Ciampino, lettera dei genitori del Volterra

Lettera del Comitato dei genitori del Liceo Vito Volterra di Ciampino sulle difficoltà legate al Covid per gli studenti dell'istituto della Provincia di Roma.

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Il Liceo Vito Volterra di Ciampino

Lettera del Comitato dei genitori del Liceo Vito Volterra di Ciampino sulle difficoltà legate al Covid per gli studenti dell’istituto della Provincia di Roma

“Buongiorno a tutti,

dopo giorni di discussioni e confronto, il Comitato dei genitori del Liceo Vito Volterra di Ciampino vorrebbe sottoporre all’attenzione di tutti gli organi decisionali coinvolti nell’attività di riapertura delle scuole alcune riflessioni in merito a quanto sta accadendo intorno a noi. Il Volterra è un istituto che, pur trovandosi nella zona periferica di Roma, ha saputo nel tempo raggiungere e mantenere un livello di prestigio, arrivando a concorrere con i più quotati licei della Capitale, fornendo un’offerta formativa di eccellenza a beneficio di molti studenti della zona dei Castelli Romani, ma anche di coloro che provengono dalla periferia a sud di Roma. Questo livello è raggiunto grazie al lavoro svolto da tutte le parti interessate: DS, docenti, personale ATA e studenti. Ma le recenti decisioni assunte dalle Autorità di Governo, condivisibilissime sotto il profilo della necessità, stanno rendendo sempre più difficoltoso fare la “quadra” delle esigenze di tutte le parti in gioco e stanno limitando gravemente la possibilità del DS di rimodulare le indicazioni sulla base della specificità della scuola. E quello che resta difficile da accettare è che manca, nella ratio delle decisioni prese, la consapevolezza della centralità degli studenti, perché è attorno a loro che deve girare la scuola ed è per sostenere la loro crescita che deve essere pensata. E non c’è dubbio che questo sia stato dimenticato perché i nostri ragazzi sono quegli stessi studenti che per il secondo anno di fila stanno sopportando il carico di scelte che, nei fatti, li pongono ai margini delle scelte politiche, lasciandoli a casa non appena la situazione si complica e mettendoli in coda quando si tratta di definire i flussi ed i tempi della città, nonostante i lavoratori godano senza dubbio di una maggiore autonomia di movimento e possano aderire alle modalità di smart working con maggiore agilità. Per gli studenti, invece, il recente scaglionamento in due fasce di ingresso così penalizzanti ha implicazioni pesanti sulla capacità di svolgere il proprio lavoro e di ritornare a quella briciola di socialità che in questa fascia d’età è determinante per uno sviluppo sano della persona, dimostrando ancora una volta che l‘obiettivo della riapertura non è riconsegnare ai ragazzi una parte della loro vita studentesca, quanto piuttosto mettere una bandierina sulla posizione cercando una vittoria meramente politica. Dunque le soluzioni pensate dalla politica per i nostri ragazzi in maniera tanto sbrigativa quanto superficiale, sono la chiusura in DAD non appena si complica la situazione, consapevoli che non offre alcun tipo di arricchimento alla loro esperienza scolastica, ma li priva della presenza dei loro amici, del rapporto diretto coi loro docenti e li costringe in isolamento davanti ad uno schermo, i “nativi digitali” costretti ad esserlo a vita in una sorta di maledizione; oppure una riapertura imperativa e pasticciata nella definizione stringente di regole di comportamento penalizzanti per ogni categoria interessata che certo non pongono le basi per una serena attività didattica. Dobbiamo pretendere per i nostri ragazzi una soluzione seria che li riporti al centro dell’attenzione, che dia modo al DS di mantenere un adeguato livello di sicurezza ma modulare le attività scolastiche e le regole di comportamento sulla specifica realtà scolastica perché solo la conoscenza approfondita della stessa può garantire misure eque ed efficaci per i ragazzi. Il paradigma instaurato dalla politica degli ultimi mesi prevede un tavolo dove i soggetti istituzionali pongono le condizioni alle quali la vita scolastica e sociale dei nostri ragazzi viene conseguentemente adeguata. Il paradigma deve essere invertito: i nostri ragazzi devono tornare a scuola quando le istituzioni saranno in grado di garantire loro la ripresa di una corretta vita scolastica che prevede orari d’ingresso e d’uscita adeguati, sempre in considerazione di quanto ogni DS ritiene di poter fare al meglio per i nostri ragazzi. Siamo contrari all’ingresso alle ore 10, all’orario su 5 giorni per le scuole che hanno strutturato la didattica su 6 giorni e alle ore più corte che tolgono spazio al corretto svolgimento delle lezioni. Non si fa scuola a tutti i costi pur di ottenere la vittoria politica del rientro al 75%, e non si fa perché i costi sono tutti sulle spalle dei ragazzi. La vittoria politica deve essere per prima cosa una vittoria sociale. Chiediamo che il #LiceoVolterraCiampino venga messo nella condizione di decidere autonomamente l’articolazione dei propri orari in diretto raccordo con noi genitori e con il supporto del Comune di Ciampino, con cui chiediamo di poter interloquire”. Scrivono i genitori dell’Istituto Vito Volterra di Ciampino.

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