Valerio Di Cocco incontra gli studenti di Cecchina

Il campione di Parakarate ha raccontato la sua storia di inclusione che ha trovato nello sport la chiave per trasformare una fragilità nella sua forza

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Nella sala teatro dell’Oratorio Giovanni Pia Marta di Cecchina, su iniziativa della Prof.ssa Paola Aiello, responsabile del progetto “sport e inclusione” dell’Istituto Comprensivo Albano – Cecchina, una folta rappresentanza degli studenti delle seconde classi medie hanno potuto incontrare Valerio Di Cocco.

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Ventuno anni, affetto dalla nascita da una disabilità fisica agli arti inferiori, ex atleta agonista della nazionale italiana di Karate: 6 volte campione italiano, 2 bronzi europei e un argento mondiale, dal 2025 Valerio è allenatore di base di Karate, allenando ragazzi normodotati e con disabilità, nonché Studente universitario di Dietistica e dal 2025 eletto Rappresentante nazionale CIP degli Atleti di ParaKarate.

⁠”Da anni vado nelle scuole del Lazio – dichiara Valerio Di Cocco – a raccontare della mia disabilità e dei valori dello Sport Paralimpico, di bullismo e discriminazione sociale. Sono sempre molto soddisfatto quando percepisco dai ragazzi attenzione e sensibilità come in questa occasione. Perché essere attenti, non a me o alla mia storia, ma alla cura ed al rispetto degli altri, ad imparare l’impegno ed il sacrificio per un obiettivo, a ragionare con la propria testa e non con quella degli smartphone, sono principi fondamentali per le nuove generazioni”.

Rispondendo alle domande del Direttore di Meta Magazine Andrea Titti, Valerio ha raccontato della sua obbesità, oltre che della sua disabilità, e di come grazie allo sport ed alla passione per il karate, ha potuto superare la prima e accettare la seconda, trasformando un’apparente debolezza nella sua forza.

“Praticavo nuoto, ma col passare del tempo mi accorgevo che era uno sport che non mi appassionava, fino a quando un giorno mentre ero in macchina per recarmi a scuola ho letto un cartellone per strada in cui, quella che anche oggi è la mia società sportiva, proponeva dei corsi di karate, aperti anche ai disabili fisici a Velletri, la mia città. Decisi di presentarmi, e da quel giorno, superando mille ostacoli e difficoltòà, sono cresciuto, sportivamente e personalmente, fino all’argento mondiale, ma soprattutto ho accettato la mia condizione”.

Tanti gli argomenti affrontati, anche grazie alle numerose sollecitazioni giunte dalle domande degli studenti: barriere architettoniche, cultura della non discriminazione, diritti e doveri dei giovani, il valore educativo dello sport.

Al termine dell’incontro gli studenti hanno donato a Valerio un trofeo in ricordo dell’incontro, e dei disegni fatti in tempo reale che hanno tenuto a farsi autografare.

“E’ importante che i ragazzi – ha sottolineato Paola Aiello – ascoltino storie e testimonianze come quella di Vallerio, perché debbono imparare a conoscere ed apprezzare i veri valori della vita, il coraggio e la responsabilità che dovranno affrontare crescendo, da cittadini”.

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