Tokyo 2020, una foto al giorno: la Rai chiama la pubblicità

Durante la gara a squadre della spada che l'Italia ha letteralmente buttato facendosi condizionare da un arbitraggio "pittoresco" la televisione di Stato da spettacolo

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Tokyo 2020 Rai

Nicola Gallo scrive per Meta Magazine il suo diario olimpico per immagine. Una foto per ogni giorno di Tokyo 2020, le XXXII Olimpiadi estive in corso in Giappone.

Pubblicità. Come negli anni settanta a interrompere una gara sportiva magari per un documentario, manco per il telegiornale. La Rai in queste prime luci dell’alba olimpica ci regala qualche perla antica.

Durante la gara a squadre della spada che l’Italia ha letteralmente buttato facendosi condizionare da un arbitraggio “pittoresco” la televisione di Stato da spettacolo:

interruzioni a pochi secondi da fine assalto, collegamenti “ad michiam” con l’atletica.

Il pensiero corre ai racconti di mio padre quando la Rai interrompeva su un match point dal Foro Italico o in generale nel momento topico di evento sportivo per il documentario o l’approfondimento di turno.

Prendiamola a ridere, anche se la Rai, fuori dallo scherzo, dovrebbe farsi un esame di coscienza su un prodotto che già minato dalle carenze dei diritti possibili, fornisce una qualità al di sotto degli standard antichi a livello di commento, per esempio.

Pubblicità e come dice uno bravo “restate con noi”.

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