Il Consiglio Comunale di Albano è per lo scioglimento di Forza Nuova

Approvata dal centrosinistra e da Fratelli d’Italia mozione in cui il Consiglio Comunale sprona le istituzioni al rispetto della Costituzione nel vietare la ricostituzione del PNF

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Palazzo Savelli - Albano Laziale

Tra i punti all’ordine del giorno della seduta del Consiglio Comunale di Albano dello scorso 18 Novembre vi era una mozione, presentata dalla maggioranza di centrosinistra, inerente lo scioglimento di Forza Nuova e dei gruppi politici che, contravvenendo al dettato Costituzionale, si pongono in continuità, ideologica e pratica, col disciolto regime fascista. La mozione si rifà ai noti fatti di Piazza del Popolo e dell’assalto alla sede Cgil di Roma, che hanno visto tra i protagonisti alcuni dirigenti ed il fondatore di Forza Nuova.

Una discussione che, dopo l’esito dei ballottaggi, pare non appassionare più la politica nazionale, infatti è sparita dai talk e dalle pagine dei giornali, dopo che, per una settimana l’Italia del 2021 pareva essere sprofondata all’Ottobre del 1922, ma Albano Laziale si segnala, a parer nostro meritoriamente, come una comunità attenta al dibattito storico ed ai valori costituzionali, anche se non è prerogativa dei Consigli Comunali deliberare sullo scioglimento di questo o quel partito. Ricordiamo inoltre che, non più tardi del 2015, Forza Nuova si presentò alle elezioni municipali di Albano con un proprio giovane candidato Sindaco, a dire il vero senza destare alcuno scandalo e mantenendo una condotta impeccabile per tutta la campagna elettorale.

Sulla falsa riga del dibattito parlamentare, in Sala Nobile di Palazzo Savelli si è sviluppato un confronto non banale, attorno alla mozione della maggioranza, ed a un ordine del giorno formulato dalle opposizioni di centrodestra, ricalcanti entrambi i testi approvati alla Camera ed al Senato all’unanimità nelle scorse settimane.

Particolari discussioni ha sollevato l’ordine del giorno del centrodestra, che ha fatto riferimento alle risoluzioni approvate dal Parlamento Europeo in materia di condanna dei totalitarismi.

Dai banchi della maggioranza si sono sollevate critiche al testo, accusato di essere evasivo, di andare fuori tema, appositamente per nascondere la “matrice” fascista dei fatti in oggetto. E’ verso gli esponenti di Fratelli d’Italia che si sono concentrate le critiche, anche perché gli altri gruppi di oppposizione avevano nel frattempo abbandonato l’aula. “Considero questa discussione afferente al marketing politico” ha affermato a titolo personale Giovambattista Cascella, Consigliere esponente della Lega illustrando la decisione di uscire dall’aula.

Particolarmente polemico sull’ordine del giorno del centrodestra è stato l’intervento del Consigliere Salvatore Tedone, radicalmente contrario all’impostazione del testo, a suo dire poco confacente alla realtà storica, italiana ed europea, perché: “Chi ha permesso la libertà in Europa sono stati i comunisti russi. E’ vero – ha aggiunto – in Russia dopo la guerra sono sopraggiunte delle particolarità, ma grazie al comunismo c’è stata la libertà in Europa”.

A fare scalpore, secondo il Consigliere Tedone, sono stati i riferimenti di condanna che a Strasburgo sono stati sanciti nei confronti del regime comunista sovietico, a partire dal patto nazi-comunista del 1939 da cui ha preso forma l’occupazione e lo smembramento della Polonia, casus belli che ha dato il via al dramma della II Guerra Mondiale.

Purtroppo non si è potuto dettagliare il significato che il Consigliere Tedone dia al concetto di “particolarità” occorse al comunismo internazionale. Siamo certi che alla prima occasione potrà spiegarne meglio il senso. Non vorremmo infatti che, nella vis polemica, alla voce “particolarità”, si vogliano ridurre i Gulag, le persecuzioni delle minoranze, i campi di rieducazione, la soppressione delle libertà, l’occupazione militare dell’Europa dell’est con la relativa instaurazione di regimi autoritari in loco, la Primavera di Praga, la repressione dei carri armati contro gli studenti di Budapest, il muro di Berlino e la riduzione alla fame dei popoli sottomessi. Sarebbe una lettura storica oltre la faziosità, per questo vorremmo offrire noi al Consigliere Tedone la prima occasione di spiegare, sulle nostre pagine, cosa intende di preciso quando parla di “particolarità”.

Molto più chiari e netti invece sono stati gli interventi degli esponenti di Fratelli d’Italia.

“Se si vuole giocare sull’equivoco di eventuali imbarazzi dell’opposizione nel dichiararsi antifascista, sgombriamo il campo” – ha dichiarato in aula il coordinatore comunale e consiglieredel partito di Giorgia Meloni Roberto Cuccioletta – “Noi siamo antifascisti: chi come me ha servito la Patria in un’arma ha giurato sulla Costituzione, in tutte le sue parti, e resta leale a quel giuramento per tutta la vita. Non ho problemi a ribadirlo. Sono antifascista perché sono contro il fascismo, in particolare da quando il fascismo si è macchiato dell’infamia delle leggi razziali del 1938. Sono antifascista per motivi generazionali, in quanto nato nel 1967. Non sono antifascista come coloro che, a guerra finita, in nome dell’antifascismo, hanno ucciso, ammantando di antifascismo quelllo che è stato solo odio ideologico. Non sono antifascista come coloro che strumentalizzando il senso storico dell’antifascismo, ne hanno fatto un paravento per diffondere odio e violenza, specialmente tra i giovani. Fratelli d’Italia è il partito della destra, italiana ed europea, moderno, che nulla ha a che fare con queste tematiche da campagna elettorale. Per questo siamo pronti a votare convintamente la vostra mozione, espunta dei punti che esulano dalle prerogative di questa assemblea, così come vorremmo votare il nostro OdG, così come sui temi in esso contenuti si sono espressi i parlamenti, italiano ed europeo”.

Sulla stessa linea si è espresso Massimo Ferrarini: “Non sarà ne un voto ne una mozione a dare patenti di democraticità. Per noi – aggiunge il capogruppo di Fratelli d’Italia che alle ultime elezioni amministrative è risultato il più votato tra tutti i candidati di ogni schieramento dai cittadini di Albano – “Parla la nostra educazione, la nostra condotta, la nostra storia”.

“E’ nostra intenzione giungere ad un voto condiviso sui principi evocati dalla mozione e ribaditi nel nostro ordine del giorno che va in quella direzione” – ha sottolineato Federica Nobilio, Consigliera ed esponente di FdI – “Lo è a tal punto che è stato Fratelli d’Italia a richiamare il Ministro Lamorgese nellaula della Camera, a riferire sui fatti in oggetto, ritenendoli gravi e degni di chiarimenti non ancora definitivi, sia sui protagonisti, delinquenti conclamati, che sulla gestione di quella piazza. Abbiamo talmente a cuore i valori democratici che vogliamo siano garantiti a tutti i cittadini, anche in tempi emergenziali come gli odierni, mettendo in condizioni di non nuocere tutti coloro che il diritto a manifestare vogliano inquinare con intollerabili atti di violenza. Siamo altresì disponibili ad impegnare questo Consiglio in una discussione di ampio respiro e di valore europeo sui temi che ci vedono avversi ad ogni totalitarismo, ma siamo indisponibili ai soliti giochini che mirano soltanto alla creazione dello spauracchio, poichè la campagna elettorale è finita”.

Al termine della seduta, dopo una pausa, il Consiglio Comunale di Albano ha votato, all’unanimità dei presenti, vale a dire i gruppi di centrosinistra e quello di FdI, la mozione, con le correzioni proposte da FdI. Rimandando alla prossima seduta la discussione dell’ordine del giorno presentato dal centrodestra contro ogni totalitarismo.

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