Albano, verso l’espulsione di Nicola Marini dal Partito Democratico

L'annuncio dopo la riunione del direttivo alla presenza del segretario provinciale Maugliani

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Nicola Marini Sindaco di Albano Laziale

Continua il travaglio interno al Partito Democratico di Albano, con un provvedimento clamoroso appena annunciato dal direttivo cittadino riunito alla presenza del segretario provinciale Rocco Maugliani. Oltre all’espulsione di Stefania Cavalieri, Consigliera rea di aver firmato la sfiducia al Sindaco Borelli, analoga procedura è stata attivata verso Nicola Marini. Per dieci anni Sindaco dem della città, esponente del Partito Popolare, quindi fondatore della Margherita prima e del Pd poi, aveva annunciato ad agosto l’uscita dal gruppo consiliare in polemica con la gestione politca ed amministrativa dell’amministrazione Borelli.

Queste le parole della nota con cui i dem annunciano il clamoroso gesto:

“Il direttivo del Partito Democratico di Albano Laziale, riunitosi in modo congiunto con la segreteria e gli ex amministratori e con la presenza del segretario provinciale Rocco Maugliani, esprime solidarietà e sostegno a Massimiliano Borelli e alla sua giunta, sfiduciati con un atto repentino e subdolo compiuto dalla destra con il supporto di alcuni consiglieri comunali che, eletti nelle file del nostro schieramento politico, hanno tradito il mandato popolare consegnato loro dai nostri elettori.

Con questa azione si è voluto impedire che provvedimenti importanti che l’amministrazione stava realizzando vedessero la luce prima della scadenza naturale della consiliatura; si è scelto di privare il consiglio comunale di una discussione vera sui motivi della crisi e della sfiducia, preferendo rivolgersi ad un notaio e facendosi immortalare in una squallida foto di gruppo che teneva insieme esponenti politici il cui unico punto di contatto in questi anni è stato proprio quella firma dal notaio, apposta per ragioni che andavano dall’ambizione di subentrare allo schieramento avverso, ad alcune convenienze individuali, passando per rancori e insoddisfazioni personali, il tutto condito dal desolante spettacolo offerto da un senatore della repubblica che, dismesso il ruolo istituzionale, si è fatto immortalare mentre accompagnava i consiglieri dal notaio alla stregua di un signorotto locale padrone del feudo. Si è deciso con un calcolo di puro cinismo politico di mettere in difficoltà le attività commerciali alla vigilia delle festività, impedendo che da un dibattito consiliare sulla crisi dell’amministrazione potessero scaturire quanto meno quelle misure necessarie a metterle in sicurezza da uno scioglimento anticipato e da una gestione ordinaria commissariale. In ragione di questo proporremo anche alle altre forze politiche che hanno sostenuto la coalizione di dare vita ad una grande manifestazione di piazza a sostegno dell’amministrazione Borelli e contro i trasformismi e i tatticismi che ne hanno determinato la caduta. Consideriamo ovviamente impossibile dare vita ad un nuovo progetto amministrativo con quanti si siano resi responsabili della fine dell’amministrazione comunale e, per quello che riguarda noi, riteniamo che le posizioni di Stefania Cavalieri (che ha unito la sua firma a quella dei consiglieri di Fratelli d’Italia) e dell’ex sindaco Nicola Marini, protagonista di una serie di atti che hanno destabilizzato la maggioranza, compresa l’auto sospensione dal gruppo consiliare e la mancata votazione dell’ultimo provvedimento di bilancio, siano  incompatibili con la permanenza nel nostro partito e abbiamo attivato a riguardo tutte le procedure previste dal nostro statuto e dal codice etico”. Conclude la nota del Pd.