A Formello in scena la contestazione dei tifosi della Lazio

Nel mirino dei tifosi biancazzurri il Presidente Lotito ed il D.S. Tare

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Come annunciato con il consueto tam tam sui social, i gruppi organizzati dei tifosi della Lazio si sono dati appuntamento ieri a Formello, davanti l’ingresso del Training Center della Lazio, per contestare la campagna acquisti della società capitolina, considerata dai più come deludente.

Via di Santa Cornelia si è trasformata per due ore in una succursale della Curva Nord, con cori, striscioni, addirittura fumogeni dove il sostegno alla squadra ha fatto da contraltare agli attacchi al Presidente Claudio Lotito e al Direttore Sportivo Igli Tare.

I fans biancocelesti si aspettavano da quello che ormai è considerato come il “mercato di riparazione” di Gennaio, una serie di rinforzi chiesti dal tecnico Sarri e che, invece, sono rimasti nei sogni e nelle aspettative della tifoseria. Molte partenze, principalmente in prestito senza obbligo di riscatto, che però non hanno contribuito all’abbassamento di quell’indice di liquidità che determina la possibilità di un club di operare sul mercato.

Sono arrivati Kamenovic e Cabral, due nomi che non hanno fatto vibrare i cuori dei sostenitori dell’Aquila. Il primo, di fatto, si allenava già a Formello dall’inizio della stagione pur non essendo tesserato, e non ha mai entusiasmato Maurizio Sarri che, anche in virtù della giovane età, avrebbe preferito mandarlo a farsi le ossa altrove, mentre il secondo, arrivato in prestito con diritto di riscatto, è un po un oggetto misterioso, 23 anni, provenienza Sporting Lisbona dove in questa stagione ha collezionato dieci presenze in campionato, condite da un assist e un gol e tre apparizioni in Champions League.

Si riacutizzano quindi le tensioni tra la società e la tifoseria, che accusa il Presidente di badare più al bilancio che ai traguardi sportivi, sopite nel periodo Inzaghi grazie anche ai buoni risultati raggiunti dalla squadra, sia in campionato che in Europa. Tutti si auguravano che l’arrivo di un top trainer in panchina come Maurizio Sarri avrebbe permesso alla Lazio di compiere quel salto di qualità che tutti sognavano. Purtroppo la realtà è stata ben diversa, con la squadra ormai relegata ad un ruolo di comprimaria in campionato, distante dalle prime quattro posizioni che garantiscono l’accesso all’Europa che conta e anche a rischio qualificazione per Europa e Conference League.