In vista delle amministrative 2026, abbiamo intervistato il candidato consigliere comunale di Zagarolo Dario Pacifici, che sostiene Marco Bonini sindaco.
Lei ha una carriera di 28 anni come developer: in che modo questa esperienza tecnica può aiutare un’amministrazione comunale a non lasciare indietro i cittadini meno “digitali”?
“Il mio lavoro non è semplicemente “stare davanti a un computer”: è risolvere problemi concreti. In quasi trent’anni di esperienza ho imparato una cosa fondamentale: la tecnologia ha valore solo se migliora la vita delle persone.
Ed è esattamente quello che voglio portare in Comune. Oggi troppi cittadini si sentono esclusi perché una pratica online sembra complicata, perché non riescono a usare lo SPID o perché hanno paura delle truffe sul web. Un’amministrazione moderna non deve aumentare le distanze, ma ridurle.
Il mio obiettivo è trasformare il digitale in uno strumento semplice, accessibile e utile per tutti”;

Il rilancio dell’Università della Terza Età è un punto centrale del suo programma. Come immagina questo spazio?
“Non immagino un’aula polverosa dove si va solo per “occupare il tempo”. Voglio uno spazio vivo, moderno, inclusivo.
Un luogo dove i nostri anziani possano imparare a usare lo smartphone, prenotare una visita online, accedere ai servizi sanitari o comunali senza dover dipendere sempre da qualcun altro.
L’alfabetizzazione digitale significa autonomia, dignità e sicurezza. Vuol dire dare alle persone gli strumenti per non sentirsi tagliate fuori dal mondo che cambia.
Ai nostri “nonni” dobbiamo dire una cosa semplice: non siete soli, e il futuro appartiene anche a voi”;
Lei parla spesso di “scambio generazionale”. Come pensa di coinvolgere concretamente i giovani di Zagarolo?
“Io credo che Zagarolo debba tornare a sentirsi una comunità vera.
I giovani hanno una naturale familiarità con la tecnologia; gli anziani custodiscono la memoria, la cultura e l’identità del nostro territorio.
L’idea è creare momenti di incontro reale: laboratori, corsi condivisi, iniziative dove i ragazzi insegnano l’uso degli strumenti digitali e gli anziani trasmettono esperienze e tradizioni.
È uno scambio reciproco, non una lezione a senso unico. Così si costruisce una comunità più unita, dove nessuno si sente escluso o inutile”;
Spostarsi tra le frazioni e raggiungere Roma è spesso un’odissea. Quali sono le sue proposte?
“Chi vive a Zagarolo lo sa bene: prendere un treno o raggiungere Pantano spesso significa organizzare la giornata come una missione impossibile.
Serve una visione moderna della mobilità. I bus devono dialogare con gli orari ferroviari, non viaggiare scollegati dalla realtà quotidiana dei pendolari.
Il mio impegno sarà lavorare affinché ci sia un coordinamento reale tra trasporto locale, stazione ferroviaria e collegamenti con la Metro C.
Muoversi tra le nostre frazioni e Roma deve tornare a essere un diritto normale, non una prova di resistenza”;
Valle Martella e le aree rurali spesso si sentono isolate. Come intende intervenire?
“Chi vive lontano dal centro non deve sentirsi un cittadino di serie B.
Le periferie non hanno bisogno di slogan, ma di servizi, sicurezza, manutenzione e collegamenti efficienti.
La mia candidatura nasce proprio dall’idea che ogni zona di Zagarolo debba sentirsi parte dello stesso progetto di crescita.
Accorciare le distanze non significa solo migliorare le strade: significa creare comunità, attenzione e presenza costante dell’amministrazione”;
Il progetto del parcheggio coperto con fotovoltaico alla stazione è molto ambizioso. Qual è il valore aggiunto?
“Oggi il parcheggio della stazione è un problema reale per centinaia di pendolari.
La nostra idea è creare una struttura moderna, coperta, sicura e capace anche di produrre energia grazie ai pannelli fotovoltaici.
Non è soltanto un parcheggio: è un investimento sulla qualità della vita.
Significa meno stress al mattino, più sicurezza per le auto e un’infrastruttura finalmente all’altezza di una città che guarda al futuro”;
Le piste ciclabili e i percorsi pedonali sono pensati solo per il turismo?
“Assolutamente no.
Quando parliamo di piste ciclabili o percorsi protetti, parliamo prima di tutto di sicurezza e qualità della vita per i residenti.
Vogliamo che i ragazzi possano muoversi in sicurezza, che le famiglie possano camminare senza rischi e che il territorio torni a essere vissuto davvero.
Recuperare sentieri e collegamenti significa rendere Zagarolo più moderna, più vivibile e anche più attrattiva dal punto di vista turistico”;
Spostare la biblioteca a Palazzo Rospigliosi e creare un “Caffè Letterario” gestito da giovani: qual è la vostra idea?
“Palazzo Rospigliosi è uno dei simboli più belli della nostra identità culturale.
L’idea è trasformarlo in un luogo vivo: una biblioteca moderna, spazi per studiare, eventi culturali e un caffè letterario gestito dai giovani del territorio.
Vogliamo creare un punto d’incontro dove cultura, socialità e opportunità lavorative possano convivere.
La cultura non deve essere qualcosa di distante o elitario: deve diventare un motore di comunità e anche di occupazione”;
Trenta minuti di sosta gratis sulle strisce blu: perché ritiene sia una misura importante?
“Perché spesso le cose più utili sono anche le più semplici.
Se una persona deve fermarsi dieci minuti per una commissione o per comprare qualcosa in un negozio del centro, non dovrebbe vivere l’ansia della multa o del parchimetro.
I primi trenta minuti gratuiti sono un gesto di buon senso verso i cittadini e un aiuto concreto ai commercianti locali.
Piccole misure intelligenti possono fare una grande differenza nella vita quotidiana”;
Il suo “Piano Buche” prevede squadre operative divise per zone. Come funzionerà?
“Le buche sono il simbolo più evidente dell’incuria.
La nostra idea è semplice: creare squadre operative organizzate per aree territoriali, in modo da intervenire rapidamente dopo una segnalazione.
Meno tempi morti, meno burocrazia e più capacità di risposta.
Chi segnala un problema deve vedere un’amministrazione presente, non sentirsi abbandonato tra uffici e attese infinite”;
Lei dice spesso di non avere “bacchette magiche”, ma di puntare su metodo e studio. Quale sarà la prima proposta concreta su cui lavorerà?
“La prima cosa sarà ascoltare e raccogliere dati reali sui problemi quotidiani dei cittadini, partendo proprio da mobilità, manutenzione e servizi digitali.
Credo in una politica concreta, fatta di studio, presenza e programmazione.
Non prometto miracoli, ma impegno serio e competenza.
Ho 47 anni, vivo Zagarolo da quando ne avevo 14, qui crescono i miei figli e qui ho fatto volontariato, associazionismo e attività civica per decenni.
Non mi candido per fare passerelle: mi candido per restituire qualcosa al paese che considero casa”;
Un ultimo messaggio ai cittadini?
“Ringrazio ancora per l’attenzione che state dedicando alla nostra visione per Zagarolo.
Quelli che abbiamo affrontato oggi sono soltanto i primi passi di un progetto molto più ampio e strutturato. Per tutte le altre proposte e le ulteriori azioni amministrative che abbiamo in programma, invito i cittadini a seguire sia il lavoro della nostra coalizione sia la mia rubrica quotidiana “Pillole di Programma” sul gruppo Facebook “Zagarolo”.
Siamo solo all’inizio: giorno dopo giorno continueremo a spiegare ogni punto del programma con chiarezza, serietà e concretezza”.




















