Le parole dell’ex vicesindaco grillino Sara Galea rappresentano quanto di più spaventoso e raccapricciante in questo preciso momento storico.
Lo sforzo che tutti quanti stiamo facendo per tutelarci, e tutelare soprattutto le persone che ci sono accanto, per ripartire e per tornare ad una pseudo-normalità è encomiabile.
Come è straordinaria la risposta delle giovani generazioni, in prima fila negli Open day, in piazza contro le folle Novax.
Ma non si può dimenticare ciò che è stato e ciò che, purtroppo, sta ancora accadendo: per mesi abbiamo assistito quasi inermi al numero spaventoso di donne e uomini che finiva in ospedale e in terapia intensiva, per mesi abbiamo chiamato eroi chi si occupava di loro senza sosta, per mesi abbiamo sperato che fosse tutto un bruttissimo incubo. E molti, troppi, di loro non ce l’hanno fatta.
Ed è proprio a loro che quelle affermazioni aberranti mancano di rispetto.
Non posso accettare che queste parole siano state pronunciate da chi ha avuto l’onere e l’onore di rappresentare una carica pubblica. Non posso accettare queste parole da un’insegnante. La gravità di quanto detto è decisamente spaventosa.
L’invito a morire è sintomo di una malsana idea di comunità, che ha avuto occasione di rappresentare, e della più assoluta mancanza di rispetto alla vita”. Lo dichiara Benedetta Onori di Italia Viva.




















