Iadecola all’attacco sulle antenne a Rocca di Papa

Rocca di Papa, Iadecola del Comitato Pro-Case: “Via le antenne di Monte Guadagnolo, su quelle abusive di Monte Cavo il silenzio”

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Alessio Iadecola

“Due pesi e due misure anche sulle antenne. La Regione Lazio ha infatti stanziato 460 mila euro per rimuovere le antenne nel Comune di Capranica Prenestina. Monte Guadagnolo, la frazione più alta dei Monti Prenestini cambierà totalmente look vedendo finalmente la luce. Dopo 25 anni di battaglie saranno delocalizzate le 34 antenne. Dalle nostri parti, invece, gli ecomostri su Monte Cavo rimangono al loro posto indisturbati, nonostante varie sentenze del Consiglio di Stato. Anche da questa notizia possiamo dedurre il peso politico, ormai ridicolo, della classe politica che amministra il nostro paese. Ci passano davanti tutti, anche un Comune di 343 (trecentoquarantre) abitanti. Le responsabilità hanno nomi e cognomi precisi, uno di questi è  sicuramente quello dell’attuale primo cittadino. Il nostro Comune non ha alcun tipo di credibilità nelle sedi opportune. Sicuramente la balbuzie del sindaco pro-tempore, quando si tratta di rispondere agli organi competenti, e la sua totale incompetenza non aiutano. Non si può andare in Commissione Regionale e scaricare qualsiasi tipo di responsabilità sul corpo di Polizia Locale, quando anche i bambini sanno che il responsabile dei Vigili Urbani, all’interno di un’amministrazione comunale, è il sindaco stesso. Pertanto, in caso di reiterata assenza dei verbali di inottemperanza delle sentenze di demolizione delle antenne, il primo cittadino avrebbe dovuto presentare formale denuncia per omissione di atti d’ufficio. Se i fatti stessero così, la strada da seguire è chiara. Ci piacerebbe sapere a che cosa è servito il sesto censimento delle antenne sulla vetta di Monte Cavo, tanto decantato nei mesi scorsi dal vicesindaco Veronica Cimino, quando ad oggi nulla è cambiato. Un ulteriore strumento per prendere tempo, oltreché uno spreco di soldi dei cittadini? Così parrebbe, visto che non troppo tempo fa già il consigliere comunale Bruno Petrolati, che deteneva la delega all’elettromagnetismo sotto l’amministrazione Crestini, aveva proceduto alla medesima operazione di censimento. Inoltre ci interroghiamo su come faccia il vicesindaco Veronica Cimino ad operare in serenità sulla questione antenne visto che, da fonti stampa, per l’esattezza dalla testata “Il Segno”, abbiamo letto che sarebbe legata ad una società che fa consulenze ad una holding riconducibile all’imprenditore ed editore romano Caltagirone che detiene interessi sulla vetta di Monte Cavo. Siamo anche rammaricati dalla decisione dell’amministrazione comunale di non costituirsi in giudizio di fronte ai giudici sull’affaire antenne. Nella sostanza cambia poco, ma sarebbe stato un segnale di vicinanza ai cittadini che da 40 anni combattono questa battaglia. Cogliamo, altresì, l’occasione di ricordare al capo dell’amministrazione, che più volte ha accusato il Comitato Pro-Case di occuparsi di materie estranee all’abusivismo edilizio, che anche le antenne hanno rilevanza urbanistica. Pertanto è nostro interesse fare luce sull’atteggiamento dell’amministrazione comunale rispetto a questa vicenda, visto che siamo di fronte a strutture abusive. Se c’è indulgenza su un fronte, deve esserci sempre. In caso contrario si correrebbe il rischio di creare pericolosi precedenti dei quali poi si deve rispondere”. Così in una nota il Presidente del Comitato Pro-Case, Alessio Iadecola.