Slow Food e Mercato Contadino, divampa la polemica

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produttori_coltivendo
Produttori circuito Coltivendo e Mercato Contadino
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Produttori circuito Coltivendo e Mercato Contadino

Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata lo scorso 24 giugno, privatamente, al fondatore di Slow Food Carlo Petrini, da parte dei produttori del Mercato Contadino Castelli Romani e Capannelle, afferenti il circuito Coltivendo. La lettera si inserisce nella polemica tra i Mercati Contadini e Slow Food, innescata nelle scorse settimane dall’organizzazione di Petrini sul territorio del Lazio.

A Carlo Petrini, Presidente di Slow Food Internazionale

e p.c.

A Gaetano Pascale, Presidente Nazionale Slow Food Italia

 

A Daniele Buttignol, Segretario Generale Slow Food Italia

 

A Stefano Asaro Presidente Slow Food Lazio

 

 

Caro Carlo Petrini,

ti scriviamo, quale fondatore di Slow Food e padre spirituale della nostra nazione, per chiederti se l’operato di alcune persone che agiscono sul nostro territorio regionale in nome e per conto di Slow Food corrisponde a quello che hai desiderato che Slow Food fosse. Ti scriviamo per chiederti se sai che c’è chi opera in tuo nome, ma contro i tuoi ed i nostri principi.

Ci alziamo tutte le mattine alle 4 per raccogliere i fiori di zucca freschi da portare al mercato contadino, per mungere le bufale…per fare le altre mille cose di un’azienda agricola…e poi tutto il giorno al mercato per metterci la faccia e parlare dei nostri prodotti; ma sembra che il vostro responsabile regionale del Lazio voglia screditare tutto ciò.

Attacchi in pubblico, dichiarazioni alla stampa, colpi bassi sui nostri mercati contadini che stanno faticosamente a galla in questi tempi di crisi non ancora finita. Fra noi ci sono molti giovani con le mani nella terra che non si tirano indietro nel duro lavoro dei campi o delle stalle.

La vendita al mercato contadino “Coltivendo” è stata ed è tutt’ora uno sbocco per poter continuare a non chiudere le nostre piccole aziende familiari. Insieme costruiamo, ogni volta che facciamo il mercato, una nuova realtà che la gente apprezza e condivide.

Ma sembra che il nostro lavoro non sia gradito a chi ti rappresenta sul territorio della nostra regione e che pretende che i produttori ospiti dei mercati della terra del Lazio non partecipino ad altri mercati contadini. Sì, perché sono molti i produttori che oltre a partecipare ai mercati della terra partecipano anche ai mercati “Coltivendo” che si svolgono con continuità tutte le settimane, consentendoci di tenere in piedi le nostre aziende.

Anziché avere un comune nemico cioè le multinazionali e la grande distribuzione organizzata, stiamo facendo una guerra fra poveri? Noi con il nostro lavoro ci siamo organizzati in alcuni mercati di vendita diretta del circuito Coltivendo, ai Castelli Romani ed a Roma, a Capannelle ed in alcune difficili periferie dove contribuiamo a ricostruire un tessuto sociale disgregato. Mercati che abbiamo realizzato senza un euro di contributo pubblico e nell’indifferenza di molti decisori.

Il disciplinare del nostro circuito “Coltivendo”, analogamente a quanto previsto dai disciplinari di “Coldiretti”, prevede la possibilità di vendere anche una piccola parte di prodotti ceduti da aziende agricole vicine. Lo prevede anche la legge. Per consentire ai produttori di sopravvivere, continuando a vendere solo prodotti agricoli. Il tutto avviene alla luce del sole e sotto il rigido controllo degli agronomi di un organismo di controllo indipendente in ordine a provenienza, tracciabilità , rintracciabilità, rispetto dei limiti di legge.

Come si permette il rappresentante della vostra organizzazione di affermare che “molti non sono coltivatori diretti, ma solo rivenditori; che i prodotti non sono a km zero e non c’è controllo dei prezzi” e che “l’iniziativa non valorizza l’agricoltura locale e vi crea grandi danni perché gli espositori non vogliono sottostare al vostro rigido disciplinare”?

Disciplinare che oltretutto non viene sempre fatto rispettare proprio nei mercati della terra del Lazio. E per i prezzi? Nei nostri mercati i controlli sono continui.

Peccato Carlin …peccato che alcune belle persone che collaborano con noi per diffondere tutto ciò che a te sta a cuore, vengono prese di mira in nome di un “codice etico” con cui si vuole impedire che i tuoi soci collaborino anche con altre associazioni o che i produttori possano scegliere di andare nei farmers markets di diverse organizzazioni.

Sei al corrente di tutto ciò? Noi pensiamo di no, altrimenti non lo permetteresti. O perlomeno lo condanneresti.

Soltanto la grande stima che abbiamo nei tuoi confronti ed il nostro amore per la madre terra ci ha spinto a fare questa denuncia innanzitutto a te, con cui ci sentiamo nella stessa trincea, prima di parlarne alla stampa, come ha fatto il rappresentante della tua organizzazione.

Grazie per l’attenzione.

I produttori del Circuito Coltivendo

Lettera sottoscritta da 93 aziende del Circuito Coltivendo

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