Tutti i numeri dell’oleoturismo: a Tivoli presentati i risultati dell’indagine di mercato del progetto Insieme ad Evo

Alle Scuderie Estensi di Tivoli l'ultima tappa del progetto Insieme a Evo

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Da sinistra Livio Proietti, Livio Terilli e Manuela Traldi

L’oleoturismo si conferma una leva strategica per lo sviluppo e l’internazionalizzazione dei territori

interni. È quanto emerso dal convegno ospitato presso le Scuderie

Estensi di Tivoli il 6 febbraio scorso, nel corso del quale sono stati presentati i

risultati dell’indagine di mercato sulle potenzialità dell’oleoturismo nell’area tiburtina, nella Valle dell’Aniene e nella Sabina romana. L’incontro ha rappresentato l’atto conclusivo del progetto “Insieme ad Evo: per il bene comune, la salute, il territorio”, avviato lo scorso settembre e articolato in una serie di eventi, seminari e convegni finalizzati alla valorizzazione dell’olio extravergine di oliva di qualità, prodotto bandiera di questi territori.

Il progetto, ideato dal dott. Livio Terilli, titolare dell’Azienda Agricola Il Torrino dei Gelsi e presidente della DMO Terre di Otium, e coordinato da Roberto Bellardini, ha coinvolto l’intera filiera olivicola: aziende agricole, frantoiani, ristoratori e associazioni di categoria, attraverso la somministrazione di un questionario volto a mappare bisogni, criticità e prospettive di un comparto dagli ampi margini di crescita. L’iniziativa è stata realizzata con il contributo della Regione Lazio e di ARSIAL.

A testimoniare l’interesse istituzionale verso il percorso progettuale, la partecipazione al convegno di numerosi rappresentanti delle istituzioni, a partire dall’on. Alessandro Palombi, deputato della Repubblica e sindaco di Palombara Sabina. A portare il saluto dell’assessore regionale al Bilancio e all’Agricoltura Giancarlo Righini è stato il consigliere regionale e presidente della Commissione Affari Istituzionali della Pisana, Flavio Cera, insieme ai rappresentanti dell’amministrazione comunale di Tivoli e al presidente del Parco Regionale dei Monti Lucretili, Marco Piergotti, tra i primi sostenitori dell’iniziativa.

Lo studio di mercato ha coinvolto complessivamente 50 aziende del

territorio attraverso interviste dirette, mentre oltre 100 imprenditori della filiera olivicola hanno preso parte alle attività in programma. I dati delineano un comparto caratterizzato da una solida tradizione produttiva: il 75% delle imprese è attivo da oltre dieci anni e l’82% impiega da uno a cinque addetti, prevalentemente in ambito familiare. Un radicamento che è un punto di forza, ma che pone al contempo la sfida dell’attrazione di flussi turistici strutturati. Tra le principali criticità segnalate dagli imprenditori infatti emergono la promozione e il marketing, la carenza di personale, l’eccessiva burocrazia, la limitata conoscenza del pubblico di riferimento e le difficoltà legate al deficit infrastrutturale.

Significativo in particolare il dato relativo alla comunicazione: il 21% delle aziende non è presente su alcuna piattaforma digitale, mentre il passaparola rappresenta ancora il principale canale promozionale per il 74% degli intervistati.

Lo studio si conclude con una serie di indicazioni operative per rafforzare la competitività del settore: potenziamento della presenza digitale, partecipazione a eventi e fiere specializzate, diversificazione dell’offerta e consolidamento delle filiere attraverso accordi specifici, reti di impresa e strumenti condivisi.

Nel corso della tavola rotonda sono intervenuti dirigenti delle associazioni di categoria e rappresentanti istituzionali, tra cui il presidente di Confagricoltura Roma Aurelio Ferrazza, Francesco Baldesarra in sostituzione del presidente Unaprol David Granieri, il presidente di ISMEA Livio Proietti e l’avv. Manuela Traldi, presidente della Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana. Le conclusioni sono state affidate al vicepresidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Alfredo D’Antimi.

“Dallo studio emerge un comparto solido e pronto a fare il salto di qualità – ha dichiarato il dott. Livio Terilli –. L’interesse manifestato dalle istituzioni e dagli operatori conferma il potenziale dell’oleoturismo come nuova frontiera dell’internazionalizzazione, capace di intercettare una domanda crescente di turismo esperienziale, sostenibile, lento e legato alle tradizioni locali, anche su mercati internazionali come il Nord America e l’Oriente. Sottolineo con particolare soddisfazione il positivo ruolo svolto dai sindaci in qualità di facilitatori del processo”.

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Alessandro Palombi, Livio Terilli e Flavio Cera