Marino, il Fronte Sovranista attacca Colizza

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Fronte Sovranista Italiano
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“Passata la festa… Ma qual era il santo? Il Fronte Sovranista Italiano contesta le frasi rilasciate dal Sindaco M5S Colizza sul 4 Novembre – inizia così la nota. È giusto pensare che nei compiti di un Sindaco ve ne siano alcuni egualmente importanti, di slancio più ideale che materiale, oltre a quelli di mera amministrazione. Fra di essi, quelli di dar lustro istituzionale ad eventi passati e presenti riguardanti la comunità a cui si sente di appartenere sia come Marinesi, sia come Italiani. Tra questi però vi rientrano anche ricorrenze storiche che non vanno rimosse o falsate: ci riferiamo alla Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate che si è festeggiata pochi giorni fa, il 4 Novembre; essa ricorre nel giorno dell’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti tra Italia e Impero Austro-Ungarico e del bollettino della Vittoria, il documento ufficiale con cui il generale Armando Diaz, comandante supremo del Regio Esercito, annunciò, nel medesimo giorno, la vittoria dell’Italia e la disfatta nemica nella Prima Guerra Mondiale. Andando a rileggere le parole con le quali il Sindaco pentastellato di Marino, Carlo Colizza, ha accompagnato la foto della commemorazione pubblicata sui social network, non si nota nessun accenno a questi fatti. Dopo un breve incipit sui giovani ragazzi presenti alla celebrazione di fronte al monumento di Piazzale degli Eroi, egli dichiara: «Voglio sottolineare l’apporto delle Forze Armate, l’apporto alla guerra di Liberazione culminata con la libertà dal giogo nazifascista. L’unità di un popolo nato diviso e voluto diviso, che si è ritrovato ad essere nazione. Se siamo qui e come siamo qui dipende da questo.» Viene da pensare che il sindaco del Movimento 5 Stelle abbia confuso il 4 novembre con il 25 Aprile. Ad onore del vero i 651.000 militari Italiani che combatterono nella Grande Guerra non caddero per una guerra di liberazione, ma per una guerra d’indipendenza. Non a caso la prima guerra mondiale viene talvolta definita come la quarta guerra d’Indipendenza italiana, poiché è grazie ad essa che si è completato il disegno Risorgimentale di annessione di Trento e Trieste all’Italia. La popolazione italica, che al termine del conflitto contò 589.000 vittime civili, non lottava per liberarsi dal “giogo nazi-fascista”, bensì combatteva per la liberazione delle terre irredente controllate dall’Impero Austro-Ungarico. Più di un milione di italiani non ebbero né modo di vivere gli anni del ventennio fascista né la possibilità di festeggiare il 25 Aprile. Come Fronte Sovranista Italiano – continua la nota – reputiamo offensivo della memoria storica della nostra Patria nascondere, in buona o cattiva fede che sia, i veri motivi storici della ricorrenza del 4 Novembre, atteggiamento ampiamente diffuso presso tutte le istituzioni, sia locali che nazionali. La prima guerra mondiale ha segnato una tappa fondamentale nella storia del nostro popolo, sia negli aspetti eroici che in quelli brutali: a questo serve la celebrazione di questo fondamentale passaggio del nostro essere nazione. Per questo riteniamo che confondere i fatti della prima e la seconda guerra mondiale sia un esercizio di cancellazione della memoria storica collettiva, un segnale inquietante da parte della più importante autorità cittadina. Non sappiamo se dal vivo, di fronte al Monumento di Piazzale degli Eroi, il Sindaco abbia speso altre parole rispetto a quelle rilasciate su Facebook, ma ciò non cambia i termini della questione, data l’enorme diffusione mediatica dei social network, essi godono della stessa rilevanza delle parole rilasciate in pubblico o alla stampa. Il comunicato, infine, si conclude con un ricordo del defunto presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e di Marino Nilo Rizzo e di tutti coloro i quali hanno dato la vita lottando per i diritti di cui noi ora godiamo. È convinzione del FSI che tali diritti siano stati cristallizzati nella Costituzione e la profonda crisi economica, politica e culturale che attraversa il nostro Paese nasce proprio dalla mancata attuazione del programma politico in essa contenuto e che i nostri padri costituenti ci diedero in eredità. La nostra carta fondamentale è infatti in contrasto insanabile con i Trattati fondativi dell’Unione Europea, che l’hanno destituita sia di fatto che di diritto. Per attuarla serve conoscerla, studiarla e non confondere gli avvenimenti della storia d’Italia che hanno portato alla sua nascita. Infine – si conclude così la nota, per generare nel nostro popolo la forza d’animo necessaria alla militanza politica quotidiana è necessario ricordagli non solo le guerre perse, ma anche, e soprattutto, quelle vinte”.

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