I Giovani Democratici di Albano ricordano Aldo Moro

Giovani Democratici di Albano "Le nostre "prigioni": il ricordo di Aldo Moro alla luce della quarantena"

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Giovani Democratici di Albano “Le nostre “prigioni”: il ricordo di Aldo Moro alla luce della quarantena”

Tra i fondatori della Democrazia cristiana e suo rappresentante alla Costituente, Aldo Moro ne divenne segretario fra il 1959 e il 1963. Come presidente del Consiglio guidò i governi di centro-sinistra negli anni 60′, promuovendo poi nel periodo 1974-76 la cosiddetta strategia dell’attenzione verso il Partito Comunista Italiano. Nel 1974 costituisce il suo quarto governo e l’anno successivo una novità importante cambia il quadro politico italiano. Alle elezioni amministrative del 1975 il PCI ha ottenuto un grande consenso, riportando al centro del dibattito politico la strategia che Moro ha sostenuto per molto tempo: coinvolgere il PCI nella compagine governativa per dare una nuova spinta riformista al paese. Dal luglio del 1976 al marzo 1978 l’Italia ha conosciuto la stagione della solidarietà nazionale. La guida democristiana del governo è stata sostenuta dall’esterno da tutti i partiti dell’arco costituzionale che si sono astenuti. Il 16 marzo del 1978 un commando delle Brigate Rosse rapisce Aldo Moro: il leader della DC  si stava recando in Parlamento dove avrebbe votato la fiducia al primo governo con il sostegno del Partito Comunista Italiano. Da qui si ebbero 55 giorni di prigionia per l’allora presidente della DC. Oggi, a distanza di 41 anni, stiamo vivendo anche noi una reclusione forzata per colpa di una forza esterna, seppure di diversa natura. Anche noi, come Aldo Moro, in questo periodo siamo portati a riflettere sulla società, sulla comunità, sulla politica e sull’umanità, intesa come un concetto universale e come un attributo di ognuno di noi. Un parallelismo storico, questo, sul quale ci siamo fortemente interrogati e che ci ha portato ad una riflessione, sotto una nuova luce, sul messaggio politico di Moro. Per la sua attualità e carica profetica, ci ha colpito in particolare una frase scritta da Aldo Moro alla fine degli anni Sessanta: «Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino, ma è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell’uomo e del mondo, tutti abbiano il proprio libero respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, tutti collegati l’uno all’altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo». Un messaggio che ha fatto breccia nelle nostre coscienze. Questo, ne siamo convinti, è uno degli insegnamenti più importanti che dei ragazzi che fanno politica possano apprendere, e soprattutto, mettere in pratica”. Così i Giovani Democratici di Albano Laziale ricordano Aldo Moro nell’anniversario della scomparsa avvenuta il 9 maggio 1978.

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