Nella mattinata di ieri la lista civica Noi Domani ha ufficializzato la definitiva uscita dalla maggioranza di centrosinistra del Sindaco di Albano Massimiliano Borelli. Le dimissioni dell’assessore Stefano Iadecola, in carica per soli due mesi, e la riconsegna delle deleghe di studio da parte del Consigliere e riferimento del gruppo Matteo Santilli, mettono la parola fine ad uno stato di perenne fibrillazione interna al centrosinistra, ma soprattutto rappresentano la pietra tombale sotto cui si seppellisce l’accordo elettorale su cui si fondava la coalizione vittoriosa nel 2020, imperniata sul Partito Democratico ed una serie di soggetti e forze civiche. L’uscita di Noi Domani è inoltre una ferita mortale per il centrosinistra di Albano, perché rappresenta una cesura anche rispetto alle precedenti esperienze di governo di centrosinistra in città.
Una certa voglia di tagliare il cordone ombelicale che legava la sindacatura Borelli dal decennio precedente era rintracciabile sin dalla nascita della cosiddetta “Albano migliore”, celata dietro il mantra del ricambio generazionale, ma calato il sipario della propaganda, mano a mano che la consiliatura 20-25 entrava nel vivo si è affermata, a partire dal partito di maggioranza relativa, una linea che ha interpretato questo passaggio come un vero e proprio regolamento di conti, contro il suo stesso passato. In genere questi processi finiscono sempre molto male per i novelli Robespierre, e proprio le vicende recenti del Partito Democratico dovrebbero insegnare qualcosa. E’ accaduto a Matteo Renzi allorquando con una brillante operazione neocentrista voleva mandare i libri della “ditta” in tribunale, potrebbe ancor meglio accadere a Borelli ed a coloro che, nella sinistra più sinistra di Albano, cullavano il sogno rivoluzionario della “presa della Bastiglia”.
Fatte le debite proporzioni su storia e personaggi, nelle dichiarazioni di chi via via ha deciso di abbandonare il progetto politico albanense sono ricorrenti le denunce su una certa gestione del potere autoreferenziale, con tratti di “arroganza”, dissociata dalla realtà, chiusa negli angusti spazi dei piccoli “cerchi magici”.
Non fanno eccezione le parole della letttera aperta che pubblichiamo integralmente, con cui la lista fondata da Maurizio Sementilli ed oggi rappresentata da Matteo Santilli e Stefano Iadecola spiega la sua decisione.
“Gentile Direttore,
In virtù degli ultimi sviluppi politico-amministrativi, giunti al culmine di un lungo periodo di fibrillazioni all’interno della maggioranza di Albano, iniziati con l’unilaterale, e da noi non condiviso nel merito e nel metodo, ritiro delle deleghe all’ assessore Maurizio Sementilli da parte del Sindaco, e culminate con l’uscita dalla maggioranza della nostra lista, sostanziata con le dimissioni da Assessore di Stefano Iadecola e la riconsegna delle deleghe da parte del Consigliere Matteo Santilli, ufficializzate nella giornata di ieri, sentiamo il dovere di spiegare ai cittadini le ragioni di una scelta ponderata e sofferta.
Da oltre un anno abbiamo posto al Sindaco ed al Partito Democratico un tema politico, afferente una effettiva collegialità nell’individuazione delle priorità amministrative in seno alla maggioranza, da cui ne sarebbe dovuta conseguire una valorizzazione di tutti i temi, tra cui maggiore attenzione alle manutenzioni, viabilità, strade, pubblica illuminazione, decoro urbano, ville storiche e il rapporto con VOLSCA Ambiente e Servizi Spa.
Per mesi si è cercato di evitare una seria discussione nel merito politico ed amministrativo, cercando di nascondere il problema dietro una gestione dei rapporti interni verticistica, con tratti di arroganza politica che abbiamo sopportato con grande senso di responsabilità, soltanto perché consapevoli del mandato elettorale ricevuto nel 2020.
Ritenevamo che l’annuncio dell’appoggio esterno e la conseguente nascita della Federazione tra la nostra lista e Patto Civico, scaturite dopo l’ennesima crisi emersa in Consiglio Comunale, potesse essere interpretata come un gesto di disponibilità per un nuovo inizio, su presupposti diversi. Neppure la sottoscrizione del successivo accordo con cui rientravamo in maggioranza ha cambiato le cose. Le priorità di quel testo infatti sono restate lettera morta. Nessuna reale agibilità amministrativa, nessun cambio di marcia, nessun segno di attenzione verso materie per noi fondamentali come la cura e la manutenzione del territorio.
Non potevamo far finta di nulla in nome di una virtuale gestione del potere, vivacchiando mentre Albano ha bisogno di cura quotidiana e scelte coraggiose per il futuro. Tutte risposte che evidentemente questo Sindaco e questa ex maggioranza non sono più in grado di dare”.
In Fede:
Lista Civica Albano Noi Domani
Matteo Santilli e Stefano Iadecola



















