Basket playoff, la Virtus Roma si ferma in semifinale

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Virtus Roma
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Virtus Roma

SPORT – Una partita di basket è ben arbitrata quando non si ricordano i nomi degli arbitri. Io, in questa semifinale, i nomi di chi ha arbitrato la Virtus li ricordo tutti. Con questo non voglio dire che se gli arbitri avessero arbitrato in maniera imparziale, la Virtus avrebbe vinto. O meglio, non lo so. Dico che in tutti i momenti chiave sono intervenuti in maniera scandalosa. Prima il tecnico a Dalmonte, nel momento del massimo sforzo per allungare il punteggio. Poi tutta una serie di fischi scientifici quando nel terzo quarto la Virtus dà davvero l’Impressione che la partita possa vincerla. C’è una spinta clamorosa su una penetrazione di Baron. Fischi zero. Non è palming o palla accompagnata quella di Goss. Ed invece ecco il fischio. Mbakwe si alza per schiacciare. Ci sono due falli su di lui. Almeno un fischio si poteva aspettare. Invece nulla. Infine, le mani nei capelli di josh carter dopo un fallo fischiato ( lo so, incredibile). Sono le stesse mani nei capelli di Silins di Reggio Emilia, per il qual gesto si prende un bel fallo tecnico che, di fatto, elimina Reggio Emilia dai play off ( Peraltro Silins aveva ragione ma sono dettagli). Indovinate contro chi giocava Reggio Emilia?
Si chiude dunque qui la stagione di Roma. Si chiude con Phil Goss in lacrime in panchina, dopo un’altra partita straordinaria. Forse è stata la sua ultima con Roma. Lo ricorderemo comunque tra i grandi della storia della Virtus. Lui e Lollo D’Ercole sono stati gli ultimi a mollare, i migliori in campo. Guarda caso i due primi cavalieri che Calvani volle con sé lo scorso anno.
Siamo ai saluti. Della Virtus e miei da inviato speciale. Lanciamo, prima, uno sguardo al futuro. Se il basket di alto livello a Roma esiste il merito è tutto di Claudio Toti a cui ogni tifoso deve un continuo ringraziamento. Lui, voce isolata fuori da un coro che eleggeva Minucci, sì proprio quello agli arresti domiciliari per truffa, presidente della Lega. Questa squadra ha dimostrato una insperata continuità a fronte di un budget ridotto. Non abbiamo bisogno di costosi mercenari come Hosley, o di bluff come Mayo. Tutte scelte del GM Alberani. Così come Baron che doveva essere il colpo del secolo o del millennio. Abbiamo bisogno di gente come Lorenzo d’Ercole e Phil Goss. Uomini veri. Non abbiamo bisogno di GM protagonisti,  poco competenti di basket e che usino Roma come vetrina per strappare contratti altrove, sfruttando, come parassiti, il lavoro ieri di Calvani oggi di Dalmonte. Ripartiamo da un progetto fatto da professionisti seri, che rispettino la maglia ogni partita e tutti i sacrifici del Presidente.
Ed, infine, sempre grazie al Presidente Toti, il prossimo anno la Virtus Roma ci sarà nel massimo campionato di basket. Siena no. Radiata per truffa. Non ci mancherà. Ne’ Siena né i tifosi che nell’ultima partita al Palaeur hanno intonato a Mbakwe, infortunato a terra, il coro “devi morire”. No. Non ci mancherete affatto.

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