Grès: il pavimento più amato è davvero facile da pulire?
Resistente, economico e piuttosto gradevole, il grès porcellanato è uno dei materiali più utilizzati per le pavimentazioni. Le sue caratteristiche lo rendono perfetto allo scopo, non viene ritenuto come uno dei materiali di maggior pregio, ma di sicuro quello più duttile e pratico.
I numeri del grès
Per capire quanto l’utilizzo del grès sia prevaricante rispetto agli altri materiali, bisogna dare un’occhiata ai numeri ufficiali: 228 industrie impiegate in produzione di piastrelle di ceramica e altri materiali affini, un fatturato da 7 miliardi di euro per una produzione di 415 milioni di metri quadri di piastrelle (buona parte esportata all’estero). Rispetto alla totalità dei materiali utilizzati per realizzare le pavimentazioni nel Belpaese, il grès porcellanato occupa il 60% del mercato (fonte: centro studi Mapei).
Vista la sua grande diffusione, vogliamo dedicare questo articolo alla pulizia di questo materiale che, in quanto re della pavimentazione, ci sembra questione non da poco. Forum e gruppi affrontano sovente tale argomento cercando il rimedio contro quell’alone o quella macchia che non va più via. Spesso il problema parte dalla pulizia stessa. Insomma, la questione è sentita e comincia proprio dalla posa delle piastrelle.
Dopo la posa
I primi lavaggi sono importanti: tolgono lo sporco grosso, buona parte dei residui, se effettuati male possono addirittura rovinare il pavimento. Si tratta di un lavoro che talvolta effettuano gli stessi operai che hanno effettuato la posa, ma questo dipende anche dalla delicatezza e dal costo del materiale adoperato.
Il primo consiglio è quello di rivolgersi al fornitore o alla ditta produttrice e chiedere ragguagli in merito. Il secondo consiglio è quello di non esagerare con l’olio di gomito ma lasciar agire i prodotti specifici (come Deterdek e Keranet), creati appositamente per questo genere di pavimenti. Si tratta di detergenti che contengono acido, quindi vanno usati seguendo le istruzioni e le dosi consigliate. Aggiungiamo che il primo lavaggio dopo la posa non andrebbe mai effettuato in un clima eccessivamente caldo perché questo andrebbe a potenziare l’azione dell’acido.
Pulire il finto legno
Uno dei prodotti più apprezzati è il grès finto legno, in pratica una piastrella che riprende la forma e le trame del parquet. Si tratta di un prodotto davvero simile al legno, che, al contrario di quest’ultimo, permette di abbattere i costi senza rinunciare alle caratteristiche estetiche del legno più pregiato. Naturalmente, la differenza c’è e si sente, specialmente al tatto, bisogna quindi tenere presente che si tratta di un altro prodotto rispetto al legno. Ciò nonostante, la riproduzione dell’effetto parquet che qui possiamo ammirare in varie tipologie è piuttosto soddisfacente e questo risulta come uno dei prodotti più apprezzati.
Tuttavia, sono proprio quelle venature così realistiche a rendere questo pavimento ostico nella pulizia. In realtà non è complesso il lavaggio, ma c’è per forza bisogno di alcuni accorgimenti: utilizzare un detersivo neutro che non rilasci residui oleosi sul pavimento e asciugare bene la superficie. Il rischio è quello che acqua o, peggio, il detersivo, venga intrappolato tra le venature della piastrella, risultando poi molto complesso da togliere.
Pulire gli esterni
Uno degli ambienti in cui il grès trova ampia applicazione è la pavimentazione per esterni che, in buona parte dei casi, è la più esposta alle intemperie. Si tratta quasi sempre di grès naturale, che ha una consistenza diversa rispetto a quello smaltato.
Il grès nasce infatti dalla sinterizzazione di varie argille, un processo che crea un’unione dei vari materiali senza alcuna fusione, come se si attaccassero in modo inestricabile. Se le mattonelle vengono smaltate, allora queste vengono rivestite di uno strato protettivo; se vengono lasciate al naturale risulteranno più porose e ruvide. Anche in questo caso, bisogna sempre asciugare bene la superficie e preferire prodotti poveri di tensioattivi, sostanze che abbassano la tensione superficiale dell’acqua nella quale vengono diluiti. Ciò detta una maggiore facilità con la quale l’acqua riesce a infiltrarsi nei micropori, ecco perché bisogna poi assicurarsi di asciugare bene, con un panno di cotone, per assorbire ogni ristagno che potrebbe evolvere in umidità e muffe.



















