La Forte Colleferro alza il cielo la Coppa Italia regionale e accede alle fasi nazionali nel cammino verso la coccarda tricolore.
Chiediamo a Mister Paolo Forte che cosa ha provato al triplice fischio finale.
“Una emozione grandissima, di quelle che solo lo sport può regalare. Amplificata dal fatto che ho assistito alla gara da spettatore, lontano dalla panchina che, come sapete, ho lasciato dalla scorsa stagione per dedicarmi alla guida della Rappresentativa Under 19 del Lazio. Sono quindi solo uno dei tanti tifosi che hanno accompagnato la squadra a Santa Marinella. E come tutti loro, non ho saputo trattenere le lacrime e la gioia nel festeggiare un trofeo così importante.”
Un trofeo che mancava dalla bacheca della Forte Colleferro?
“Esattamente. E che viene a conferma di un percorso nel quale abbiamo tutti creduto, anche quando i risultati sembravano darci torto. I numeri ci dicono che quattordici ragazzi sui sedici che hanno alzato la Coppa, sono di Colleferro, che lo staff tecnico è cresciuto nelle giovanili e ha fatto esperienza in campo con la nostra maglia e la ha saputa riportare con successo sulla panchina. Siamo tra le società che hanno un progetto basato sul territorio, sulla valorizzazione dei talenti che nascono, crescono e si affermano all’ombra del Palaromboli. Una realtà di cui tutta Colleferro può e deve andare fiera.”
Il cambio sulla panchina non sembra aver avuto ripercussioni sulla squadra.
“Da sempre ho cercato di trasmettere i valori del lavoro, dello studio, della correttezza, della cultura del lavoro ai ragazzi che ho avuto l’opportunità di allenare. E il fatto che tra questi ci siano stati anche i miei figli, mi riempie di gioia e di soddisfazione. Stefano in panchina e Lorenzo in campo sono la dimostrazione plastica che i valori condivisi costruiscono le famiglie. A Santa Marinella, accanto a me c’era anche mia moglie Antonella. Insieme abbiamo riso e pianto, orgogliosi dei nostri ragazzi e di quanto siamo stati fortunati a riuscire a farlo insieme. E accanto a loro, tanti altri ragazzi, che hanno creduto in questa visione dello sport e della vita e che oggi ne stanno raccogliendo i frutti. Dal punto di vista tecnico, Stefano sta crescendo e sta mettendo in pratica una sua idea di gioco e di squadra che sta dando ottimi risultati. Mi auguro che sia solo l’inizio …”
Come hai visto queste Final Four e il Futsal regionale in generale?
“Le squadre presenti hanno rappresentato una ottima selezione del futsal regionale e hanno dato vita ad una bella manifestazione. Molto combattuta la componente femminile, con gare sempre equilibratissime che hanno determinato le finaliste solo dopo i tiri di rigore. Nel maschile la svolta c’è stata nei quarti, quando la Forte ha saputo ribaltare la sconfitta di Latina e conquistare le Finals. In quel momento si è avuta la consapevolezza che potevamo farcela e, grazie al cielo, così è stato. A livello regionale, la presenza di tantissime squadre laziali nel nazionale è, contemporaneamente, una difficoltà, ma anche una opportunità da saper cogliere. È evidente che c’è un salasso dei migliori talenti verso le serie nazionali, ma è altrettanto vero che questo apre spazi importanti per valorizzare i giovani del vivaio. Bisogna avere il coraggio di puntare sui giovani di casa nostra, senza esagerare nella presenza di giocatori provenienti da federazioni straniere. Con il giusto equilibrio, si possono conciliare risultati agonistici e sostenibilità gestionale. E noi ne siamo la prova.”
Una previsione per il proseguo del cammino in coppa?
“Vivremo alla giornata, partita dopo partita. Essere arrivati sino a qui è già un grandissimo traguardo, ma non siamo assolutamente appagati. Ce la metteremo tutta per regalare al nostro movimento regionale e ai nostri tifosi le massime soddisfazioni possibili. Arrivare fino in fondo è un sogno. A volte, però, anche i sogni si avverano…”




















