Comunisti, ’25 luglio 3 casi in Asl Roma 6′

I Comunisti 'Nella Asl Roma 6, che comprende i Castelli Romani e la Litoranea, 3 nuovi casi nelle ultime 24 ore, tutti e tre concentrati a Nettuno'

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‘CORONAVIRUS 25 LUGLIO 2020

3 NUOVI CASI AI CASTELLI ROMANI E LITORANEA (19 NELLA REGIONE LAZIO, 8 A ROMA)

IL SAN RAFFAELE DI ROCCA DI PAPA VUOLE IL LICENZIAMENTO DI 150 LAVORATORI, MENTRE LA REGIONE LAZIO E I SINDACATI CGIL-CISL-UIL SIGLANO UN ACCORDO CHE ACCETTA SUPINAMENTE QUESTA INDECENTE DECISIONE AZIENDALE

Nella Asl Roma 6, che comprende i Castelli Romani e la Litoranea, 3 nuovi casi nelle ultime 24 ore, tutti e tre concentrati a Nettuno. Il numero complessivo dei guariti è salito a 973 (+1), il numero delle persone attualmente positive è stabile a 55 (+2), mentre il numero dei decessi è rimasto stabile a 92 casi. Rispetto al picco la curva dei nuovi contagi è scesa al 98%. Va sottolineato che nelle ultime settimane la maggior parte dei nuovi casi sono dovuti alla riapertura dei voli internazionali. Tutto il sacrificio degli italiani di settimane di lookdown rischia di essere completamente vanificato dalla scelta irresponsabile del governo di riaprire in maniera indiscriminata i voli internazionali con paesi ad altissimo rischio. Purtroppo non tutto è andato bene.

Dopo la revoca dell’accreditamento, nessun paziente risulta ricoverato e i lavoratori sono senza stipendio da 15 giorni. La clinica è completamente vuota e i lavoratori devono andare a svuotare gli armadietti. Anche la centralinista è stata mandata a casa. In questa situazione di completa incertezza per un gigantesco scontro politico tra Zingaretti (PD) e Angelucci (Forza Italia), dieci infermieri si sono dimessi e sono stati assunti a tempo indeterminato a Villa delle Querce a Nemi. Rimangono, però, 150 lavoratori, i nostri eroi, che hanno combattuto il coronavirus a mani nude, senza dispositivi di protezione e con una mascherina ogni tre giorni, che hanno chiesto aiuto ai colleghi della ASL RM6 e si sono sentiti rispondere “Noi non ci veniamo ad infettare a Rocca di Papa”, che hanno chiesto con insistenza i tamponi che la ASL RM6 non concedeva, che hanno atteso anche 5 giorni per le risposte dei tamponi dal Campus Biomedico di Trigoria quando erano già positivi in molti, che hanno chiesto al comune di Rocca di Papa di dichiarare zona rossa la struttura perché la situazione era ormai incontrollabile.
Pubblichiamo alcune foto dei lavoratori del San Raffaele di Rocca di Papa nei giorni della lotta al coronavirus. Le responsabilità della direzione del San Raffaele di Rocca di Papa e della ASL RM6 sono gravissime: 41 operatori sanitari del San Raffaele di Rocca di Papa si sono infettati, portando il covid anche nelle loro famiglie e pagando un prezzo altissimo, anche con dei familiari morti. Oggi Angelucci, Zingaretti e D’Amato abbandonano questi lavoratori, questi eroi, al nulla: Zingaretti e D’Amato hanno tolto l’accredito alla struttura senza preoccuparsi minimamente dei lavoratori, mentre Angelucci non paga gli stipendi e non chiede nemmeno la cassa integrazione (la FIS) per i lavoratori. Da fonti ufficiose è emerso che il San Raffaele di Rocca di Papa cambierà ragione sociale, in modo da cestinare la revoca dell’accreditamento in una scatola vuota e di riciclarsi in una nuova società pronta per riprendere l’accreditamento regionale. Un classico gioco di scatole cinesi, tanto diffuso nelle società italiane. Da fonti ufficiali è emerso un gravissimo accordo tra la Regione Lazio e i sindacati CGIL, CISL e UIL, predisposto ad hoc per il San Raffaele di Rocca di Papa e che “si applica ai lavoratori sottoposti a procedura di licenziamento di strutture sanitarie, ausiliari e OSS con contratti atipici o in forma esternalizzata, delle strutture che hanno avuto procedimenti di revoca o sospensione dell’accreditamento”.

Da queste informazioni Emerge che il San Raffaele di Rocca di Papa effettuerà una modifica societaria e il licenziamento dei 150 lavoratori. Per tale motivo il San Raffaele di Rocca di Papa, che vuole chiudere con un colpo di spugna le sue gravissime responsabilità sulla gestione dell’emergenza Covid chiudendo la società, non sta richiedendo la cassa integrazione per i propri dipendenti e non sta pagando gli stipendi ai lavoratori. La procedura di licenziamento prevede l’eventuale ricollocazione nello stesso gruppo (“laddove possibile”, cioè a buon cuore degli Angelucci) oppure in un indefinito “Bacino”. L’accordo prevede che il reinserimento del lavoratore entro 30 km dalla struttura di provenienza “ha carattere di obbligatorietà nell’accettazione, in caso di rifiuto il lavoratore viene cancellato dalle liste di bacino”. Quindi, un lavoratore che risiede ad Aprilia, se viene spostato a Tivoli Terme (entro 30 km a Nord di Rocca di Papa) deve obbligatoriamente accettare tale spostamento pena la cancellazione dalle liste di bacino. Questo accordo è semplicemente indecente, considerando che per spostarsi da Aprilia a Tivoli Terme (andata e ritorno) ci vogliono 4 ore coi mezzi pubblici e 3 ore con la propria autovettura. In merito alla vertenza dei lavoratori del San Raffaele di Rocca di Papa, il Partito Comunista dei Castelli Romani propone con forza l’internalizzazione dei servizi e dei lavoratori nella sanità pubblica regionale, proposta già applicata con successo sia nella Regione Toscana e sia nella Regione Veneto, due regioni in cui la sanità funziona. È ora di organizzare una grande manifestazione pubblica a supporto della vertenza dei lavoratori del San Raffaele di Rocca di Papa (i nostri eroi) senza lavoro, senza stipendio e senza cassa integrazione che, con la firma dell’accordo della Regione con i sindacati CGIL, CISL e UIL, sono “premiati” con il licenziamento.

Nella tabella seguente viene riportata la ripartizione dei contagi per singolo comune dei Castelli Romani e della Litoranea sulla base delle comunicazioni ufficiali delle autorità competenti.

Per visualizzare la cartina per comune aggiornata sulla diffusione del coronavirus nel Lazio, puoi fare click sul seguente link:

https://drive.google.com/open?id=1sI_jgUiLG9xh7GKQp5-W-_NV9tS7Z2Ne&usp=sharing

“. lo dichiarano i comunisti Castelli Romani.

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