Il MANC, Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia, tra nuovi allestimenti e aggiornamenti in progress

Tiziana Mercurio "Un piccolo gioiello non solo ad appannaggio dei crocieristi che aspettano l’imbarco: vale davvero la pena fermarsi qualche ora al MANC"

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Il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia, MANC, a pochi metri dal Forte
Michelangelo e dal Porto, sorge in centro città, in un palazzo del ‘700 voluto da Papa
Clemente XIII. Museo d’identità storica e civica, nonché del territorio, intimamente
connesso alla fondazione della città e dell’area portuale, benchè istituito già negli
anni ‘70 (per accogliere i ritrovamenti archeologici dal vecchio Museo Civico e dai
dintorni) e decisamente interessante sotto il profilo artistico, inspiegabilmente, non
ha ancora raggiunto il grande pubblico.

Ed è proprio per venire incontro alle esigenze di questo, che il neo direttore,
l’archeologa Lara Anniboletti, sin da marzo 2021, sta lavorando a ristrutturazione e
modernizzazione del Museo, per adeguarlo agli standard nazionali, e creare sale
polifunzionali. Senza trascurarne la presenza social, intensificata per fare “rete”.

Nella sezione Guide di Facebook, per esempio, si può scaricare una breve guida con tutte le informazioni utili, brochure gratuita, contatti e modalità di accesso. Ed è
disponibile anche un Virtual Tour, pure 3d, per fruire dei reperti esposti, navigabili
da ogni tipo di dispositivo, grazie al progetto “Grand Tour” concordato con il
Ministero della Cultura, accessibile dal portale: www.italyart.it; all’indirizzo:
https://www.italyart.it/site/reg/site/museo-archeologico-civitavecchia.php.
Tutto, per offrire ai visitatori – italiani e stranieri -, un’adeguata proposta
comunicativa e di fruizione degli spazi, in progress rispetto a una serie di interventi
di riqualificazione del museo, oggetto, nel tempo, di progressivi depauperamento, e
allo scopo di ideare un percorso espositivo moderno.

La collezione spazia dalle sculture delle lussuose ville romane sulla costa, ai materiali
di abitati e necropoli protostoriche ed etrusche dell’entroterra (Centumcellae, il
nome con cui i romani battezzarono l’odierna Civitavecchia, Terme Taurine, Santa
Marinella, Valle del Mignone e Monti della Tolfa).

Diversi gli ambienti (al piano terra e distribuiti sul Ballatoio del primo piano).
La “Sala dei Marmi Imperiali” è il primo: qui, oltre a fregi di notevoli dimensioni e
sarcofagi, si incrociano gli sguardi degli imperatori e delle divinità. Due copie
dall’antica Grecia: quella dell’Athena Parthenos di Fidia e dell’Apollo/ Helios (in
marmo da originale di Leochares, unica replica esistente del Colosso di Rodi). E
l’erma di Giano bifronte dalla villa marittima di Pompeo Magno e una testa
dell’Afrodite Cnidia di Prassitele (parte di una copia di età romana): tutti manufatti
di grande importanza storico-artistica. Nel fondo sala, una “sezione epigrafica” di
varia provenienza: insegne, iscrizioni funerarie e di carattere pubblico, che
raccontano storie di vita con leit-motiv il legame con il mare e il porto. Al primo piano, il ballatoio (da cui godersi una bella ‘veduta’ sui marmi del piano terra), le cui
vetrine ospitano una selezione di oggetti provenienti dal territorio, ordinati
cronologicamente, dai reperti di età protostorica a quelli di età romana delle Terme
Taurine; esemplari di ceramica etrusco-corinzia, quella greca a figure nere e a figure
rosse, i vasi in bucchero (la famosa ceramica nera e lucida degli etruschi), ornamenti
in bronzo, un raffinato orecchino d’oro, specchi incisi, una serie di fibule, lucerne e
variegate suppellettili.

Un piccolo gioiello non solo ad appannaggio dei crocieristi che aspettano l’imbarco:
vale davvero la pena fermarsi qualche ora al MANC!
Info, http://www.polomusealelazio.beniculturali.it/index.php?it/227/museo-
archeologico-nazionale-civitavecchia

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