“Un compleanno triste, anzi tristissimo, per quello che era stato annunciato come il “polmone verde” di Monte Compatri.
Un bosco urbano in località Laghetto, nato (sulla carta) con i migliori propositi e un investimento di cinquantamila euro.
Eppure, oggi, tutto ciò che resta sono alberi agonizzanti, immortalati da foto che parlano più di mille parole: rami secchi, chiome assenti, tronchi inclinati verso un destino che sembra segnato.
Il cosiddetto “Progetto Ossigeno 2”, promosso con squilli di tromba e toni trionfalistici il 18 marzo 2023, si sta rivelando per quello che è: un’operazione di facciata, buona per i social e per qualche comunicato autocelebrativo, ma priva di cura, manutenzione, visione.
Altro che ossigeno: a questi alberi servirebbe un polmone d’acciaio.
Altro che bosco urbano: qui c’è solo l’eco amara di un’occasione sprecata.
E pensare che nel post istituzionale si parlava di “una bella notizia per la città, perché il verde aiuta a rendere i quartieri più vivibili”.
Peccato che nessuno si sia preso la briga di rendere vivibili le piante stesse.
A quanto pare, anche stavolta, non era la loro “ORA”.
Siamo certi che ambientalisti del calibro di Jane Goodall o Vandana Shiva inorridirebbero di fronte a uno scenario del genere: un progetto che si ammanta di sostenibilità ma che in realtà muore in silenzio, nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto garantirne la vita.
Questa non è una favola triste scritta da qualche autore gotico: è la realtà di un’Amministrazione che si riempie la bocca di “verde”, ma lascia marcire le radici sotto il sole e l’incuria”. Dichiara l’Udc di Monte Compatri




















