava sulla presunta fuga di un ospite della locale Rems – residenza per chi è soggetto a misure di sicurezza perché autore di efferati crimini da patologia psichiatrica – ma le autorità locali hanno continuato strenuamente a negare, finché non è stato più possibile occultare l’evidenza. Soltanto per ammissione del Garante regionale dei detenuti, si è avuta conferma sul grave episodio e ci chiediamo il perché della poca chiarezza sulla presunta circolazione nel territorio di Subiaco e dintorni di un soggetto presumibilmente non molto tranquillo. Il tutto si è appreso in primo luogo da fonti interne dell’ospedale Angelucci di Subiaco, dove la Rems è ubicata – continua Maritato – interpellati poi Carabinieri e vertici Asl non hanno smentito il fatto, sul quale grava a tutt’oggi un incomprensibile riserbo. Secondo quanto appurato, il soggetto sarebbe fuggito mentre veniva accompagnato a una visita ambulatoriale, superando una recinzione per poi allontanarsi verso contrada Risano. Ci chiediamo e chiediamo ai vertici Asl e alla Regione Lazio: quali sarebbero le misure di sicurezza adottate nelle trasferte di queste persone? Ne va della incolumità di cittadini ignari e innocenti”, chiosa il presidente.

 

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