Riceviamo e pubblichiamo una riflessione originale di Attilio Ferraccioli, già Consigliere Comunale e amministratore ad Albano Laziale, con esperienza gestionale in aziende ed enti pubblici e privati.
“Il Commissario straordinario di governo è stato nominato in vista delle celebrazioni del Giubileo della Chiesa cattolica per il 2025 e doveva realizzare opere e facilitazioni per la più agevole accoglienza delle migliaia di pellegrini che sarebbero giunti a Roma per la straordinaria occasione religiosa.
Ovviamente le opere necessarie per l’accoglienza, per raggiungere il loro scopo di supporto ed assistenza per i pellegrini dovevano essere compiute prima del 2025, o al massimo nel corso dell’anno giubilare che si è ormai chiuso a Dicembre 2025.
Tra i poteri che vennero attribuiti al Commissario rientrava anche l’adozione del piano di gestione dei rifiuti di Roma Capitale e di approvazione dei progetti di nuovi impianti, ai sensi dell’art. 13 del decreto legge 17 maggio 2022, n. 50.
Anche se trattavasi di un Piano destinato a durare nel tempo, cioè oltre il Giubileo, aveva come primo obiettivo creare le condizioni per mantenere la città pulita nel corso dell’anno Santo (2025) per offrire ai visitatori una città accogliente. Obiettivo non raggiunto, in quanto il Giubileo è terminato e l’impianto di smaltimento dei rifiuti arriverà forse entro il 2027, due anni dopo il Giubileo.
Il Commissario straordinario, in virtù dei poteri a lui attribuiti, ha avuto il ruolo di gestore diretto di tutte le attività amministrative necessarie per la sua approvazione. Va detto, però, che non si tratta di “poteri assoluti”. Infatti il Commissario deve porre in essere tutte le procedure stabilite dalla legge per giungere a realizzare l’opera che gli è stata affidata. Semplicemente beneficia di una corsia preferenziale ed accelerata per le vari fasi di approvazione.
Secondo i giuristi, infatti, il Commissario non ha poteri assoluti, ha poteri finalizzati allo svolgimento del compito affidato, ma i suoi poteri debbono svolgersi nel quadro delle leggi in generale. La stessa giurisprudenza riconosce dei limiti entro i quali gli atti del Commissario debbono attenersi.
Gli atti posti in essere dal Commissario sono infatti definiti leggi-provvedimento che agiscono nell’alveo degli obiettivi assegnati al Commissario, ma secondo i Giuristi debbono operare nell’ambito della legge generale. Ne consegue che le leggi-provvedimento del Commissario straordinario di Governo sono autonome e dispositive, ma di rango inferiore alla legge generale.
Il Consiglio di Stato è tornato ad esaminare recentemente la conformità alla Costituzione delle leggi-provvedimento del Commissario di Governo ed ha preso atto che la Consulta si è già pronunciata sulla corretta validità delle leggi provvedimento, anche se portatrici di limiti. Nello specifico, i limiti delle leggi-provvedimento sono stati puntualmente enunciati dalla Corte di Giustizia Europea. La Corte Europea, infatti, riconosce l’ammissibilità della legge-provvedimento, ma ne stabilisce limiti e condizioni. Infatti, la Corte Europea ha stabilito che la legge-provvedimento (ovvero gli atti commissariali) deve sottostare alle seguenti condizioni:
1) non produca effetti discriminatori;
2) si fondi su ragioni imperative di interesse pubblico;
3) sia idonea a perseguire l’interesse pubblico medesimo;
4) rispetti il principio del “mezzo meno invasivo nella sfera dei privati”, per raggiungere il suo scopo.
Ebbene, con quest’ultimo requisito, la Corte Europea si raccomanda che la legge-provvedimento del Commissario deve assolvere al suo compito con soluzioni “che siano meno invasive possibile nella sfera dei privati”.
Pertanto, le norme-provvedimento messe in atto dal Commissario per essere legittime debbono essere conformi ai principi costituzionali. Qualora abbiano contenuto contrastante con i principi costituzionali l’attività amministrativa che non rispetta la legge generale può considerarsi illegittima.
Il termovalorizzatore interferisce con la missione del Vaticano a poca distanza
Se tra i limiti imposti agli atti decisionali del Commissario vi è anche l’obbligo ad adottare scelte che siano il meno invasive possibile nella sfera dei privati, il Commissario avrebbe dovuto verificare in via preliminare se l’impianto di smaltimento dei rifiuti in progettazione fosse compatibile con le attività che vengono svolte nel circondario.
Su questo tema, va detto che è stato del tutto trascurato che nel raggio di un chilometro vi sono presenti scuole, ospedali e case di riposo per anziani. Tutti servizi preesistenti da lunga data che avrebbero dovuto far escludere la scelta di collocare nella zona un qualsiasi impianto di smaltimento dei rifiuti, anche se innovativo ed a basse emissioni nocive. Senza inoltre considerare il danno provocato alle colture a denominazione d’origine protetta dal ciclo biologico.
Va appunto contestato che tutte le attività ed i servizi di assistenza alle persone per la tutela della salute e per il recupero a guarigione dei malati negli ospedali non dovrebbero essere penalizzate con la presenza di un impianto di incenerimento dei rifiuti che, per quanto possa essere all’avanguardia, provoca in ogni caso emissioni dannose più o meno rilevanti che pregiudicano i servizi sanitari circostanti.
Pur volendo superare queste oggettive incompatibilità, ma senza giustificarle. Vi è un secondo vincolo che si incardina nel principio fissato dalla Corte Europea, che vincola le scelte del Commissario ad essere meno invasive possibile nella sfera dei privati.
Infatti, nel territorio del Comune di Castelgandolfo, e fino a ridosso del Duomo di Albano sono presenti le proprietà della Città del Vaticano dove, per iniziativa di Papa Francesco, è stato realizzato il Centro “Laudato sì”, completato alcuni mesi fa ed inaugurato da Papa Leone XIV°.
il centro “LAUDATO SI” si trova ad una distanza di circa due-tre chilometri in linea d’aria dal sito dove dovrà sorgere il termovalorizzatore, e ricade nel raggio “di primo impatto” inquinante dell’impianto dei rifiuti.
Il Centro “Laudato sì” è’ una struttura sperimentale e dimostrativa che si sviluppa su circa 50 ettari di proprietà del Vaticano in Castelgandolfo ed è basata sul ciclo biologico. Ha come obiettivo principale la formazione e la sensibilizzazione sulla sostenibilità ambientale e l’ecologia integrale.
Secondo le enunciazioni del suo atto costitutivo, il Centro “Laudato sì” si impegna a diventare un punto di riferimento internazionale per la custodia del creato e per la diffusione di modelli virtuosi di economia circolare e rispetto ambientale.
Alla luce di tali meritevoli obiettivi, è fuor di dubbio che i prodotti inquinanti emanati dal termovalorizzatore raggiungono nella loro massima concentrazione anche l’area dedicata del centro “Laudato sì” vanificando in concreto gli obiettivi che il Vaticano si è posto con questa emerita ed impegnativa iniziativa.
Le interferenze con la missione ecologica del Vaticano Violano il Trattato fra Stato e Chiesa
Vista la breve distanza del termovalorizzatore dalle strutture Vaticane di Castelgandolfo, tutte le emissioni inquinanti, per quanto possano essere limitate, vanno ad interferire senza dubbio sulle attività sperimentali e dimostrative del ciclo biologico che il Centro”Laudato si” del Vaticano si è proposto di raggiungere come punto di riferimento internazionale.
Questa circostanza oggettiva va a recare un danno alla meritoria iniziativa del Vaticano di livello mondiale. E le proprietà del vaticano vanno tutelate anche dallo Stato italiano. Lo stabilisce, l’Art. 7 del Trattato tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica. Così recita infatti l’Art. 7 del Trattato: Lo Stato italiano “intorno alla città del vaticano (non solo San Pietro, ma anche Castelgandolfo ndr ) si impegna a non permettere nuove costruzioni che costituiscono introspetto…ecc.”. Ovvero che non siano di danno per le strutture del Vaticano.
Questo impegno assunto dallo Stato italiano con i Patti Lateranensi viene palesemente disatteso con la realizzazione del termovalorizzatore, dalla cui attività verranno prodotti residui dannosi per l’ambiente, stando a quanto sottolineato a più riprese dagli studi tecnici prodotti dai Comitati che contrastano l’impianto. Ove questi studi vengano poi confermati nel corso di funzionamento dell’impianto, le emissioni inquinanti saranno specificamente pregiudizievoli per il progetto sperimentale di tutela del ciclo biologico per il quale il Vaticano ha investito in termini di risorse economiche e di immagine internazionale.
L’obbligo dello Stato italiano alla tutela dei beni del Vaticano è ovviamente riferito anche alla destinazione d’uso degli immobili stessi. Nel caso specifico del Centro “Laudato sì” risulta pertanto contraddittoria e pregiudizievole la scelta dello Stato italiano (per esso il Sindaco di Roma) di posizionarvi a poca distanza un termovalorizzatore che, nella migliore delle ipotesi azzera, o comunque peggiora le condizioni ambientali che invece il centro “Laudato si” intende tutelare e migliorare!
Gli studi preliminari sulla compatibilità ambientale di questo impianto avrebbero dovuto rilevare che, tra gli interessi legittimi da tutelare vi è anche un trattato internazionale fra due Stati e che, il solo dubbio sulla ipotesi di violazione del Trattato avrebbe dovuto far desistere dalla scelta del sito dove localizzare l’impianto.
Va sottolineato che, qualora si giunga definitivamente alla costruzione dell’impianto nel sito attuale, e qualora a posteriori, nel corso di funzionamento dell’impianto, vengano per ipotesi certificati danni per le proprietà vaticane di Castelgandolfo, ovvero per le attività che il Vaticano vi svolge, si innescherebbe un contenzioso di rilievo internazionale dall’esito incerto e con possibile condanna dello Stato italiano al risarcimento del danno, oppure alla chiusura obbligatoria dell’impianto.
Forse si è ancora in tempo ad evitare un rischio di immagine di tale rilevanza prendendo semplicemente atto che involontariamente non era stata censita la peculiare attività che il Vaticano ha recentemente avviato a poca distanza dal sito prescelto”.
di Attilio Ferraccioli:
(già Consigliere Comunale di Albano Laziale)



















