“La politica compie delle scelte. E come tutte le scelte, vanno assunte con responsabilità, ponderazione e — soprattutto — avendo chiaro quale sia il vero bene da tutelare.
Nel caso della nuova mena scolastica di Villa Muti, però, la domanda che risuona — e non solo tra i banchi dell’opposizione — è una sola: era davvero necessaria?
Parliamoci chiaro: l’opera nasce da un progetto PNRR. Innovativa? Forse. Ma utile? Ne siamo davvero certi?
A poche centinaia di metri — in linea d’aria si arriva a piedi in meno di cinque minuti — esiste già la mensa di Villa Sciarra.
E allora ci si chiede: a cosa serve un doppione? Quale logica ha giustificato costi di progettazione, gestione, indagini archeologiche e tutto l’apparato tecnico-burocratico se una struttura identica era già lì, funzionante e vicinissima?
Ma il punto, quello vero, è un altro.
Per costruire questa nuova mensa si è sacrificato un giardino — lo spazio ludico per eccellenza per bambini e bambine già duramente penalizzati da una chiusura scolastica durata un intero anno scolastico.
Una sottrazione grave, che sa di miopia e insensibilità. Un colpo basso a quelle nuove generazioni che tutti, a parole, giuriamo di voler proteggere.
Abbiamo letto con attenzione le dichiarazioni dell’Assessore Cerroni, secondo il quale “i bambini di Villa Muti non saranno più costretti a mangiare sugli stessi banchi dove colorano, temperano e cancellano” e che “lo spazio mensa sta per essere ultimato.”
Una narrazione che stride con la realtà di chi quella scuola la vive ogni giorno.
A questo punto, viene spontaneo chiedersi: secondo l’Assessore è più importante un banco polivalente o un grande spazio ludico all’aperto per i bambini?
Davvero si pensa che il problema prioritario dei piccoli alunni sia la condivisione del banco per più attività, e non la perdita — grave e definitiva — di un’area verde preziosa?
Il rispetto e la tutela dei più piccoli dovrebbero essere la priorità assoluta di ogni amministrazione degna di questo nome.
E invece no: qui si continua a costruire, a cementificare, a ridurre gli spazi di libertà, di gioco, di crescita.
Un modello di città che sembra pensato solo per il cemento, non per le persone.
In questo scenario già preoccupante, emerge un’ulteriore questione: nella mensa destinata alla scuola dell’infanzia di Villa Muti è prevista anche la realizzazione di una cucina interna.
Un fatto che pone un interrogativo concreto e urgente: con l’appalto di gestione del servizio mensa in scadenza e una probabile proroga tecnica all’orizzonte, chi si occuperà della gestione della cucina?
Si andrà ad aggiungere un secondo “costo cottura” all’appalto complessivo?
Se così fosse, si aprirebbe il rischio — tutt’altro che remoto — che il nuovo assetto ricada economicamente sulle famiglie, traducendosi in un ulteriore aggravio per i genitori dei bambini e delle bambine che usufruiranno del servizio.
È accettabile che, ancora una volta, a pagare siano le famiglie, in un contesto in cui le priorità dovrebbero essere equità, efficienza e trasparenza?
E mentre ci si interroga su chi pagherà il conto di scelte discutibili, basta fare pochi passi per toccare con mano un altro segno tangibile dell’incuria e della mancanza di visione di questa amministrazione.
All’ex ingresso del glorioso Liceo Classico Cicerone, su via Fontana Vecchia, lo scenario è desolante: rifiuti abbandonati, degrado, incuria.
Un luogo simbolico della città trasformato in un immondezzaio a cielo aperto, fotografia impietosa di un’amministrazione che pare aver smarrito il senso del decoro e della responsabilità verso il bene pubblico.
E allora ci chiediamo: qual è davvero l’impegno di questa amministrazione?
Dove sono finiti il rispetto per gli spazi condivisi, la cura del patrimonio urbano, l’idea di una Frascati vivibile, bella, accogliente — a misura di cittadino e, soprattutto, di bambino?
Noi continueremo a chiederlo. Con voce ferma, senza retorica,
ma con la forza di chi crede che la politica debba essere servizio, non vetrina”. Lo rendono noto Forza Italia Frascati, Lega Frascati, UdC Frascati e Io Amo Frascati




















