Udc Monte Compatri attacca il sindaco Ferri sul capolinea di Pantano

“Il capolinea Pantano è un buco nero di illegalità. Il Sindaco ha tradito la promessa fatta per Ivan Alexandru. Se non è in grado di garantire la sicurezza, si faccia da parte.”

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“A oltre un anno dal brutale omicidio del quattordicenne Ivan Alexandru, assassinato nel piazzale del capolinea Metro C “Monte Compatri–Pantano”, ci ritroviamo di fronte alla più sconfortante delle verità: nessuna azione concreta è stata compiuta. Nessuna promessa mantenuta. Nessuna risposta alle richieste dei cittadini. Il sindaco, all’indomani del delitto, parlava di “piena collaborazione”, di “attenzione notte e giorno” e di un’Amministrazione impegnata sul fronte della sicurezza. A distanza di sedici mesi, quelle parole suonano come un insulto alla memoria di Ivan e all’intelligenza dei cittadini. Il capolinea è oggi una zona franca di degrado e criminalità, dove ogni giorno si registrano:
Spaccio di droga a cielo aperto,
Tentativi di violenza sessuale,
Aggressioni fisiche e verbali,
Furti e vandalismi continui alle auto in sosta,
Presenza di mezzi rubati e abbandonati senza alcun intervento da parte del Comune.
Lunedì l’ennesimo scasso su un’auto parcheggiata. Ieri, ancora, un veicolo rubato rinvenuto nel piazzale retrostante grazie solo alle segnalazioni dei cittadini. E sempre ieri, a pochi metri, un’altra vettura è da oltre un mese aperta e abbandonata, con tutti i rischi che ciò comporta per l’incolumità pubblica e l’ordine urbano.
Il Comune dov’è? Il Sindaco dov’è?
Non accettiamo più silenzi. Non accettiamo più alibi. UdC Monte Compatri ha già proposto una soluzione chiara, concreta e immediatamente attuabile: l’istituzione di un Presidio Interforze fisso presso il capolinea, con Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizie Locali operative in modo costante, nei locali già presenti e disponibili all’interno della stazione ATAC. Una proposta inviata ufficialmente alle autorità competenti, supportata da norme, protocolli e risorse previste dalla legge. Una proposta che il Sindaco ha il dovere morale e istituzionale di sostenere. “Siamo arrivati al limite della decenza istituzionale. Questo Sindaco ha pianto davanti alle telecamere per Ivan Alexandru, ma poi è sparito dietro le mura di palazzo Borghese – dichiara Claudio Quaranta, coordinatore UdC Monte Compatri – Ha promesso sicurezza, ma ha regalato solo abbandono. Il capolinea Pantano è oggi un laboratorio dell’illegalità e lui continua a far finta di nulla. Se non è in grado di difendere questo territorio, lo dica chiaramente e si faccia da parte. Non c’è più tempo per le parole. O si agisce subito, o saremo costretti a portare questa battaglia in tutte le sedi competenti, istituzionali e giudiziarie. Non arretreremo di un passo.”