Basket, Andreassi fa il punto sulla pallacanestro tra Virtus Roma ed Euro 2015

0
1380
luca_andreassi
Luca Andreassi, consigliere comunale di Albano Laziale
luca_andreassi
Luca Andreassi, consigliere comunale di Albano Laziale

Come non parlare di basket a pochi giorni dagli Europei con “l’Italia più forte di sempre”, a dirla col Presidente della Federazione Gianni Petrucci? La tentazione, onestamente, sarebbe forte, visto il dramma tutto romano che si sta vivendo con la Virtus Roma autoretrocessasi in serie A2. Già, perché mentre il leader di quella squadra che non c’era [cit. Luca Pelosi] vicecampione d’Italia non più di tre estati fa,Gigi Datome, guida la carica azzurra ai prossimi Europei, il Presidente di quella squadra, l’ingegner Toti, non è in grado neanche di formalizzare un accordo con le altre società del territorio (Eurobasket e Stella Azzura) avviando finalmente un progetto che parta dal settore giovanile e dal territorio. Ed all’indomani della presentazione di una squadra messa in piedi alla bell’e buona in pochi giorni, i tifosi sono qui a chiedersi “ma se questa armata Brancaleone per qualche particolare allineamento astrale dovesse raggiungere la promozione in serie A, che cosa succederebbe? Ci autoretrocediamo di nuovo?” Ecco, di fronte a questa situazione che sta privando il vostro cronista di un punto fisso, di un approdo sicuro, la Virtus per l’appunto, viene voglia di lasciar perdere ed iniziare ad appassionarsi di golf. Ma poi ti ritrovi sotto l’ombrellone a leggere la storia degli amici per la pelle Divac e Petrovic separati dalla terribile guerra serba-croata prima e dalla tragica morte di Petrovic poi. Ed allora capisci che è inutile pensare di abbandonare il basket. Tanto vale commentare questi Europei ed accettare la proposta, sempre a costo rigorosamente nullo, di questa nobile testata ed offrirle i miei servigi ed i miei commenti alle partite dell’Italia.

Da dove vogliamo iniziare? Beh, iniziamo dalle considerazioni del Presidente Petrucci. Ma davvero questa Italia può vincere l’Europeo? Davvero Gallinari, Datome, Bargnani, Belinelli, Hackett & co sono più forti dei campioni continentali del 1983 (Oddio il 1983, l’anno dello scudetto della Virtus Roma,…….) che rispondevano ai nomi di Gilardi, Marzorati, Brunamonti, Riva, Meneghin, Sacchetti (proprio lui, il coach campione d’Italia) che sconfissero in finale la Spagna di San Epifanio? O più forti degli eroi di Parigi 1999, Bonora, Basile, Fucka, Meneghin, Myers, Marconato che sconfissero la Jugoslavia di Bodiroga, Danilovic e Divac e la Spagna di de La Fuente, Jimenez e Duenas?

No, personalmente non lo penso. Anche se ammetto che come individualità l’Italia sia una squadra molto forte, sono abbastanza allineato nel giudizio dei bookmaker che la quotano dopo Francia, Spagna, Serbia, Grecia e Lituania.

A voler fare una sintesi, ad una decina di giorni dall’inizio, io la vedo così

PERCHE’ SI’

  1. Tanti giocatori individualmente molto forti e capaci di giocare in più ruoli. Penso a Gallinari che sa giocare ovunque, a Gentile che sta via via crescendo ed entrando nei meccanismi di gioco della squadra. Ma penso anche a Belinelli e Gigi Datome capaci di esserci sempre quando servono;
  2. L’attacco. Abbiamo tanti punti nelle mani. Se il coach Pianigiani sarà capace di organizzare schemi che liberino queste mani possiamo davvero essere letali;
  3. La cabina di regia. La forza fisica di Hackett associata allo spirito di sacrificio ed alla maturazione di Cinciarini con qualche minuto di Belinelli se dovesse servire ci rendono finalmente completi in un reparto che negli ultimi anni è stato il nostro tallone di Achille

PERCHE’ NO

  1. Il rovescio della medaglia del primo punto di sopra. Tante individualità, anche di eccellenza, non fanno una squadra. Avranno voglia i nostri milionari campioni NBA di mettere a rischio caviglie e ginocchia in nome dell’italico onore?
  2. Il centro. Cusin e Bargnani non convincono. Bisognerà trovare schemi in cui si faccia a meno del pivot classico. Almeno per lunghi tratti di partita.
  3. La mancanza di attitudine a difendere. Questa non è una squadra fatta di uomini nati per difendere. Non gli viene naturale. Solo se diventerà davvero una squadra riuscirà a superare questo difetto strutturale. Ad oggi non mi pare sia risolto.

Alle prossime puntate.

Print Friendly, PDF & Email