Elezioni europee, Giorgia Meloni guidi le liste dei Conservatori in tutta Italia

Per dare un governo di centrodestra all'Europa serve che Fratelli d'Italia arrivi al 30%

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Immagine tratta dal web

La campagna elettorale che porterà nella primavera del 2024 al rinnovo del Parlamento Europeo è già iniziata. Forse per la prima volta i risultati che usciranno dalle urne potranno dare un governo realmente politico all’Unione, sottraendola al classico connubio consociativo tra popolari e socialisti.

Questo è almeno il progetto politico dei Conservatori. Su questo si misureranno vincitori e sconfitti. Contro questo orizzonte si batteranno Socialisti e Verdi, ripiegati in difesa dello status quo, senza una propria proposta forte, parafrasando Alberto Sordi in una celebre scena de “La Grande Guerra”, i rossoverdi si attestano sul “come stamo stamo”.

Restano alla finestra i liberali centristi di Renew Europe, sperando di essere numericamente decisivi negli equilibri post voto per la formazione della maggioranza, qualsiasi essa sia.

Ma la prospettiva di un ribaltone a Strasburgo, per realizzarsi, ha bisogno che si incastri più di una casella nel complicato puzzle degli equilibri tra Parlamento Europeo, Governi Nazionali e Commissione.

A vantaggio dei conservatori c’è senza dubbio il consenso popolare, che non è poco, ma in Europa quasi mai è stato decisivo. Ogni volta i cittadini si sono espressi elettoralmente nei singoli stati è emersa una netta maggioranza delle preferenze per i partiti moderati e di destra, ma non sempre questa maggioranza fino ad oggi si è tradotta in maggioranze di governo. E’ il caso della Spagna, della Polonia e vedremo cosa sarà dell’Olanda.

Vero che ogni Stato ha un suo modello istituzionale per cui l’assegnazione dei seggi è diversa di caso in caso, e che la logica squisitamente proporzionalista delle consultazioni europee supera le divisioni nazionali tra popolari e conservatori, ma il tema della capacità di fare alleanze politiche stabili tra destra e centro è ancora irrisolto. Saranno gli elettori europei a dovere sciogliere il nodo, spingendo le ultime sacche di resistenza presenti in settori dei popolari, a scegliere tra il coraggio di fare politica e la comodità di gestire il potere.

In questo schema l’Italia sarà decisiva, per la prima volta. Il Presidente del Consiglio Italiano è infatti il Presidente dei Conservatori Europei. Il Governo Italiano esprime una maggioranza di centrodestra che ha realizzato, da anni, l’unità tra partiti moderati di centro, forze identitarie e di destra. Dall’esito italiano delle elezioni europee si determinerà molto del futuro assetto dell’Unione.

Se il centrodestra italiano affermerà ancora la sua maggioranza, e soprattutto se Fratelli d’Italia varcherà la soglia psicologica del 30%, si capiranno meglio i margini di una operazione politica che sarebbe davvero storica.

La prima ipotesi pare a portata di mano, in quanto FdI, Lega, Forza Italia e Moderati, in assenza di una credibile alternativa, dovrebbero mantenere abbastanza agevolmente i favori dell’elettorato.

Sul secondo obiettivo, ossia FdI al 30%, a giudicare dai sondaggi, pare manchi ancora qualcosina, una volta si direbbe un quid. Quel quid che riteniamo solo Giorgia Meloni possa rappresentare.

Una Giorgia Meloni candidata capolista di Fratelli d’italia in tutte le circoscrizioni, a sancire il respiro europeo di una proposta politica, quella dei Conservatori, che non ha esaurito la sua spinta propulsiva con la vittoria del 2022.