scontro in aula sul ddl per la revoca dell’onorificenza a Tito, la maggioranza infatti punta a togliere l’onorificenza di cavaliere della Repubblica al massacratore e capo dei partigiani jugoslavi Tito.
Alessandro Urzì, deputato di FDI aveva presentato il provvedimento ma durante la discussione il PD aveva impedito la votazione facendo ostruzionismo con inutili argomentazioni. “Sono allibito. C’è stata un’alzata di scudi del tutto incomprensibile da parte delle opposizioni di sinistra con argomentazioni del tutto pretestuose per rallentare la discussione” sottolinea Urzì.
Il Pd sostiene di non essere negazionista ma poi si oppone alla revoca di un provvedimento nei confronti del Presidente jugoslavo che si è macchiato le mani di sangue di migliaia di italiani deportati e infoibati da Gorizia, Trieste, Istria,Fiume e Dalmazia anche dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Siamo di fronte all’ennesima offesa della sinistra alla memoria dei nostri connazionali vittime dei crimini della dittatura comunista.
In una nota il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli dichiara ‘’È di tutta evidenza che il PD prosegue nella difesa della memoria del maresciallo Tito e della dittatura comunista, nonostante le sue gravissime responsabilità sulla uccisione e martirizzazione degli italiani infoibati e sulla loro espulsione dall’Istria e dalla Dalmazia. Sorprende che un uomo della sua cultura diventi un fazioso negazionista con il desiderio di continuare la surreale celebrazione di un dittatore sanguinario, artefice della pulizia etnica attuata senza pietà umana sul confine orientale”
Una vergogna senza limiti quella avvenuta in commissione Affari Costituzionali alla Camera, lo slittamento del voto dato dal blocco delle opposizioni è l’ennesimo tentativo di censurare e cancellare la memoria degli italiani uccisi.
Le priorità del PD d’altronde sono altre, come ad esempio le battaglie ideologiche sul cambio del nome della camera dei deputati, in favore della parità di genere.




















