Ci siamo rincorsi per giorni con il direttore sportivo della Lvpa Frascati Franco Rofena. Personaggio che non ha bisogno di presentazioni, un vero e proprio simbolo del calcio tuscolano e della provincia di Roma e non solo, ci racconta la sua esperienza alla Lvpa Frascati e si racconta sulle nostre pagine web.
Un bilancio dopo 10 mesi da responsabile della Scuola Calcio?
«Il bilancio di questi primi dieci mesi è sicuramente positivo, sia dal punto di vista personale sia per quanto riguarda il lavoro svolto con la Scuola Calcio. È stato un primo anno importante, soprattutto perché abbiamo avviato un percorso di cambiamento e di assestamento legato a una nuova metodologia di lavoro.
Ho trovato un buon riscontro da parte dei tecnici, che stanno seguendo con attenzione la programmazione e stanno applicando con impegno le linee guida condivise. L’obiettivo è costruire un percorso formativo chiaro e coerente per i bambini. Voglio sottolineare che i nostri tecnici sono altamente qualificati, laureati o laureandi in scienze motorie e formati presso la Figc. Abbiamo tecnici che stanno per intraprendere le qualifiche attinenti alla nostra Scuola Calcio.
Abbiamo introdotto un approccio che valorizza molto il multisport, soprattutto nelle categorie più piccole. Nei Pulcini, ad esempio, proponiamo attività multilaterali che permettono ai bambini di vivere diverse esperienze motorie, evitando una specializzazione troppo precoce nel calcio.
La nostra idea è quella di non anticipare i tempi: la specializzazione calcistica arriva in modo più graduale e si consolida soprattutto nell’ultimo anno della categoria Esordienti. In questo modo cerchiamo di accompagnare i ragazzi in un percorso di crescita completo, rispettando le loro fasi di sviluppo e rendendo l’esperienza sportiva più ricca e formativa»;
I cambi operati dal Presidente Raparelli in seno alla società tuscolana come li ha vissuti?
«Li ho vissuti con serenità. Per quanto riguarda la Scuola Calcio, infatti, non è cambiato molto nel lavoro quotidiano. La figura del direttore generale non influiva direttamente sulla mia attività e sul percorso che avevamo impostato.
Fin dall’inizio ho avuto la possibilità di lavorare secondo le idee e la programmazione che avevo in mente, portando avanti il progetto tecnico e formativo della Scuola Calcio. Per questo motivo i cambiamenti a livello societario non hanno inciso sul mio lavoro sul campo, che è proseguito con continuità.»;
Come immagina il 2027 suo e della Lvpa Frascati?
«Immagino il 2027 come un anno ancora migliore, sia per il mio lavoro sia per la società. Il 2026 è stato soprattutto un anno di conoscenza e di rodaggio, nel quale abbiamo iniziato a impostare un programma e a introdurre nuove metodologie di lavoro. Proprio per questo mi aspetto che il 2027 possa essere un anno più stabile, in cui raccogliere i frutti di quanto seminato.
Quando si avvia un nuovo percorso serve sempre un primo periodo per conoscersi e trovare i giusti equilibri. Nel secondo anno, invece, il lavoro diventa più fluido perché si parte da basi già consolidate.
Per quanto riguarda la società, il 2026 è già stato un anno molto positivo: le squadre dell’agonistica stanno ottenendo risultati importanti, con le rappresentative nelle prime posizioni delle classifiche, mentre la prima squadra sta disputando un ottimo campionato ed è in semifinale di Coppa Italia.
Sono risultati che dimostrano la bontà del lavoro svolto e che possono rappresentare una base importante per costruire un 2027 ancora migliore. Il segreto deve essere la continuità, che è anche la linea che il presidente Raparelli ha indicato alla società: dare stabilità al progetto per continuare a crescere e ottenere risultati.»



















