Una voliera per RSA green: il rifiorire di piante vintage nel Fair Play Garden

La seconda vita delle piante passa anche per la voliera di Augusto Vari adibita a RSA green.

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La seconda vita delle piante passa anche per la voliera di Augusto Vari adibita a RSA green. Capita nel Fair Play Garden, a Montopoli di Sabina (Rieti). Quando? Il 19 maggio, quando si festeggia il primo Word Fair Play Day voluto dall’ ONU con un regalo. Porta la firma dello “sceriffo”, come avevano soprannominato Augusto nel quartiere Villaggio Breda. “Era creativo, grande manualità ed esperienza. Il suo motto era: “se questa cosa l’ha fatta un uomo, allora la posso fare anche io” e si metteva di buzzo buono, non si dava tregua finché non ci riusciva a farla” racconta Patrizia Vari, la figlia. “Non voleva aiuti, consigli, ci doveva riuscire da solo a trovare la soluzione per realizzare i suoi progetti e in effetti poi ci riusciva. Si vantava un po’ dicendo che non aveva mai fatto in realtà quel tipo di lavori…”, dice Patrizia che ha donato questa voliera stile vagamente orientale, per ospitare le piante anziane. Quelle piante che hanno dato tanto e regalano ricordi già solo quando ce ne prendiamo cura. Dunque nessun volatile in gabbia ma piante “vintage” protette dal manufatto di Augusto nel giardino delle buone maniere e del rispetto di Roberta Maresci. Promosso in collaborazione con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, operativo dal 1994 con riconoscimento del Coni e di cui è Presidente Ruggero Alcanterini, e dall’European Fair Play Movement, il Fair Play Garden si appresta con gioia a festeggiare la transizione floreale con il World Fair Play Day, che l’Assemblea Generale dell’ONU ha istituito il 24 giugno 2024. Il tema del rispetto, della cortese lealtà fra avversari rende omaggio alla concezione di William Shakespeare, adottata soprattutto dal mondo dello sport, dove competitors si è, ma con correttezza. Dove si gioca per vincere, ma dalla gara e dal suo prima e dal suo dopo sono esclusi i colpi bassi, veri e figurati. Da febbraio 2021, “in nome del rispetto della natura, con riferimento alla transizione ecologica ed etica – spiega Roberta Maresci –, il Fair Play Garden tiene conto dell’Obiettivo 15 dell’Agenda 2030. E si propone di proteggere, ripristinare, gestire piante, semi e alberi capaci di fermare la perdita di diversità biologica e dare al green una seconda vita, soprattutto per quanto concerne la cura del verde domestico, destinato ad essere considerato un rifiuto da eliminare, senza tener conto di un’affettività e di un circolo virtuoso al servizio della collettività”. L’Obiettivo 15 dell’Agenda 2030 ha lo scopo di proteggere, ripristinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e invertire il degrado dei suoi e fermare la perdita di biodiversità. Nel Fair Play Garden di Roberta Maresci tutto questo si traduce nella pratica. Qui c’è anche la Banca Verde, la Greenbank, luogo dove conferire le proprie piante e tenerle al sicuro, come in un caveau. E finalmente prende corpo la RSA, finora solo una idea. Che dire? Chi vuole può farsi due passi anche nell’ Humus Trek, un percorso dove opere d’arte di artisti torneranno a concimare e ad arricchire il suolo. Nel tempo. Diverse le opere: “Mushrooms” in pietra leccese di Mario Calcagnile, “Funambolo” di Arcangela Parisi per una lettura double-face e anti-smog, “Ovuli” della mosaicista Patrizia Dalla Valle, tre le opere archisofiche di Gerry Turano tra cui “Pensieri complessi” e Cemento in movimento”, “Algiz” di Carlo Moretti, “Tralci di vite” di Sara Celeghin, “Estasi” di Marco Piovani, “Metafisica dell’incontro” di Massimo Di Cave.

di Roberta Maresci