Città sostenibili, Italia Viva punta sui distretti

Italia Viva della Provincia di Roma lancia le sue proposte in diretta Facebook con i contributi di Luca Andreassi, Carlotta Berton, Daniele Fortini e Simone Benassi

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Italia Viva della Provincia di Roma ha lanciato la sua proposta per la transizione ecologica, una politica per l’energia, l’economia circolare, un circuito virtuoso della raccolta dei rifiuti ed una politica di sviluppo sostenibile per le nostre città. Al centro della visione presentata durante un evento in streaming, dalle pagine social provinciali del partito di Matteo Renzi, il Coordinatore Provinciale Luca Andreassi, docente universitario esperto di politiche sui rifiuti, insieme all’Arch. Carlotta Berton, responsabile provinciale per la Rigenerazione Urbana, hanno posto il concetto dei distretti, chiave di volta per un nuovo modello di città sostenibile. Moderati dall’altra Coordinatrice Provinciale di IV, Ileana Piazzoni, si sono alternati gli autorevoli contributi di Daniele Fortini, Presidente di Reti Ambiente Spa e già Amministratore Delegato di AMA, unitamente a quello di Simone Benassi, responsabile Comunità Energetiche di ENEL x Italia, e Marietta Tidei, Presidente della Commissione Sviluppo Economico del Consiglio Regionale del Lazio, nonchè esponente di Italia Viva.

“Siamo molto soddisfatti per la qualità e la concretezza delle proposte che l’incontro ha saputo introdurre e siamo fortemente convinti che la logica del distretto urbano possa rappresentare una visione utile da mettere in campo per cominciare a parlare con cognizione e consapevolezza di sharing economy e transizione energetica”. Ha dichiarato a margine dell’evento Carlotta Berton.

“Grazie al prezioso intervento di Simone Benassi, è stato possibile constatare quanti e quali possono essere i vantaggi economici reali che ogni comunità può ottenere condividendo energia, con soluzioni aperte non solo al mondo residenziale ma anche per l’industria e la pubblica amministrazione.

Daniele Fortini, ideatore della suddivisione di Roma in distretti per la gestione dei rifiuti, ha reso ancora più vigorosa la teoria dei distretti illustrando come questa soluzione può rappresentare non soltanto il superamento dell’annoso problema delle discariche ma soprattutto un’occasione di arricchimento per tutti.

Da tempo l’Europa promuove i cosiddetti Distretti Energetici Positivi, detti anche PED – acronimo di Positive Energy Districts (PED) – mirando ad essere un modello globale nella transizione energetica e nella riduzione della sua impronta di CO2. Con l’introduzione del Next Generation EU il tema della transizione energetica è divenuto dirimente; in questo scenario le città ricoprono un ruolo decisivo e la politica, le amministrazioni non possono più rimanere indietro”. Ha aggiunto Berton, a cui chiediamo:

Ma che cos’è un distretto a energia positiva?

“È un’area urbana energeticamente efficiente e flessibile ed è costituita da gruppi di edifici collegati fra loro che producono emissioni nette di gas serra pari a zero e gestiscono attivamente un surplus di produzione annua locale o regionale di energia rinnovabile”.

Cosa significa essere efficienti energeticamente?

“significa ridurre il consumo di energia”.

Come si fa a ridurre il consumo di energia?

“Bisogna essere bravi nel bilanciare le esigenze dei diversi settori creando connessioni fra infrastrutture, il parco immobiliare esistente, i trasporti e la mobilità della nostra città e l’energia che serve a far muovere tutto questo”.

Cosa significa essere energeticamente flessibili?

“significa riuscire a bilanciare il sistema energetico locale tenendo presente il vantaggio ottimale per il sistema energetico globale. Poiché i distretti sono tra i principali consumatori di energia, la gestione della domanda, l’accoppiamento e lo stoccaggio settoriali sono tra gli strumenti principali per raggiungere questo obiettivo. Essere bravi nel gestire le interazioni tra il distretto e il sistema energetico globale facilita il raggiungimento della neutralità del carbonio e l’energia rinnovabile non solo può coprire il consumo locale ma può generare un surplus aggiuntivo di energia durante l’anno: produciamo più energia di quella che consumiamo e quindi siamo “energy positive”.

“Per cambiare la “polarità” energetica delle nostre città abbiamo bisogno di cambiare strategia ed i distretti possono essere una via potente per dare vita a scenari di futuro sostenibile, positivo e condiviso”. Ha chiosato la responsabile provinciale di Italia Viva per la Rigenerazione Urbana.

A Luca Andreassi il compito di illustrare gli eco-distretti, lanciati da AMA e mai realizzati su Roma Capitale, come potenziale risposta all’atavico problema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, anche in tutto il resto del territorio, superando l’eterna lotta tra Roma e la sua provincia.

“Il distretto urbano nella gestione dei rifiuti è una porzione di territorio popolata da circa 400.000 cittadini che ha l’obiettivo di rendersi autonomo nella gestione dei rifiuti. Questo avviene da un lato grazie all’attuazione di una separazione delle varie frazioni dei rifiuti, carta, plastica, vetro, umido col metodo più adeguato al territorio in oggetto. Generalmente raccolta porta a porta. Dall’altro valorizzando tali frazioni con impianti non inquinanti e di taglia adeguata al distretto in cui gli sforzi dei cittadini si trasformino in risorse anche economiche. Cittadini che dunque diventano reali protagonisti convinti da un lato dai benefici di una soluzione a basso impatto ambientale e dall’altra dalla nascita di una reale economia circolare che li vede “premiati” grazie alla diminuzione della tariffa. Schema, infine, che permette di superare sia i termovalorizzatori sia gli impianti di Trattamento Meccanico e Biologico, ormai anacronistici, inquinanti  e pericolosi che hanno l’unica motivazione di esistere in una situazione in cui non si differenzi o ci sia carenza impiantistica. Congiuntamente si minimizza anche il ricorso alle discariche, come prevedono le direttive europee.

Ciliegina sulla torta, pensiamo a Roma ed AMA ma non solo, la possibilità di affidare questa ricchezza ad un soggetto pubblico, sano ed efficiente e che persegua come obiettivo la qualità del servizio e non il profitto”. Queste le parole del Vice Sindaco e Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Albano Laziale, nonché Coordinatore Provinciale di IV Luca Andreassi.

A chiusura dei lavori è intervenuta la Consigliera Regionale di ItaliaViva, Marietta Tidei, che si è soffermata su come  la transizione ecologica sia il principale capitolo di finanziamenti del Recovery Plan: “Ma la vera sfida sarà quella di mettere a terra gli ingenti finanziamenti in arrivo”. Ha sottolineato inoltre come il piano energetico regionale, su cui alla Pisana si sta lavorando, debba porre l’attenzione su strumenti innovativi come le Comunità Energetiche, mentre sul versante rifiuti, se il no agli inceneritori, sancito dal Piano Regionale sui Rifiuti, sia una buona notizia, vada superata ogni contrapposizione tra Roma e la sua Provincia, in termini di raccolta e smaltimento dei rifiuti. A tal proposito: “I distretti sarebbero una risposta efficace e accettabile dalle comunità locali”. Infine, la promozione del partenariato pubblico-privato, la sburocratizzazione dei meccanismi autorizzativi per la costruzione di impianti moderni, unitamente ad una più puntuale formazione del personale della pubblica amministrazione, nell’ambito di un protagonismo degli enti locali, a partire dai Comuni, nell’individuazione di progetti rispondenti alle esigenze dei territori, sono stati i punti toccati dalla Presidente della Commissione Sviluppo Economico della Pisana.

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