Frascati, una mostra degli artisti Paola Del Vescovo e Pino Di Gennaro

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Scuderie Aldobrandini
Scuderie Aldobrandini di Frascati
Scuderie Aldobrandini
Scuderie Aldobrandini di Frascati

Sabato 19 ottobre presso le scuderie Aldobrandini si inaugura una mostra dal titolo Enigma Paesaggio in cui gli espositori saranno gli artisti Paola Del Vescovo e Pino Di Gennaro: una occasione per riflettere, grazie all’arte, sull’attuale stato delle nostre città e della vita sui territori.

Le opere pittoriche, per lo più oli su tela di medio-grande formato, si concentrano per la maggior parte sul tema del paesaggio urbano, i cui soggetti principali ponti, metropolitane, tunnel, stazioni, porti, insegne luminose pubblicitarie e ancora le giostre, i luoghi tradizionalmente ludici della città, si fondono con gli ambienti naturali che li accolgono, cieli ora lividi ora opalescenti di luce aurorale, ora già tinti dal tramonto o dai toni profondi della notte, masse di acque ora marine ora fluviali, riflettenti i colori del cielo e della terra. A questi scenari contemporanei, quasi mitteleuropei, si contrappongono, in realtà solo apparentemente, quelli attinti al mondo immaginario dellI’talia del passato, forme che emergono, come in un sogno, dal bianco luminoso della tela, suggerendo l’infinito.

Le immagini con un linguaggio liquido, attuale, veloce ma al contempo attento, svelano della malinconica quotidianità del contemporaneo il mistero più recondito, la chiave dell’enigma che “salva”, come scrive l’artista stessa.

In occasione della mostra uscirà un catalogo sulle sue opere, edito da Gangemi con testo critico di Marco Di Capua.

PINO DI GENNARO

Le opere plastiche di Di Gennaro, realizzate in bronzo, cartapesta, cera e piombo,

costituiscono frammenti di paesaggi immaginifici che attingono alla dimensione cosmica, seguono i movimenti fulminei, apparentemente caotici e pluridirezionali di ammassi stellari (P.Castaldi).  Nell’esaltare l’espressività del singolo materiale, lo scultore abbina materiali apparentemente inconciliabili.

Il colore della cartapesta, la luminosità del bronzo, la trasparenza della cera e l’opacità del piombo non sono viste come qualità dei singoli materiali, bensì come possibilità espressive nel confronto dialettico tra materia fragile e materia dura, povera e ricca, classica e popolare. Installazioni di paesaggi sognati e oggetti spaziali alla deriva si alternano a paesaggi della cultura, tracce di segni, di memorie, di scritture sconosciute, lasciando spazio al paesaggio inventato della natura. L’opera La Foresta è un tributo al mondo vegetale, essenziale per la nostra esistenza sulla terra, una grande installazione per l’ecologia della mente prima che del pianeta.

Nel cuore delle Scuderie Aldobrandini, le opere si armonizzano con lo spazio architettonico antico e moderno: l’Arte ci aiuta a comprendere l’enigma della nostra esistenza nell’universo.

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