“Questi sono i 13 consiglieri che hanno sfiduciato stanotte da un notaio il sindaco Pd di Albano Laziale, Massimiliano Borelli. Non in aula, non sottoponendo la loro sfiducia al Consiglio Comunale in una battaglia pubblica fatta alla luce del sole, magari chiamando i loro sostenitori in piazza. No, da un notaio. Nella foto (pubblicata da giornali locali) i nostri eroi si mostrano in posa, soddisfatti del loro gesto”. L’attacco, dai suoi social, è dell’esponente del Pd romano Marco Miccoli.
“Ci sono i consiglieri di minoranza di Fratelli d’Italia insieme a quelli della maggioranza che si sono fatti eleggere nelle liste del sindaco Borelli, ci sono ex Pd, ma anche una consigliera tutt’ora nel gruppo consiliare del Partito Democratico. Lo stesso teatrino consociativo a cui assistemmo al tempo dell’ignobile cacciata del sindaco di Roma, Ignazio Marino”, ricorda Miccoli, che è stato segretario romano del Pd ai tempi della segreteria nazionale di Pierluigi Bersani e, da deputato, oppositore della cacciata di Marino.
“La cosa che va sottolineata – ricorda Miccoli – è che tutto questo avviene a soli 6 mesi dalla fine della consigliatura. Perché ora? C’entra forse qualcosa il fatto che alla mezzanotte di oggi scadeva il termine per la presentazione, al Comune di Roma, delle osservazioni contro il mega inceneritore di Santa Palomba, al confine proprio con Albano Laziale, da presentare per la Valutazione di Impatto Ambientale, che ora ovviamente decadranno insieme a sindaco, Giunta e Consiglio Comunale?. Quando vi chiedete quali sono i motivi dell’astensione elettorale così alta – argomenta Miccoli – pensate tra le altre cose ai cittadini dei territori dove la politica è rappresentata da tutto questo. Dai cacicchi locali, dai capibastone, dai voltagabbana, dagli interessi personali magari al servizio di potentati economici enormi. Se non fermiamo tutto questo, se i gruppi dirigenti che si reputano sani continuano a voltarsi dall’altra parte, quel 50% di astensione diventerà il 90% – conclude Miccoli – indipendentemente dalle nobili battaglie nazionali sui grandi temi del mondo”.
In replica a Miccoli giungono le parole di Giovanni Quarzo, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio che sottolinea come “nel Pd se la cantino e suonino da soli”.
“La vicenda del comune di Albano, con la sfiducia al Sindaco Borelli, e le parole di Marco Miccoli sono l’ennesima dimostrazione che all’interno del Partito Democratico se la cantano e se la suonano da soli. Ancora una volta, tra opposte fazioni, se ne danno di santa ragione, dimostrando di non essere d’accordo praticamente su nulla. C’è chi è contro il termovalorizzatore e chi lo sostiene, chi rincorre il Movimento 5 Stelle e chi strizza l’occhio ad Alleanza Verdi e Sinistra: diciotto posizioni diverse su ogni tema, un caos che conferma la loro incoerenza politica. Il centrosinistra si presenta come un’armata Brancaleone, rissosa, divisa e incapace di proporre una visione politica comune per Roma. Li
tiene insieme soltanto la sete di potere, non certo l’interesse dei cittadini”. È quanto dichiara il capogruppo capitolino di Fratelli d’Italia, Giovanni Quarzo.



















