Torna il progetto La Nostra Buona Stella

Convegno a Roma giovedì 10 ottobre sul progetto del Cnr La Nostra Buona Stella che è realizzato all'interno del territorio dei Castelli Romani

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Parco Castelli Romani
Cartina del Parco dei Castelli Romani

CONVEGNO PRESSO IL CNR PER PRESENTARE LA RICERCA DELL’ISTITUTO IRPPS – CNR SU: “COMUNITÁ EDUCANTE E POVERTA EDUCATIVA

 439 questionari rivolti ai docenti elaborati dal IRPPS – CNR;

5 istituti coinvolti, dalle elementari alle superiori;

3 focus group con dirigenti delle scuole, docenti, genitori;

200 questionari che saranno distribuiti successivamente;

250 alunni che parteciperanno attivamente alla giornata;

questi sono i numeri del Convegno che IRPPS – CNR e “La Nostra Buona Stella” realizzeranno

GIOVEDÌ 10 OTTOBRE presso la Sala Convegni del CNR, via dei Marrucini, 19 Roma.

All’interno del progetto “La Nostra Buona Stella” l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRPPS-CNR), partner dell’iniziativa, ha realizzato una ricerca dal titolo: “+ Comunità Educante – Povertà Educativa = La Nostra Buona Stella? Diritto alla crescita: costruiamo il nostro futuro”. Sarà un’intera giornata di studio, dalle 9 al tardo pomeriggio, che vedrà coinvolti, oltre ai ricercatori del CNR ed i partner del progetto “La Nostra Buona Stella”, anche esperti di Con i Bambini, l’Impresa Sociale che ha finanziato il Progetto nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, i rappresentanti di altri quattro progetti di tutto il territorio nazionale, sempre finanziati da Con i bambini, docenti universitari, esperti di formazione e di devianza giovanile, i Sindaci dei paesi dei Castelli Romani partner, responsabili ASL, psicologi e docenti, alunni e genitori. Accanto ai dirigenti scolastici, agli insegnanti, ai genitori ci sarà la partecipazione attiva degli studenti, circa 250 ragazzi, parte la mattina parte il pomeriggio, coinvolti dallo scorso anno nelle attività de La Nostra Buona Stella, essendo il convegno e le attività preparatorie ad esso un’opportunità di crescita per i ragazzi e uno strumento di contrasto alla povertà educativa.

Nel coinvolgimento si è tenuto conto di due diverse necessità:

  1. a) gli studenti dovrebbero essere coinvolti anche nell’attività di restituzione dell’esperienza maturata attraverso la partecipazione ai laboratori;
  2. b) la voce degli studenti aiuta ad alimentare la riflessione sui temi della povertà educativa e sulla comunità educante.

Il loro contributo è un momento di riflessione sull’attività svolta, ma anche un modo per inserirli nella comunità di progetto, che trova la sua prima espressione collettiva nel Convegno.

Poiché si parla di comunità di progetto le proposte si riferiscono ai soli studenti che hanno partecipato almeno a una delle attività presenti nel progetto.

I prodotti così ideati dai ragazzi serviranno anche come strumento di autovalutazione del progetto e aggiunge suggestioni per la prosecuzione della ricerca.

  1. Autorappresentazione dell’identità collettiva: la costruzione di una sagoma umana in cartone che riporta in modo figurato (organi) e descrittivo (etichette) le diverse dimensioni in cui si rappresenta la partecipazione al progetto.
    1. Testa è il luogo dei pensieri e della razionalità (conoscenze acquisite);
    2. Cuore è il luogo delle emozioni sperimentate durante le attività;
    3. Mani sono strumenti del fare e quindi rappresentano le competenze apprese;
    4.  Gambe rappresentano il viaggio inteso come futuro e quindi percorso da intraprendere.

Quest’azione vedrà protagonisti l’Istituto comprensivo Primo Levi, la I.S.S. Amari-Mercuri, la Scuola Umberto Nobile mentre nel concorso sulla povertà educativa e la comunità educante sono stati coinvolti anche gli alunni dell’Istituto comprensivo Santa Maria delle Mole ed anche, extra progetto, una classe del liceo classico Ugo Foscolo di Albano Laziale. Sarà richiesto agli studenti di contribuire al dibattito sulla povertà educativa, come ricercatori junior, esprimendo il loro punto di vista attraverso la produzione di opere di carattere letterario/artistico (disegno, lettera/elaborato, musica, poesia). Attraverso un contest interno alla scuola, con la partecipazione di una sola classe per istituto, l’opera migliore verrà presentata al convegno. L’evento, CHE È APERTO AL PUBBLICO, è accreditato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali e in CNR rilascerà, su richiesta, un attestato di frequenza. Il progetto La Nostra Buona Stella prevede azioni coordinate tra istituzioni locali, scuole e terzo settore per costruire un modello integrato di welfare community sul territorio dei Castelli Romani, con processi che facilitino e promuovano la consapevolezza dell’importanza dell’apprendimento e la centralità della relazione educativa per la crescita degli individui, con particolare attenzione all’accoglienza e integrazione dei ragazzi a rischio di esclusione sociale. La finalità principale è quella di costruire una proposta educativa integrata che possa prevenire e arginare i fenomeni di dispersione legati alla condizione personale e/o famigliare degli studenti e offrire una vera opportunità di crescita a tutto il sistema educativo territoriale. Sarà costruito un modello di comunità educante formalizzato per sperimentare, modellizzare e disseminare azioni di sostegno diretto ed indiretto al sistema educativo stabilendo un’intesa formale su vasta scala tra i soggetti pubblici e privati coinvolti a vario titolo nei problemi educativi, per costituirsi in vera “comunità educante” finora rappresentata soltanto da scuole e famiglie. Il Progetto mira a dare un contributo per potenziare sia l’offerta di servizi sociali che di quelli educativi, attraverso l’istituzione di uno sportello di ascolto e di orientamento, anche psicologico, presso ogni scuola partner, rivolto oltre che agli adolescenti alle loro famiglie finalizzato all’accoglienza, all’ascolto, all’individuazione delle problematiche e delle conflittualità. Gli incontri potranno avere anche una funzione informativa rispetto ai processi evolutivi tipici della fase adolescenziale oppure riguardare aspetti più operativi e di orientamento verso i servizi del territorio in caso di disagi evidenti e/o situazioni altamente problematiche. Parte di tale attività sarà la sensibilizzazione sul tema della solidarietà familiare, così da farla conoscere e poter creare una rete di famiglie disposte a partecipare e su cui saranno attivati seminari di sensibilizzazione e attivati percorsi di contatto con istituzioni solidali esterne al partenariato per segnalare sia le necessità che le disponibilità delle famiglie. La comunità prende in carico i soggetti più deboli, li sostiene in un percorso di crescita e lavora in modo sinergico per rimuovere le cause scatenanti il disagio e l’esclusione e nel fare questo costruisce e migliora se stessa attraverso l’empowerment dei suoi componenti, in un processo di learning by doing circolare che assurge a modello di intervento compiendo uno sforzo di modellizzazione utile al trasferimento dell’esperienza in altri contesti sia interni al territorio che esterni.

Partner del progetto sono:

L’Associazione Arianna Onlus capo-progetto

Regione Lazio;

Comune di Albano Laziale;

Comune di Castel Gandolfo;

Comune di Marino;

CNR – Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali;

Scuola Media Statale Umberto Nobile;

Istituto Comprensivo Antonio Gramsci;

Istituto Comprensivo Primo Levi;

Istituto Comprensivo Santa Maria delle Mole;

Istituto d’Istruzione Superiore “Via Romana 11/13”;

Impresa Sociale Borghi Artistici;

Centro di ricerche e studi sui problemi del lavoro dell’economia e dello sviluppo – CLES srl;

CRIF Centro di Ricerca sull’Indagine Filosofica;

Fondazione Il Campo dell’Arte;

Associazione di Promozione Sociale Il Colle Incantato;

Gnosis Cooperativa Sociale Onlus;

Marino Aperta Onlus;

Cooperativa Sociale Prassi e Ricerca Onlus;

Punto a Capo Onlus;

SOSteniamo la Famiglia Onlus.

POVERTÀ EDUCATIVA E COMUNITÀ EDUCANTI, LA CITTÀ DI MARINO PRESENTA I SUOI PROGETTI IN UNA GIORNATA DI STUDI AL CNR 

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Manifesto Convegno La Nostra Buona Stella

L’ente aderisce al progetto triennale “La nostra buona stella”: Scuola e Politiche sociali gli Assessorati coinvolti in tandem nell’iniziativa. Convegno il 10 ottobre a Roma La Città di Marino è tra gli enti promotori dell’importante convegno in programma giovedì 10 ottobre presso la Sala Convegni del CNR, via dei Marrucini, 19 Roma. La giornata di studio giunge al termine della prima annualità del progetto triennale “La Nostra Buona Stella” ideato dall’impresa sociale “Con i Bambini”, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, di cui la Città di Marino è ente partner. Nel corso dell’evento che inizierà al mattino alle 9 per concludersi nel tardo pomeriggio, saranno presentati i risultati della ricerca su povertà educative e comunità educanti, frutto di oltre 600 questionari somministrati ad alunni, docenti e genitori delle cinque scuole partner del progetto “La nostra buona stella” elaborati dal IRPPS-CNR (Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del Consiglio Nazionale delle Ricerche). ”L’attuale amministrazione comunale, sin dal suo insediamento, si è sempre mostrata sensibile alle tematiche afferenti il contrasto alla povertà educativa” dichiarano in una nota la Vicesindaca di Marino con delega alla Scuola, Paola Tiberi all’unisono con l’Assessora alle Politiche sociali, Barbara Cerro. “A tal fine, grazie alla proficua collaborazione tra i due assessorati – proseguono – si sono promossi più di 20 progetti sia in modalità autonoma che in collaborazione con il terzo settore che nel tempo hanno coinvolto tutte le scuole di ogni ordine e grado del territorio. Tali progetti hanno avuto come finalità il welfare di comunità e come protagonisti gli studenti e le loro famiglie”. I progetti saranno presentati tramite un video durante il convegno che si terrà il 10 ottobre presso il CNR, alla cui buona riuscita ha collaborato anche la consigliera comunale Barbara Gentile. “Crediamo fermamente, come amministrazione – concludono Tiberi e Cerro – che per costruire un futuro migliore, sia necessario investire nei giovani e nella cultura”.

Povertà educative e comunità educanti, Castel Gandolfo al CNR presenta il suo percorso tra arte e fraternità. La consigliera delegata ai Servizi Sociali Francesca Barbacci Ambrogi sarà ospite all’iniziativa di giovedì 10 ottobre a Roma

8 Ottobre h.12:35 – La Città di Castel Gandolfo è tra gli enti promotori dell’importante convegno in programma giovedì 10 ottobre presso la Sala Convegni del CNR, via dei Marrucini, 19 Roma. La giornata di studio giunge al termine della prima annualità del progetto triennale “La Nostra Buona Stella” ideato dall’impresa sociale “Con i Bambini”, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, di cui la Città di Castel Gandolfo è ente partner. Nel corso dell’evento, che inizierà al mattino alle 9 per concludersi nel tardo pomeriggio, saranno presentati i risultati della ricerca su povertà educative e comunità educanti, frutto di oltre 600 questionari somministrati ad alunni, docenti e genitori delle cinque scuole partner del progetto “La nostra buona stella” elaborati dal IRPPS-CNR (Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del Consiglio Nazionale delle Ricerche). “Siamo stati felicissimi di aderire a questo progetto in quanto riteniamo fondamentale lavorare all’integrazione sociale nelle nostre comunità, tanto che nel Comune di Castel Gandolfo abbiamo attivato già dei progetti volti a promuovere questa tematica” dichiarano la sindaca di Castel Gandolfo, Milvia Monachesi e la consigliera delegata alle Politiche sociali, Francesca Barbacci Ambrogi. “Lo scorso anno abbiamo partecipato al progetto Abilitare con l’associazione Arianna Onlus e con i ragazzi e le ragazze della comunità Gnosis insieme alle alunne e agli alunni delle scuole primarie dell’Istituto Comprensivo Castel Gandolfo. Dall’incontro di queste due realtà educative è nata l’idea di realizzare dei mosaici artistici che sono stati inseriti in un progetto di riqualificazione urbana che ha interessato un’area a confine tra i Comuni di Castel Gandolfo e Albano Laziale. I mosaici sono stati infatti scelti per decorare l’arredo urbano di una piazzetta che si trova lungo percorso del Cammino della Fraternità. Il Cammino della Fraternità, che rappresenta l’incontro di due comunità confinanti, quella castellana e quella albanense – proseguono Monachesi e Barbacci Ambrogi – è anch’esso nato nel solco dei valori fondanti della pace, della comunità e della fratellanza e con l’obiettivo di far germogliare e rafforzare nelle nuove generazioni la fraternità, intesa come valore universale, categoria educativa, di pensiero e di azione nelle relazioni interpersonali. Anche qui i protagonisti di questo Cammino, che viene celebrato annualmente con una giornata ad esso dedicata, sono le realtà associative del territorio, i docenti e i piccoli cittadini e le piccole cittadine di domani”.

CONVEGNO PRESSO IL CNR PER PRESENTARE LA RICERCA DELL’ISTITUTO IRPPS – CNR SU: “COMUNITÁ EDUCANTE E POVERTA EDUCATIVA”.

11 Ottobre h.8:45 – All’interno del progetto “La Nostra Buona Stella” l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRPPS-CNR), partner dell’iniziativa, ha realizzato una ricerca dal titolo: “+ Comunità Educante – Povertà Educativa = La Nostra Buona Stella? Diritto alla crescita: costruiamo il nostro futuro”. 439 questionari rivolti ai docenti di 5 istituti coinvolti, dalle elementari alle superiori, di Albano, Castel Gandolfo e Marino sono stati elaborati dal IRPPS – CNR. Sono stati realizzati 3 focus group con dirigenti delle scuole, docenti, genitori ed è prevista la successiva distribuzione di altri 200 questionari; questi sono i numeri del Convegno che IRPPS – CNR e “La Nostra Buona Stella” che si è svolto giovedì 10 ottobre presso la Sala Convegni del CNR. Nella giornata di studio, iniziata alle 9 con i saluti del consigliere Francesca Barbacci del Comune di Castel Gandolfo e l’assessore Barbara Cerro del Comune di Marino, e che si concluderà nel tardo pomeriggio, sono stati coinvolti, oltre ai ricercatori del CNR ed i partner del progetto “La Nostra Buona Stella”, anche esperti di Con i Bambini, l’Impresa Sociale che ha finanziato il Progetto nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, i rappresentanti di altri quattro progetti di tutto il territorio nazionale, sempre finanziati da Con i bambini, docenti universitari, esperti di formazione e di devianza giovanile, Assessori dei paesi dei Castelli Romani partner, responsabili ASL, psicologi e docenti, alunni e genitori il tutto coordinato dal Capo ufficio stampa del CNR Marco Ferrazzoli. Dopo i saluti di Gilberto Corbellini e Daniele Archibugi, rispettivamente direttore DSU-CNR e direttore IRPPS-CNR, e l’intervento di Angela Casaregola presidente dell’Associazione Arianna Capoprogetto e Pierfrancesco Milana, responsabile della Rete, sono intervenuti Sergio Mauceri e Luca di Censi, del Dipartimento CORIS dell’Università La Sapienza che hanno presentato i risultati della loro ricerca: “Invischiati nella Rete. Una ricerca intervento sui rischi da dipendenza da tecnologie digitali in età adolescenziale” e Oscar Nicolaus, dell’Università sant’Orsola Benincasa di Napoli e Mauro Cerruti della Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano che hanno presentato la ricerca: “La scommessa dell’Educazione, tra Eros e complessità”. Grande presenza, ovviamente, dei ricercatori dell’IRPPS – Istituto di Ricerca sulla Popolazione e le Politiche Sociali con Antonella Ciocia (La comunità educante) e Daniele Babusci (La povertà educativa, La nostra Buona Stella) estensori della Ricerca e Maria Girolama Caruso che con Loredana Cerbera ha parlato di “Mappatura e profilazione dei potenziali cittadini a rischio di povertà educativa”, Adriana Valente e Silvia Caravita intervenute su “La concezione di successo educativo nel contesto dei minori e giovani stranieri nelle carceri” e Mercedes Gori e Annalisa Pitino “Povertà educativa ed eccesso ponderale: un’analisi delle fonti secondarie dei dati” e Claudia Pennacchiotti e Fabrizio Pecoraro sui “Progetti di alternanza scuola lavoro”. Nel Convegno sono state inoltre coinvolte altre associazioni che, come la Nostra Buona Stella, hanno vinto il Bando di Con i Bambini oltre a esperti impegnati sul tema della dispersione scolastica, della povertà educativa e della devianza giovanile. Tra questi Simonetta Tommasi di Action Aid, Melissa Bobo e Camilla Bianchi di Save the Children Italia Onlus e Demitri Bosi responsabile del cineforum Teramo del Progetto “RAdiCI”. Particolare attenzione, inoltre, è stata riservata a chi è “quotidianamente sul campo” e quindi Francesca Toscano e Salvatore Montesano, Dirigenti scolastico, le insegnanti Valentina Violo, Giovanna Ruffini e Tiziana Cesarini e la rappresentante di un’associazione dei genitori Simona Bisceglie. Ed ovviamente i ragazzi. Circa 250 studenti, parte la mattina parte il pomeriggio, coinvolti dallo scorso anno nelle attività de La Nostra Buona Stella, sono stati parte attiva del Convegno, vissuto come opportunità di crescita e di presa di coscienza sui rischi della povertà educativa e sui possibili strumenti di contrasto. Il loro contributo è stato un momento di riflessione sull’attività svolta, ma anche un modo per inserirli nella comunità di progetto. I prodotti ideati e realizzati dai ragazzi sono serviti anche come strumento di autovalutazione del progetto ed hanno aggiunto suggestioni per la prosecuzione della ricerca. Hanno contribuito attraverso la costruzione di una sagoma umana in cartone che riporta in modo figurato (organi) e descrittivo (etichette) le diverse dimensioni in cui si rappresenta la partecipazione al progetto come autorappresentazione dell’identità collettiva e attraverso la produzione di opere di carattere letterario/artistico (disegno, lettera/elaborato, musica, poesia).  E … per non concludere … gli interventi di Carmine de Blasio del Consorzio dei Servizi Sociali A/6, di Angela d’Agostino della Comunità terapeutica Gnosis e di Alessandra Panzera dell’Impresa Sociale Con i Bambini, l’impresa finanziatrice del progetto. Il progetto La Nostra Buona Stella prevede azioni coordinate tra istituzioni locali, scuole e terzo settore per costruire un modello integrato di welfare community sul territorio dei Castelli Romani, con processi che facilitino e promuovano la consapevolezza dell’importanza dell’apprendimento e la centralità della relazione educativa per la crescita degli individui, con particolare attenzione all’accoglienza e integrazione dei ragazzi a rischio di esclusione sociale. La finalità principale è quella di costruire una proposta educativa integrata che possa prevenire e arginare i fenomeni di dispersione legati alla condizione personale e/o famigliare degli studenti e offrire una vera opportunità di crescita a tutto il sistema educativo territoriale. Sarà costruito un modello di comunità educante formalizzato per sperimentare, modellizzare e disseminare azioni di sostegno diretto ed indiretto al sistema educativo stabilendo un’intesa formale su vasta scala tra i soggetti pubblici e privati coinvolti a vario titolo nei problemi educativi, per costituirsi in vera “comunità educante” finora rappresentata soltanto da scuole e famiglie. Il Progetto mira a dare un contributo per potenziare sia l’offerta di servizi sociali che di quelli educativi, attraverso l’istituzione di uno sportello di ascolto e di orientamento, anche psicologico, presso ogni scuola partner, rivolto oltre che agli adolescenti alle loro famiglie finalizzato all’accoglienza, all’ascolto, all’individuazione delle problematiche e delle conflittualità. Gli incontri potranno avere anche una funzione informativa rispetto ai processi evolutivi tipici della fase adolescenziale oppure riguardare aspetti più operativi e di orientamento verso i servizi del territorio in caso di disagi evidenti e/o situazioni altamente problematiche. Parte di tale attività sarà la sensibilizzazione sul tema della solidarietà familiare, così da farla conoscere e poter creare una rete di famiglie disposte a partecipare e su cui saranno attivati seminari di sensibilizzazione e attivati percorsi di contatto con istituzioni solidali esterne al partenariato per segnalare sia le necessità che le disponibilità delle famiglie. La comunità prende in carico i soggetti più deboli, li sostiene in un percorso di crescita e lavora in modo sinergico per rimuovere le cause scatenanti il disagio e l’esclusione e nel fare questo costruisce e migliora se stessa attraverso l’empowerment dei suoi componenti, in un processo di learning by doing circolare che assurge a modello di intervento compiendo uno sforzo di modellizzazione utile al trasferimento dell’esperienza in altri contesti sia interni al territorio che esterni.

Primi contributi dal CONVEGNO del CNR su: “COMUNITÁ EDUCANTE E POVERTA EDUCATIVA”

12 Ottobre h.7:25 – Giovedì 10 ottobre si è svolto, presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, a Roma il Primo Convegno annuale de “La Nostra Buona Stella” che ha presentato i risultati della Studio svolto dall’Istituto di Ricerca sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR, partner nel progetto. In Italia, secondo i dati Istat elaborati per l’”Osservatorio povertà educativa Con i bambini” da Openpolis (report 2019) il numero di poveri assoluti, persone che non possono permettersi le spese minime per uno standard di vita decente, è passato dai quasi 2 milioni del 2005 fino a raggiungere la quota di 5 milioni nei dodici anni successivi; e sono proprio i minori di 18 anni la fascia d’età dove l’incidenza della povertà assoluta è maggiore. Nel 2005 era assolutamente povero il 3,9% dei minori di 18 anni. Un decennio dopo la percentuale è triplicata, e attualmente supera il 12%. Nell’Italia di oggi più una persona è giovane, più è probabile che si trovi in povertà assoluta. In Italia oltre 1 milione di bambini e bambine e di ragazze e ragazzi fra i 3 e i 18 anni vive in povertà assoluta. Questo significa isolamento, carenza di servizi, di relazioni positive, di opportunità educative e di apprendimento. Inoltre, 7 studenti su 50 abbandonano la scuola prima del tempo. Questi giovani rischiano di non avere gli strumenti giusti per immaginare e costruire il proprio futuro rimanendo in una spirale di povertà ed esclusione che si trascina di generazione in generazione. Usando come termine di paragone gli indici sociali utilizzati in Europa per analizzare il rischio di povertà economica e di esclusione sociale entrerebbe nel target il 34% dei bambini e adolescenti italiani; una delle percentuali più alte della Unione Europea. Vivere in una famiglia povera e in contesti privi di opportunità di sviluppo, per molti bambini significa portare fin dai primi anni il peso di una grave discriminazione rispetto ai coetanei. La povertà educativa è un fenomeno che coinvolge anche bambini e ragazzi che non sono in condizione di povertà materiale (se un bambino legge poco o non può godere di occasioni di socializzazione non è perché è povero, ma più probabilmente perché i suoi genitori non ritengono significative ed educative esperienze di questo tipo), è anche vero che la povertà economica e materiale è un fattore di maggior esposizione alla povertà educativa. La povertà materiale di una generazione si traduce spesso nella privazione di possibilità educative per quella successiva, determinando nuova povertà materiale e di rimando nuova povertà educativa, e così via. La povertà educativa si manifesta, così, come una privazione di quelle competenze cognitive fondamentali per poter crescere e vivere nella società contemporanea, sempre più caratterizzata dalla rapidità dell’innovazione e dalla conoscenza.  E si traduce anche nel mancato sviluppo di una serie di capacità, quali la motivazione, l’autostima, l’aspirazione, l’immaginazione, la comunicazione e l’empatia altrettanto fondamentali per la crescita dell’individuo ed il suo contributo al benessere collettivo. Anche i Castelli Romani, dove sono localizzati o operano i partner del progetto, sono caratterizzati da squilibri crescenti dal punto di vista socio economico e questo determina una crescita costante del disagio, soprattutto giovanile. Le nuove urbanizzazioni e la mancanza di luoghi di aggregazione, sommata con l’atomizzazione e la disgregazione delle famiglie, causano una crescente “povertà educativa”. La “comunità educativa”, oggi frammentaria, attraverso una logica di co-progettazione e compartecipazione, può consolidarsi in una rete che realizzi interventi strutturali e sostenibili nel tempo, essendo quasi del tutto assente un raccordo tra sistema scolastico e territorio, tra scuole, amministrazioni locali, enti di formazione privati e sistema delle imprese. Obiettivo generale del progetto “La Nostra Buona Stella”è il contrasto alla dispersione scolastica e all’abbandono costruendo la comunità educante formata da enti pubblici e privati che prevenga e si prenda carico delle situazioni di disagio nel sistema educativo territoriale. E proprio per cercare di inquadrare e studiare queste problematiche si è svolto l’incontro di studio che, iniziato alle 9 e conclusosi nel tardo pomeriggio, ha coinvolto, oltre ai ricercatori del CNR ed i partner del progetto “La Nostra Buona Stella”, anche esperti di Con i Bambini, l’Impresa Sociale che ha finanziato il Progetto nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, i rappresentanti di altri quattro progetti di tutto il territorio nazionale, sempre finanziati da Con i bambini, docenti universitari, esperti di formazione e di devianza giovanile, Assessori dei paesi dei Castelli Romani partner, responsabili ASL, psicologi e docenti, alunni e genitori il tutto coordinato dal Capo ufficio stampa del CNR Marco Ferrazzoli. Dopo i saluti di Gilberto Corbellini e Daniele Archibugi, rispettivamente direttore DSU-CNR e direttore IRPPS-CNR, e l’intervento di Angela Casaregola presidente dell’Associazione Arianna Capoprogetto e Pierfrancesco Milana, responsabile della Rete, sono intervenuti Sergio Mauceri e Luca di Censi, del Dipartimento CORIS dell’Università La Sapienza che hanno presentato i risultati della loro ricerca: “Invischiati nella Rete. Una ricerca intervento sui rischi da dipendenza da tecnologie digitali in età adolescenziale”. Dalla ricerca è emerso come la vita quotidiana sia oggi caratterizzata dalla presenza pervasiva delle cosiddette nuove tecnologie digitali e nuove forme di dipendenza digitale, sempre più diffuse, sono ormai ampiamente riconosciute come forme patologiche di utilizzo di questi canali, che hanno importanti ricadute rispetto al normale svolgimento delle attività quotidiane e all’equilibrio psicologico dei soggetti che ne fanno uso, prospettando nuove forme di povertà educative. Nel biennio 2018-2019, è stato avviato un articolato progetto di ricerca-intervento promosso dal Dipartimento CoRiS della Sapienza Università di Roma che ha visto coinvolti 3302 adolescenti di 16 istituti di scuola secondaria superiore, equamente riparti tra istituti liceali e tecnico-professionali e istituti centrali e periferici. L’obiettivo era identificare i fattori di diversa natura (contestuali, relazionali, individuali) associati con l’uso compulsivo delle nuove tecnologie. L’indagine con questionario ha consentito di tracciare un profilo degli studenti a rischio di dipendenza, che complessivamente nel campione raggiunto si attestano attorno a un quarto degli intervistati. In particolare, le diverse forme di dipendenza si associano con un complesso di indicatori che segnalano disagio relazionale, stress psicologico, tendenza a nascondere aspetti importanti della propria personalità, clima familiare disfunzionale e noia in classe. In conclusione, i risultati mettono in luce nuove forme di povertà educativa, associate all’inadeguatezza delle agenzie di socializzazione primarie e secondarie e segnalano la compresenza di una stretta interconnessione tra uso compulsivo dei canali digitali e forme di deprivazione a livello socio-relazionale-emotivo. Gli adolescenti a rischio risultano invischiati in un complesso sistema socio-emotivo, composto da distanze intergenerazionali, da tentativi di trovare rifugio nelle tecnologie digitali per far fronte a frustranti sensazioni di noia e vuoto relazionale, dalla mancata consapevolezza delle ricadute sul piano psicologico che la vita online prospetta, nonché dalle occasioni mancate di implementare il proprio background culturale e formativo attraverso canali tradizionali, come la lettura di libri e il confronto diretto con il proprio gruppo dei pari. Maria Girolama Caruso e Loredana Cerbera dell’IRSSP – CNR parlando di “Mappatura e profilazione dei potenziali cittadini a rischio di povertà educativa” hanno diffuso dati aggiornatissimi secondo cui nel 2017 si stimano in povertà assoluta – ovverosia con l’incapacità a sostenere la spesa minima necessaria all’acquisto dei beni e servizi essenziali inseriti in un paniere – 5 milioni e 58mila individui con una incidenza pari all’8,4%. I minorenni (fino a 17 anni) ammontano a circa 1 milione 208mila con una incidenza pari al 12,1%. L’incidenza della povertà assoluta è elevata prevalentemente nel Mezzogiorno; diminuisce all’aumentare dell’età della persona di riferimento; è minore tra gli occupati (sia dipendenti sia indipendenti) e maggiore tra i non occupati; i valori dell’incidenza della povertà assoluta sono molto più contenuti tra le famiglie con persona di riferimento almeno diplomata, al contrario i valori aumentano tra quelli che hanno conseguito al massimo la licenza elementare (Istat, 2018). Anche circa 250 studenti, parte la mattina parte il pomeriggio, coinvolti dallo scorso anno nelle attività de La Nostra Buona Stella, sono stati parte attiva del Convegno, vissuto come opportunità di crescita e di presa di coscienza sui rischi della povertà educativa e sui possibili strumenti di contrasto e proprio loro sono stati particolarmente colpiti dall’intervento di Mercedes Gori, Annalisa Pitino, Dante Sabatino del IFC – CNR e IRPPS – CNR che hanno evidenziato i risultati di una ricerca su obesità, cultura alimentare, povertà economica ed educativa. I ragazzi sono stati particolarmente colpiti dal fatto che, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’obesità ha raggiunto “proporzioni epidemiche”, al punto che i morti per patologie correlate a sovrappeso o obesità ammontano a oltre 2,8 milioni di persone ogni anno nel mondo. Nei paesi dell’Unione Europea si stima che quasi un uomo su quattro (23%) e una donna su cinque (20%) abbia problemi di obesità. Secondo l’Istat, in Italia nel 2017 le persone in eccesso ponderale erano pari al 45,9% della popolazione con più di 18 anni, 54,8% maschi e 37,8% donne (gli obesi erano l’11,9% tra i maschi e il 9,4% tra le donne). Sovrappeso e obesità sono i maggiori fattori di rischio per molte malattie croniche, incluso diabete, malattie cardiovascolari e cancro. Tradizionalmente, nei paesi poveri le forti diseguaglianze sociali hanno riflessi immediati sulle condizioni di salute delle famiglie e dei bambini, spesso malnutriti e sottoalimentati, e dunque la denutrizione è associata a condizioni di povertà. Il rapporto tra povertà e alimentazione nei paesi ricchi cambia verso, ed eccesso di peso e obesità non sono associati a condizioni di vita opulente bensì a condizioni di vita caratterizzate da maggiore svantaggio sociale: minore disponibilità di reddito, credenziali educative più basse, stili di consumo massificati. La crescita della distanza sociale tra i più ricchi e i più poveri nei paesi occidentali secondo Therborn (2019) ha modificato le condizioni di salute delle persone secondo precisi pattern, variando significativamente al mutare del loro livello di status e della loro collocazione nel sistema di stratificazione sociale.

L’avvio concreto di un percorso di condivisione tra gli Istituti Comprensivi Santa Maria delle Mole e Primo Levi del Comune di Marino

16 Ottobre h.8:25 – Giovedì 10 ottobre a Roma, presso l’aula Convegni del CNR, si è svolto il Convegno “+ Comunità Educante – Povertà Educativa= La nostra buona stella? Diritto alla crescita: costruiamo il nostro futuro”, un evento organizzato dall’IRPPS CNR al quale hanno partecipato attivamente i ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dirigenti scolastici, docenti, studenti, e tutte le associazioni partner che, finanziate dall’impresa sociale Con i bambini, svolgono già dallo scorso anno, all’interno del progetto “La nostra buona stella”, azioni di contrasto alla povertà educativa, nell’obiettivo comune della costruzione di un comunità educante nel territorio dei Castelli Romani, tra i Comuni di Marino, Ciampino, Albano e Castel Gandolfo. Gli alunni, in veste di ricercatori junior, hanno presentato il loro punto di vista sul tema: in particolare gli alunni e le alunne della scuola secondaria degli Istituti Comprensivi Primo Levi (classe 3^G) e Santa Maria delle Mole (classe 3^F) hanno presentato, rispettivamente, una Lettera aperta alla Comunità educante e una rielaborazione del Gioco dell’oca proponendo un percorso dalla povertà educativa alla comunità educante. I due istituti scolastici della pianura di Marino, ancora insieme venerdì 11 ottobre, hanno proposto “Includere e condividere”, un incontro dibattito in occasione della Settimana nazionale della Dislessia 2019. I dirigenti dei due istituti marinesi, la prof.ssa Francesca Toscano, il prof. Paolino Gianturco, supportati anche dall’intervento della dirigente prof.ssa Sabrina Franciosi, hanno voluto concertare insieme questo momento mostrando al territorio una sensibilità comune nell’impegno concreto di promuovere azioni per garantire, nell’ambito dell’apprendimento scolastico, pari diritti e opportunità per tutti, nel rispetto delle diversità di ciascuno. Molti ed interessanti gli spunti di riflessione offerti, così come molteplici sono risultati gli elementi pratici di base utili a genitori ed insegnanti nel confronto quotidiano con i propri alunni con disturbi specifici dell’apprendimento. Un avvio molto positivo di condivisione di obiettivi per i due istituti scolastici che accolgono ed
educano oltre tremila giovani del territorio di Santa Maria delle Mole, Frattocchie, Cava dei Selci e Castelluccia.