Basili, Franzoso, Bisegni e Liberatori si dimettono dal direttivo Pd Grottaferrata

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Partito Democratico
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Gli esponenti del Partito Democratico di Grottaferrata: Jacopo Basili, Paola Franzoso, Andrea Bisegni e Gaia Liberatori, annunciano le loro dimissioni irrevocabili dal Direttivo del locale Circolo Dem, mediante un comunicato stampa che di seguito riportiamo integralmente.

“Grottaferrata ha bisogno di una scossa. L’anno e mezzo di governo delle Destre – dichiarano nella nota gli esponenti Democratici – si è dimostrato totalmente inadeguato se non pericoloso per il futuro benessere della città. Insulti, demagogia e false promesse in campagna elettorale; isolamento amministrativo rispetto ai comuni del territorio tuscolano e a tutti gli organismi sovracomunali; dubbio avvicinamento ad una giunta poi decaduta per vicende giudiziarie come quella di Marino; sproloqui su festività – religiose e non – con il tentativo di metterci sopra il cappello, facendo infuriare molto spesso i commercianti del centro città; incapacità di qualsiasi programmazione di bilancio e di investimento (pur non trovandosi in una situazione economica degenerata come quella invece ereditata e subita dalla precedente amministrazione di centro-sinistra, e potendo viceversa contare sulla possibilità di collaborare con una giunta regionale come quella guidata da Nicola Zingaretti, riconosciuta da tutti per l’innovativa ed incisiva qualità di governo); vuoto chiacchiericcio su di una fantomatica – e legislativamente impossibile – società in house; completa deregulation delle scelte urbanistiche; sfaldamento degli uffici comunali; etc.

Infine una pietosa sceneggiata conclusasi – continuano nella nota i dirigenti Pd – con il consiglio comunale del 2 Novembre scorso, in cui (per il momento…) la sanguinosa lotta di potere tra gruppi consiliari di maggioranza e Sindaco è stata risolta con la disfatta politica e morale di quest’ultimo, che pur di mantenere la poltrona – invece di rassegnare, dignitosamente, le dimissioni – ha preferito silurare alcuni assessori venendo meno alle proprie prerogative e cedere così al ricatto della sua stessa maggioranza.

Tutto ciò deve terminare il prima possibile, Grottaferrata non merita questo scempio. Un obiettivo tuttavia che potrà essere raggiunto più velocemente e con meno patemi per la città solo se il centro-sinistra sarà in grado di rilanciarsi con una proposta di governo innovativa, unitaria, che riuscirà a superare gli steccati, il frazionismo ed i personalismi del passato (elementi, però, i quali tuttora connotano lo schieramento oggi all’opposizione). Il Pd locale ha grandi colpe in questo: dopo la disfatta elettorale del giugno 2014, pur avendo vissuto diversi mesi di commissariamento che sarebbero dovuti servire ad elaborare i motivi della sconfitta e a liquidare metodi e scelte rilevatesi perdenti, si è voluto invece affrontare un nuovo congresso senza alcuna discontinuità né nelle regole né nel merito, in primis riguardo il tema ed il senso del tesseramento. Chi aveva perso le primarie ha pensato bene di soppiantare chi aveva perso le elezioni, non capendo la necessità di un radicale cambiamento, di superamento di vecchie storie decretate superate dai cittadini tramite il voto.

Noi abbiamo partecipato al congresso, pur non condividendone i presupposti, presentando una lista di alternativa “Prospettiva democratica” proprio per evitare che il circolo del Pd continuasse nella sua deriva di annientamento organizzativo e politico, cristallizzando così il suo essere ormai un mero comitato elettorale. Nei mesi successivi all’insediamento del nuovo segretario e del nuovo direttivo abbiamo tentato di dare il nostro contributo, ma per l’immobilismo di chi avrebbe dovuto – aggiungono – guidare la sezione e la scarsa – se non nulla – partecipazione di chi era stato eletto membro del direttivo nelle file della maggioranza, poco è cambiato. E’ stata accettata la nostra proposta di creare tavoli tematici, fin da subito però boicottati; sono stati pubblicati articoli, manifesti e note contro la giunta delle Destre, visto che fino a quel momento il Pd era rimasto in silenzio rispetto al malgoverno subito dalla città; il gruppo consiliare non si trovava, e non si trova tuttora, nella condizione di essere un effettivo e convincente strumento di opposizione. Infine, lo scorso giugno con un documento rivolto al direttivo – per rispondere ad una richiesta di ulteriore coinvolgimento nella guida del partito – abbiamo ribadito, per l’ennesima volta, la necessità di un radicale cambiamento di rotta che la nuova maggioranza del circolo non ha mai espresso, chiedendo di dichiarare ufficialmente e pubblicamente il “superamento definitivo di dinamiche politiche passate e della proposizione di eventuali candidature che richiamino quelle esperienze, in maniera tale che il partito apra una nuova stagione di confronto con iscritti, simpatizzanti, associazioni e forze politiche”.                                                                                                           Come risposta abbiamo ricevuto reazioni rabbiose e un totale rifiuto della nostra proposta.

Alla luce di tutto ciò che è accaduto all’interno del circolo Pd di Grottaferrata e soprattutto – conclude la nota – dell’imbarazzante situazione amministrativa che sta vivendo la città, ci sentiamo responsabili – nel nostro piccolo e con le nostre semplici forze – di imprimere, grazie ad un gesto politico adeguato, un segnale che permetta di riavviare una discussione riguardo il futuro del centro-sinistra e del ruolo diverso ed innovativo che il Pd locale deve assumere: non più oligarchia che tiene prigioniera la potenzialità inespressa del partito (concentrato, invece, su dubbie operazioni di camouflage trasformista…), bensì infrastruttura aperta ad un largo campo democratico di forze politiche e realtà associative per consentire così la costruzione di un centro-sinistra vincente.                                                                                                       Il nostro gesto sarà dunque la presentazione delle dimissioni irrevocabili quali membri del direttivo del circolo Pd di Grottaferrata. Ovviamente non lasciamo il Partito Democratico, anzi riteniamo necessario sperimentare un nuovo modello organizzativo – con uno strumento da discutere insieme ad altri militanti, simpatizzanti e realtà associative prima di poterlo annunciare – in grado di liberare il partito da chi lo vuole tenere incatenato alle logiche del passato, decretate fallimentari

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