Emiliano Montanari ed il modello del San Marino Calcio

L'eclettico imprenditore parla della sua avventura nel calcio da Presidente del San Marino e dell'acquisto della casa editrice Nardini

0
691
montanariemiliano
Emiliano Montanari - Presidente San Marino Calcio

Imprenditore e dirigente sportivo, Emiliano Montanari è nato a Roma il 29 novembre del 1977, dal 30 settembre 2006 è sposato con Flora Soave da cui ha avuto una figlia Martina nata il 23 agosto 2007.

Conosciuto principalmente per essere Presidente e proprietario del San Marino Calcio (2024-), e per essere a capo della multinazionale Gruppo Global Service Spa (1995-), multinazionale con 18 società controllate con sede a Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze, San Marino (Repubblica San Marino), Tirana (Albania) ed operano in diversi settori tra i quali : Energia, Telecomunicazioni, Informatica, Edilizia, Editoria, Sicurezza, Pulizie, CallCenter.

Prima del San Marino Calcio è stato Presidente e proprietario delle società calcistiche ACR Siena 1904 (2022-2023) e AC Legnano (2022-2024).

Nel mese di maggio 2024 acquista il terreno dove nascerà la nuova casa della società del San Marino Calcio. L’acquisto è stato eseguito tramite la ImmobilService SPA facente parte del gruppo Global Service SPA proprietario del club bianco-azzurro.

L’investimento complessivo, tra l’acquisto del terreno di oltre 53mila metri quadrati, la sistemazione dei campi e la realizzazione di tutte le opere progettate necessarie è stato stimato in poco più di 3 milioni di euro.

Questa operazione è la posa della prima pietra nella costruzione di un solido futuro per una squadra che in soli tre anni è passata, tra molte difficoltà, dall’Eccellenza alla semifinale play-off della Serie D.

Nel mese di giugno 2024 Emiliano Montanari entra nel mondo dell’editoria acquisendo – attraverso la Global Service spa – l’intero capitale sociale della toscana Nardini Editore.

“La crescita e lo sviluppo della storica casa editrice fiorentina, fondata nel 1970, eccellenza italiana nella pubblicazione di titoli di restauro, conservazione dei beni culturali, archeologia, arte, architettura e design, cultura del cibo e del territorio, “rappresenta una nuova sfida per il gruppo multinazionale guidato dal noto imprenditore romano che attraverso questa importante acquisizione conferma la sua volontà di diversificare il suo business puntando sempre all’eccellenza ed alla qualità”.

Meta Magazine ha voluto ascoltarlo in merito alle sue ultime avventure imprenditoriali e sportive.

Lei ha esperienza imprenditoriale nel mondo del calcio in Italia e ci troviamo nel pieno del dibattito post eliminazione azzurra dagli europei di Germania: secondo lei di cosa ha bisogno il movimento calcistico di base per rilanciarsi al vertice?

“In Italia ogni eliminazione o mancata qualificazione ad europei e/o mondiali è stata sempre oggetto di forti dibattiti e forti critiche.

Esistono nello sport come nella vita gli alti ed i bassi.

Nel 2017 abbiamo mancato la qualificazione alla fase finale dei mondiali dopo quasi 60 anni.

Nel 2021 abbiamo vinto gli europei a distanza di più di 50 anni dalla prima volta.

Il vertice non va solo conquistato ma mantenuto.

Un primo passo importante per il rilancio del movimento calcistico sarebbe vedere ogni tanto qualcuno che dopo aver fallito un progetto o una gestione dia le dimissioni.

Ma questo è un problema che questo paese non ha solo a livello sportivo”.

Da poco è presidente del San Marino: ci può sintetizzare questo progetto di crescita sportiva su quali pilastri si basa?

“Si basa prima di tutto nel cercare di applicare quelle regole e quelle esperienze dirette e indirette avute dalle altre mie aziende ( che hanno portato risultati positivi) nel mondo del calcio.

Poi naturalmente il circondarsi di validi collaboratori esperti del settore ed al quale affidare e/o supervisionare incarichi di responsabilità”.

I primi investimenti che lei ha fatto sono stati rivolti all’impiantistica ed alle strutture: quanto è importante l’aspetto infrastrutturale per ottenere risultati sportivi e su cosa ha puntato il San Marino per questo?

“Nel calcio di oggi assume un aspetto fondamentale essere proprietari  dei centri sportivi di allenamento e se possibile dello stadio dove si disputano le partite.

Avere impiantistiche e strutture proprie ti permette di cercare, coltivare, far crescere o scoprire giovani talenti. I giovani talenti possono portare risultati vincenti alla propria squadra riducendo in modo significativo i budget di spesa di ogni anno, oppure possono portare denaro nelle casse della società e questi giocatori vengono prima o poi venduti”.

La sua storia imprenditoriale spazia su vari settori, dallo sport come abbiamo visto, ma anche l’editoria, con la recente acquisizione della storica casa editrice Nardini: perché ha deciso di investire in questo che è un campo notoriamente complicato, soprattutto in Italia?

“Qualsiasi grande gruppo nel corso della sua evoluzione, presto o tardi, inserisce al suo interno una casa editrice.

La Nardini è stata una fantastica occasione che non abbiamo voluto perdere, per entrare nel mondo della editoria dalla porta principale, con una casa editrice famosa, di lunga data ed apprezzata e stimata da tutti”.
L’eclettismo è il tratto distintivo della sua vita imprenditoriale: perché non si è concentrato su un solo ambito di azione? Non sarebbe stato più facile?

“Sarebbe certamente stato più facile ma molto più rischioso secondo il mio ragionamento che poi mi ha spinto ad agire.

Questo paese da molti e troppi anni attraversa crisi nel lavoro nei vari settori in archi temporali differenti.

Diversificare su più attività mi avrebbe consentito di aver meno possibilità di stare fermo e quindi di andare in emergenza economica/finanziaria.

Inoltre la diversificazione avrebbe permesso in alcuni casi su alcuni lavori di poter interagire più volte con più società, traendo profitti maggiori.

Cosi è stato. Il tempo è stato galantuomo come sempre”.

L’imprenditorialità, il gusto di fare impresa sembra essere un valore che manca alle nuove generazioni: anche lei riscontra questo? Cosa si sentirebe di dire ad un giovane che magari vorrebbe intraprendere questo percorso ma ha paura di fallire?

“Certamente le nuove generazioni hanno maggior desiderio di stabilità, di zero rischi, e le famiglie dove crescono spingono i propri figli a cercare sicurezze invece di incertezze.

Ad un giovane che vorrebbe intraprendere il percorso per diventare imprenditore ma ha paura di fallire mi sentirei di dire  : meglio vivere di rimorsi che di rimpianti”.