“Dagli scarabocchi alla firma” di Candida Livatino

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La grafia non è soltanto il risultato di quanto bene (o quanto male) abbiamo imparato a scrivere tra i banchi di scuola. Il modo di passare la penna sulla carta lascia una traccia del vissuto, delle tensioni e spinte inconsce che animano la nostra personalità, giorno dopo giorno. In un mondo in cui la scrittura manuale sembra non avere più spazio, Candida Livatino celebra quest’attività millenaria, fondamentale per lo sviluppo a tutto tondo della civiltà umana.

“La grafologia aiuta a scoprire la parte più nascosta di noi e mette a nudo le personalità”.
cit. Candida Livatino.

La grafologia come chiave di lettura dell’animo umano, in “Dagli scarabocchi alla firma” (Mursia), è l’argomento del nuovo libro di Candida Livatino, che aiuta a scoprire la parte più nascosta di noi e mette a nudo le personalità di grandi maestri come Michelangelo, D’Annunzio e Leopardi, ma anche personaggi della politica, come Trump e Conte, campioni dello sport, come Ronaldo e Totti, ed eroi del nostro tempo come Falcone e Borsellino.

Il filosofo Socrate nel dialogo Fedro ci racconta che la scrittura è stata un dono del dio egizio Theut agli uomini: solo noi esseri umani siamo in grado di parlare e poi di scrivere. Oggi, fuori dal racconto mitologico, possiamo considerare la scrittura come un dono della Natura, una grande risorsa per non dimenticare. Come ci insegna Candida Livatino, giornalista pubblicista, perito grafologo specializzata in diverse aree della grafologia, la grafia narra il profondo di noi.

Per l’ultimo incontro del festival Crocevia per lo Ionio ho avuto l’onore di  intervistare telefonicamente ed ospitare una grafologa d’eccezione. Con la chiarezza e la passione che la contraddistingue, presenterà in Puglia il suo ultimo saggio, “Dagli scarabocchi alla firma. La grafologia rivela chi sei”, edito da Mursia.

Ilaria Solazzo, giornalista pubblicista e blogger, ha intervistato oggi, per noi e per voi, la grafologa Candida Livatino.

Intervista

Ilaria – Il modo in cui scriviamo, come occupiamo lo spazio rispetto ai margini, il tipo di forza che imprimiamo e i tanti segni che lasciamo sul foglio di carta… Candida, il tuo libro è per tutti: in che modo può aiutare a conoscerci meglio?
Candida – Credo che il maggior pregio, di questo, così come dei miei precedenti libri, sia la semplicità del linguaggio. Non è destinato agli addetti ai lavori, ma alle persone che, incuriosite magari da qualche mia apparizione televisiva, si vogliono avvicinare alla grafologia.
Nella parte didattica spiego quali indicazioni si possono trarre dal modo in cui si riempie il foglio, dalla distanza dai margini, dalla pressione esercitata, dall’allineamento al rigo di base, dall’uso dello stampatello o dello script (stampatello minuscolo). Già solo prendendo in esame questi elementi e confrontandoli con i propri scritti si può fare una prima autoanalisi, che poi deve essere approfondita dall’individuazione dei segni grafologici presenti nel testo.
Sicuramente non se ne può trarre un vero profilo grafologico, ma è comunque un modo per guardarsi dentro e scoprire una parte di noi stessi che fa fatica ad emergere.

Ilaria – In che misura lo stato d’animo del momento influisce sulla grafia? Penso anche agli scarabocchi che tracciamo mentre siamo al telefono…
Candida – Nella nostra scrittura sono presenti i cosiddetti “segni cardine”, quelli cioè che identificano il nostro carattere e la nostra personalità, così come quelli momentanei, dettati appunto dallo stato d’animo del momento.
Un dolore improvviso, così come una grande gioia, un innamoramento o una delusione amorosa, la preoccupazione per un debito o la soddisfazione per un riconoscimento lavorativo, si riflettono nella nostra scrittura. Così come appaiono poi scompaiono, soppiantati da altri segni conseguenti a nuovi eventi.
Gli scarabocchi sono la manifestazione di qualcosa che abbiamo dentro e preme per uscire. Mentre la parte razionale del nostro cervello è concentrata su quello che stiamo ascoltando in riunione o al telefono, esprimiamo attraverso questi disegnini i bisogni, le ambizioni, le insoddisfazioni, le paure che abbiamo dentro.
Fra i molti esempi il lettore potrà trovare gli scarabocchi che è solito fare e capirne il significato.

Ilaria – È importante nel mondo digitalizzato scrivere ancora a mano?
Candida – È importantissimo, come dimostrato da diverse ricerche condotte da importanti università americane.
Scrivere a mano aiuta a trovare la concentrazione, a mantenere la tensione, senza lasciarsi distrarre. Obbliga a selezionare i concetti più importanti, a stabilire le priorità e a sintetizzare quanto stiamo ascoltando. Scrivere a mano aiuta a memorizzare ciò che stiamo riportando, perché mette in moto ampie regioni del cervello, che nel contempo è anche libero di elaborare nuove idee.
Mettere nero su bianco pensieri, idee e sensazioni, consente di scaricare le tensioni che esse generano, mentre alle persone anziane permette di tenere allenato il cervello.
Sono tanti i vantaggi che derivano dalla scrittura a mano, senza per questo rifiutare o tanto meno demonizzare l’uso degli strumenti digitali, che indubbiamente ci sono utili.

Ilaria – Da Mattarella a Conte, passando da Trump, a Ronaldo, a Totti, ai Reali Inglesi, a Buonarroti, a D’Annunzio a Rossini, e poi ancora Borsellino, Falcone, Livatino e Aldo Moro: sono queste e molte altre ancora le personalità da te analizzate nel libro, in cui fra gli altri troviamo anche i profili di personaggi della cronaca nera come Stasi, Bossetti, Bilancia e Pacciani. Possiamo affermare che la scrittura non mente mai?
Candida – Direi proprio di si! Come diceva Padre Girolamo Moretti “la mano traccia il gesto ma è l’anima che esprime la forma”.
Quando una persona si maschera e vuole dare di sé un’immagine diversa, la scrittura la tradisce. Così come smaschera le firme e gli scritti falsi.
Per quanto qualcuno cerchi di imitare la scrittura o la firma di un’altra persona, il ritmo, gli arresti, i segni fuggitivi e altri elementi non sfuggono all’occhio attento di un grafologo. Non a caso l’analisi grafologica è ormai richiesta per delineare il profilo di personalità di presunti autori di delitti che, essendo latitanti, non possono essere valutati da uno psicologo o da uno psichiatra. In alcuni casi l’analisi delle lettere scritte da un serial killer ha consentito di indirizzare le indagini nella giusta direzione.

Ilaria – Grazie Candida. Come sempre è interessante e piacevole dialogare con te… Alla prossima, e speriamo dal vivo!

Il libro, tra le altre cose, passa in rassegna la grafia di personaggi di spicco (Sergio Mattarella, Donald Trump, Francesco Totti, Giacomo Leopardi – solo per citarne alcuni), e ne rivela gli indizi psicologici, che restano nascosti solo a chi non riesce a decifrarli. È una lettura appassionante, che stimola rispetto e curiosità per la scrittura oltre i confini del digitale.

Per rimanere aggiornati su Candida Livantino www.livatinocandida.it

Promemoria

L’ evento con Candida Livatino si terrà il 28 agosto nella piazza Battisti di Nardò, alle ore 20.30. Appuntatevelo! (A mano, possibilmente).

META MAGAZINE 2022 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Questa intervista è stata rilasciata telefonicamente dalla scrittrice Candida Livatino alla giornalista pubblicista Ilaria Solazzo. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).