Transazione AET, Italia Viva chiede chiarezza alla Corte dei Conti

Addessi: “Si faccia luce, qualcuno ha sbagliato”

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“La recente transazione da 2 milioni e 650mila euro tra il Comune di Anzio e la partecipata Anzio Ambiente (AET), approvata nel pieno del mese di agosto e senza un pronunciamento preventivo dell’autorità giudiziaria, accende un nuovo caso politico-amministrativo sul litorale laziale. Un caso che Italia Viva, per voce del dirigente locale Elio Addessi, chiede di portare all’attenzione della Procura della Corte dei Conti.
“Occorre fare chiarezza – afferma Addessi – e l’unico soggetto istituzionale che può valutare se ci sia stato un danno erariale o meno è la Corte dei Conti. Non è questione di polemiche, ma di trasparenza verso i cittadini e di rispetto della legge”.
Due sono le ipotesi: o ha torto Ciampino Ambiente o ha torto il Comune di Anzio
La transazione, che rappresenta un esborso rilevante per le casse pubbliche, nasce da una controversia legale tra Anzio Ambiente (società mista partecipata dal Comune) e l’ente stesso. Ma, come evidenzia Addessi, siamo di fronte a un paradosso:
“Se si riconoscono 2,6 milioni alla società, significa che si ammette una responsabilità. Ma a quel punto ci chiediamo: chi ha sbagliato? L’amministrazione comunale nel passato? La società nella gestione del servizio? O entrambi?”
L’articolo 1 della Legge 14 gennaio 1994, n. 20, è chiaro: “la responsabilità amministrativa per danno erariale deve essere accertata nei casi di dolo o colpa grave di amministratori o funzionari pubblici”. È in questo quadro normativo che si chiede alla Corte dei Conti di intervenire per stabilire se l’accordo approvato abbia causato un pregiudizio per l’ente.
Silenzio da Ciampino, Anzio sotto pressione
Mentre ad Anzio la vicenda ha scatenato il dibattito politico con interventi pubblici e forti prese di posizione – come quella dell’ex sindaco Candido De Angelis che ha definito la transazione “imbarazzante” – da Ciampino, dove la sindaca Emanuela Colella guida l’ente proprietario di quote nella società omonima, tutto tace.
Italia Viva interpella direttamente l’amministrazione:
“È dovere delle istituzioni collaborare nel rispetto della legalità e nell’interesse pubblico. La sindaca Colella – continua Addessi – convochi urgentemente un consiglio comunale e disponga l’invio degli atti alla Corte dei Conti. Il silenzio istituzionale non è più tollerabile”.
Una questione di trasparenza, non di bandiere
Per Italia Viva si tratta di una questione che va oltre le appartenenze politiche:
“Qui si tratta di milioni di euro di denaro pubblico – conclude Addessi – e nessuno può permettersi leggerezze o silenzi. Chiediamo formalmente l’intervento della Procura della Corte dei Conti di Roma per accertare la correttezza dell’iter seguito, i presupposti della transazione e l’eventuale responsabilità contabile degli amministratori coinvolti”.
La fiducia nelle istituzioni si costruisce con atti concreti e trasparenza, non con decisioni prese nel silenzio di agosto. E ora, a decidere, deve essere chi è deputato a farlo per legge: la Corte dei Conti”. Lo rende noto l’esponente di Italia Viva Elio Addessi.