Trisulti, finalmente la Certosa ritorna ai cittadini

La Certosa di Trisulti torna ad essere visitabile da chiunque, dopo la battaglia giudiziaria contro i sovranisti

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La Certosa di Trisulti torna ad essere visitabile da chiunque, dopo la battaglia giudiziaria contro i sovranisti

Alcuni mesi fa la capogruppo della Lista Civica Zingaretti al Consiglio regionale del Lazio, Marta Bonafoni, aveva annunciato l’allontanamento dei sovranisti dalla Certosa di Trisulti. Una vicenda che aveva creato forti preoccupazioni legate al destino della secolare struttura di alto valore storico ed artistico, tanto da richiedere una decisione da parte del Consiglio di Stato a conferma della posizione del Ministero della Cultura sulla concessione della Certosa all’associazione fondamentalista cattolica Dignitatis Humanae Institute.

Allontanato lo spettro del sovranismo radicale di Steve Bannon, l’antico complesso certosino di Collepardo, in provincia di Frosinone, torna visitabile ai cittadini. Di fatto il sito è rientrato nella piena gestione della Direzione Regionale Musei Lazio ed è visitabile grazie alla collaborazione tra il Ministero della Cultura – Direzione Regionale Musei Lazio, la Regione Lazio e la società regionale in house LAZIOcrea S.p.a., mediante un nuovo percorso di visita a ingresso gratuito per permettere al pubblico tutti i giorni di conoscere le bellezze degli edifici che lo compongono.

Sabato, domenica e nei giorni festivi è possibile anche prenotare la partecipazione ad avvincenti visite guidate di gruppo, sempre senza alcun esborso. Alcune aree della Certosa di Trisulti sono ancora interdette al pubblico, perché in fase di esecuzione di alcuni lavori di adeguamento e restauro sotto la regia della Direzione Regionale Musei Lazio. Interventi in ambienti di antica memoria, che custodiscono segreti plurisecolari che rimandano ad intricate storie cinematografiche.

“Un cult è “Il Nome della Rosa”, tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Eco, con protagonista Sean Connery nei panni di un monaco coinvolto in drammatiche vicende all’interno di un claustrofobico monastero, in cui sono clienti i conflitti fra le correnti ecclesiastiche medievali e i tormenti dell’anima” riporta il sito Latenightstreaming.com, che prosegue “Nel 2019 ne è seguita una miniserie tv prodotta da una joint venture italo-tedesca, creata e diretta da Giacomo Battiato, distribuita in 132 Paesi nel mondo e risultata la seconda più venduta dopo Gomorra”.

La stessa epoca storica in cui veniva costruita l’attuale agglomerato della Certosa assegnato all’ordine dei certosini da Papa Innocenzo III nel 1204. Fra le sue costruzioni spicca la farmacia settecentesca, che ci ricorda un antico impegno dei monaci nella produzione di prodotti medicinali e dei liquori in quegli ambienti che conservano ancora gli arredi originali del IX secolo ed i dipinti del celebre pittore napoletano Filippo Balbi. Ad abbellire il paesaggio il magnifico giardino all’italiana. 

In fase di completamento le ristrutturazioni che permetteranno di visitare i chiostri. Tornano anche le funzioni religiose dei giorni festivi nella chiesa di San Bartolomeo, nei suoi interni finemente decorati.