Laura Faccia “Dal Sindaco di Albano una narrazione lontana dalla realtà dei cittadini”

La consigliera del gruppo misto puntualizza dopo le dichiarazioni di Borelli in merito alle ultime uscite dalla sua maggioranza

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Laura Faccia - Consigliere Comunale Albano Laziale

Il sindaco di Albano Massimiliano Borelli ha duramente replicato alle ultime uscite dalla sua maggioranza con alcune dichiarazioni rilasciate ai colleghi di Castelli Notizie e Giornale Info, in cui non usava mezzi termini parlando di comportamenti “irresponsabili” dei consiglieri che hanno abbandonato il centrosinistra di Albano. Abbiamo interpellato telefonicamente a proposito la consigliera Laura Faccia, che insieme alla collega Simonetta Lucci, migrando da Viviamo Albano al gruppo misto, hanno innescato la slavina politica che sta sommergendo Pd e alleati.

Consigliera Faccia, lei insieme alla sua collega Lucci siete state le prime ad uscire dalla maggioranza di Borelli. Oggi che anche altri fanno il vostro stesso percorso si sente meno sola?

“Io sono arrivata sola nel mondo della politica, accompagnata esclusivamente dalla mia identità e dalle persone che credevano in me, persone che vivono da cittadini ogni giorno la città, non mi spaventa restare sola nelle scelte se le ritengo giuste e maturate per poterle affrontare. In questa specifica occasione sola non lo sono stata, perché ho preso una sofferta decisione insieme alla Consigliera Lucci in piena lucidità e consapevolezza”;

Dal Sindaco arrivano velate accuse di scorrettezza verso chi abbandona il progetto: si sente chiamata in causa?

“Diciamo che se le accuse sono velate già se ne percepisce la debolezza e l’inconsistenza; più che altro emerge una certa frustrazione e si trasmettono solo i dubbi sull’operato di chi le lancia. Proprio il tema delle parole e del loro significato è stato sempre un punto da me attenzionato, sia a livello personale che politico, l’ho fatto presente anche nel mio intervento al consiglio comunale del 16 giugno scorso, accendendo un faro su quanto le parole siano potenti e quanto chi ha un ruolo istituzionale debba sentirsi ancora più responsabile nell’uso che ne fa e nei contesti dove le utilizza. Noto che sono concetti su cui c’è ancora molto da lavorare sul piano culturale ed è necessario sensibilizzare. Noi continueremo ad essere presenti per dare un contributo anche a questo cambiamento. Tornando alle ipotetiche e velate accuse, ci investirò il mio tempo quando si avrà il coraggio di dichiarare qualcosa di più concreto, se mai si troverà qualcosa”;

Lei è alla prima esperienza consiliare ma ha vissuto per quattro anni da dentro le dinamiche del centrosinistra di Albano: ci può raccontare il vero clima che si respira ai piani alti di Palazzo Savelli?

“Sarebbe un discorso lunghissimo soprattutto per chi come me non viene da un partito, ma arriva dalle associazioni, dalle famiglie, dalle rappresentanze scolastiche, dai problemi dei genitori di ogni giorno, ma se vuole possiamo dedicare un’intervista specifica a questo tema. Posso dire certamente che a Palazzo Savelli si respira un’aria instabile, con una oggettiva mancanza nella volontà di condivisione. Atmosfera molto diversa da quanto si legge nelle dichiarazioni ufficiali del Sindaco. La cosa più scoraggiante, per chi come me si è sempre battuta per i diritti e l’inclusione di tutte le categorie più fragili della nostra comunità, è stato il dover prendere atto che la distanza tra l’immagine che l’amministrazione vorrebbe proiettare all’esterno e la realtà delle pratiche politiche e gestionali interne è molto distante dal significato complessivo di inclusività. Il grave problema è che questa narrazione ha portato ad un crescente scollamento con la realtà della vita quotidiana. Per quanto mi riguarda, il motto “prima le persone” con cui ci siamo presentati agli elettori resta un obiettivo da perseguire ogni giorno. In questi anni per molti aspetti invece è valso solo in merito ad alcune categorie di persone”;

In alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa per commentare l’uscita dalla maggioranza della lista Noi Domani, il Sindaco ha detto che: “Chi farà cadere l’ amministrazione a ridosso delle elezioni si assumera la responsabilità di interrompere la continuità necessaria per portare avanti tanti cantieri in corso arrecando danno a tutta la comunità per benefici personali”: lei si sente investita da queste parole?

“Sostenere da parte del Primo Cittadino che si fermerebbero i cantieri qualora venisse a mancare la sua persona e la sua maggioranza fa sorridere anche me che sono una neofita della politica. Mi preoccupa piuttosto da cittadina quando una classe dirigente si sente talmente indispensabile da non potere essere sostituibile. Ma vede direttore ci sono parole significative, lo so torno sempre lì sulle parole, non riesco a farne a meno, i termini arrivano ai lettori e devono giungere contestualizzati bene. Usare il termine responsabilità ad esempio come se avesse solo una valenza unilaterale, quindi riferito solo a chi ha deciso di dire basta ad una coalizione che non sta rispettando gran parte dei propositi e degli impegni su cui è stata votata nel 2020, significa fuggire dalle proprie responsabilità, dimostrando così non solo una mancanza di coraggio, ma l’inadeguatezza alla leadership per cui ci si è candidati. E’ evidente a tutti che davanti ad un fallimento, come nel caso di questa amministrazione, le responsabilità non possono che essere condivise da tutti. Ridursi al giochino dei buoni e dei cattivi è, questo si, da irresponsabili”;

Non mi ha risposto sui presunti “benefici personali” però?

“Potrei parlare dell’eleganza con cui il Sindaco tenta di giustificarsi agli occhi dei cittadini, ma vorrei sottoporre ai lettori questa domanda: Quale capacità avrebbero e quale fiducia meriterebbero un Sindaco ed un partito che si costruiscono attorno una compagine di alleati tutti pronti a vendersi al miglior offerente? E perché questa caratteristica sarebbe emersa agli occhi esperti di chi vive nella politica da sempre solo oggi e non al momento della stipula degli accordi grazie ai quali il Sindaco ha vinto le elezioni?. La verità è che in assenza di argomentazioni solide si ricorre sempre alle più banali illazioni, meglio ancora se rivolte alle donne. Ecco, mi chiedeva del clima a Palazzo Savelli, credo che quest’ultima immagine lo fotografi in modo fedele”.