A cura di Ilaria Solazzo
“Il Segno dei Quattro” – 4ª Edizione: Un evento imperdibile per gli amanti della letteratura, del cinema e dell’arte
Dal 2 al 5 ottobre 2025, la storica cornice del Palazzo Reale di Napoli ospiterà la 4ª edizione de “Il Segno dei Quattro”, un evento che celebra la ricchezza e la varietà della produzione letteraria, artistica e culturale italiana. Organizzato dalla Federazione Unitaria Italiana Scrittori (F.U.I.S.) e da Federintermedia, l’iniziativa si configura come uno degli appuntamenti più significativi per il panorama culturale italiano, riunendo autori, editori e professionisti del settore in un dialogo fecondo per la promozione della lettura, della scrittura e del diritto d’autore.
Un palcoscenico per l’arte e la cultura…
La manifestazione si terrà nello Stand 54bis nell’Area Cortile delle Carrozze, presso il suggestivo Palazzo Reale di Napoli, e offrirà un programma ricco di appuntamenti e incontri, con una particolare attenzione alla promozione del libro e della lettura in tutte le sue forme, dalla presentazione di opere letterarie alla performance teatrale.
La F.U.I.S., che dal 2009 si impegna nella tutela dei diritti degli autori e nella valorizzazione del loro lavoro, porterà al centro dell’attenzione temi cruciali per il mondo degli scrittori, degli artisti e degli editori. Con un patrimonio storico e culturale unico, la F.U.I.S. si è sempre distinta per l’adozione di iniziative in grado di favorire il dialogo tra scrittori, istituzioni pubbliche e private, e pubblico, dando vita a una rete di collaborazione che si estende a livello nazionale e internazionale. La sua collaborazione con Federintermedia, organismo che si occupa della gestione collettiva dei diritti d’autore, rappresenta un importante passo verso un sistema più equo per la distribuzione dei proventi derivanti dall’opera degli autori.
Un programma ricco e variegato

La prima giornata, il 2 ottobre, si aprirà alle ore 14:00 con i saluti ufficiali e l’introduzione del Professore Natale Antonio Rossi, presidente della F.U.I.S., che darà il via alle attività della 4ª edizione del Salone. Seguirà l’intervento di Jean Luc Bertoni, presidente della Federazione Unitaria Italiana Editori (F.U.I.E.), che si focalizzerà sul ruolo degli editori nel panorama letterario attuale.
Nel pomeriggio, alle ore 15:30, l’autore Marco Ambrosi presenterà il suo romanzo Mezzosangue, edito da Bertoni Editore. La storia di Luca, un giovane che, segnato dalla perdita della madre e dal distacco emotivo del padre, intraprende un percorso di crescita difficile e tortuoso, diventerà uno degli appuntamenti più attesi della manifestazione. Un’opera che esplora temi come l’amore, la solitudine e la ricerca di sé, in cui il protagonista lotta contro un destino che sembra ormai segnato. Mezzosangue non è solo la narrazione di una vita travagliata, ma anche un riflesso della società odierna, con tutte le sue contraddizioni e le sue sfide. Interverranno Marco Ambrosi, l’autore del romanzo, e Maggie S. Lorelli, relatrice che arricchirà il dibattito con il suo intervento.
Un impegno costante per la cultura e i diritti degli autori
La F.U.I.S. ha sempre avuto un ruolo centrale nella difesa dei diritti degli autori italiani, promuovendo iniziative volte a garantire una giusta retribuzione per il lavoro creativo. La Federazione è attivamente coinvolta in numerosi progetti che riguardano la tutela del diritto d’autore, la promozione di nuove opere e l’interazione con altre istituzioni culturali sia a livello nazionale che internazionale.
In particolare, attraverso la creazione di Federintermedia, la F.U.I.S. ha dato vita a un organismo che gestisce i diritti d’autore degli scrittori e degli artisti, cercando di ottimizzare la raccolta e la distribuzione dei proventi derivanti dal loro lavoro creativo. Inoltre, la F.U.I.S. si è fatta promotrice della Federazione Unitaria Italiana Editori (F.U.I.E.), un altro importante passo per migliorare il rapporto tra scrittori ed editori, rafforzando la collaborazione e la sinergia tra queste due realtà fondamentali del mondo del libro.
Il futuro della letteratura e della cultura italiana

Con la partecipazione a Il Segno dei Quattro, la F.U.I.S. e Federintermedia continuano a perseguire il loro obiettivo di arricchire il panorama culturale italiano, promuovendo non solo i diritti degli autori, ma anche l’incontro fra diverse forme artistiche, dall’editoria alla musica, dal cinema al teatro. Un’occasione per riflettere insieme sul ruolo fondamentale che la cultura e la letteratura ricoprono nella nostra società, ma anche per discutere delle sfide future che il mondo della scrittura e dell’arte dovrà affrontare.
La 4ª edizione di “Il Segno dei Quattro” si preannuncia come un evento di grande rilevanza, un’opportunità per incontrare autori, editori e artisti e per partecipare a un dibattito stimolante sulle sfide e le opportunità che la cultura italiana si trova ad affrontare. Non mancheranno occasioni di riflessione, approfondimento e scambio di idee, con un occhio sempre attento alle nuove generazioni di scrittori e alla valorizzazione del patrimonio letterario e artistico del nostro Paese.
Un invito, quindi, a non perdere questo appuntamento imperdibile per chiunque voglia conoscere e celebrare la letteratura, il cinema, il teatro e tutte le forme di espressione artistica che arricchiscono la nostra cultura.

Intervista a Marco Ambrosi, autore di Mezzosangue
Buongiorno, Marco. Grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Iniziamo subito: cosa l’ha spinta a scrivere Mezzosangue?
Buongiorno a Lei, cara Ilaria, è un piacere. Mezzosangue nasce da un’esigenza di raccontare una storia che esplorasse l’intimo dei personaggi, in particolare il protagonista, Luca. La mia intenzione era quella di narrare il viaggio di un ragazzo che affronta la perdita, il vuoto emotivo e la solitudine, e come questi elementi lo spingano a scoprire se stesso. È una riflessione sul bisogno di affetto e sul riscatto personale.
Il tema della solitudine e della crescita interiore è al centro del romanzo. Come ha sviluppato il personaggio di Luca, protagonista della storia?
Luca è un ragazzo che, purtroppo, non riceve l’affetto di cui ha bisogno dai genitori. La madre scompare prematuramente, e il padre, un intellettuale anaffettivo, non è in grado di colmare il vuoto. Ho cercato di far emergere questa disconnessione emotiva dal contesto familiare, che segna profondamente Luca. La sua crescita non è solo fisica, ma anche emotiva e psicologica. Il suo percorso è tortuoso e difficile, ma proprio in queste difficoltà trova la sua forza interiore. È un personaggio che si evolve con il tempo, affrontando l’incertezza e il dolore per diventare qualcuno che alla fine non è più “Mezzosangue”, ma intero.
La figura di Luca cresce attraverso diverse esperienze, anche molto difficili. Quali sono le difficoltà che il suo personaggio deve affrontare durante la sua crescita?
Luca, purtroppo, è costretto ad affrontare situazioni che lo mettono alla prova in modo durissimo: l’assenza della madre, la freddezza del padre, la solitudine. Cresce in un ambiente che non riesce a sostenerlo, trovando rifugio inizialmente in compagnie sbagliate e in scelte che lo allontanano ulteriormente dalla sua realizzazione personale. Tuttavia, una volta che Luca inizia a prendere coscienza del proprio dolore e delle proprie vulnerabilità, trova dentro di sé una forza che non pensava di avere. Il riscatto arriva nel momento in cui, comprendendo veramente chi è, può finalmente agire in modo consapevole per cambiarsi.

Nel romanzo, Luca scopre che non è colui che pensava di essere. Cosa significa questa scoperta per lui e per il lettore?
Questa scoperta è cruciale per Luca. È un momento in cui si rende conto che la sua identità non è determinata solo da ciò che ha vissuto fino a quel momento. La sua evoluzione interiore gli permette di riscrivere la propria storia. Per il lettore, penso che sia una riflessione sulla possibilità di cambiare, di riscoprirsi e di non essere intrappolati nei limiti che ci impone la vita o la nostra percezione iniziale di noi stessi. È un messaggio di speranza e di libertà.
La crescita interiore di Luca è anche legata alla sua maturazione sessuale. Quanto ha influito questa tematica nella costruzione del suo personaggio?
La maturazione sessuale di Luca è un aspetto naturale del suo percorso di crescita, ma non è solo fisica. La sua sessualità è strettamente legata alla scoperta di sé, al superamento di traumi e difficoltà, e alla ricerca di un affetto che gli è mancato. In qualche modo, il corpo e il desiderio diventano per lui uno strumento per ricostruire la propria identità, ma anche per affrontare il suo passato doloroso. Non volevo rendere questa tematica centrale, ma piuttosto inserirla come una componente del processo più ampio di auto-realizzazione.
Mezzosangue è un romanzo che parla di una crescita travagliata e complessa. Come crede che il pubblico possa relazionarsi con Luca e la sua storia?
Penso che la forza del romanzo risieda nella sua universalità. Tutti, in un modo o nell’altro, siamo stati “Luca”. O tutti abbiamo vissuto un momento di difficoltà, o abbiamo cercato un senso nella vita in modo travagliato. Mi auguro che il lettore possa riconoscersi in Luca, nei suoi dubbi, nei suoi errori e nelle sue scelte. La storia di Luca non è solo quella di un ragazzo solitario, ma di un individuo che cerca il proprio posto nel mondo, un tema che riguarda ogni persona in ogni fase della vita.
Nella sua esperienza come scrittore, qual è stata la parte più difficile della scrittura di questo romanzo?
La parte più difficile è stata sicuramente quella di scrivere il dolore. Non è mai facile esplorare temi complessi e dolorosi, come la perdita, la solitudine e l’alienazione, senza cadere nel patetico. Volevo essere onesto con il lettore, senza semplificare o idealizzare il percorso di crescita del protagonista. Ho cercato di rimanere il più realistico possibile, pur mantenendo una certa speranza, che è fondamentale in ogni racconto di formazione.
La presentazione del libro al Salone di Napoli si avvicina. Cosa si aspetta da questo evento e che significato ha per Lei come autore?
Il Salone di Napoli è un’occasione unica per dialogare con altri autori, editori e lettori. Mi aspetto un confronto sincero e profondo, soprattutto con chi avrà letto il libro e vorrà condividere le proprie riflessioni. Per me, presentare Mezzosangue è un modo per entrare in contatto con il pubblico, ma anche per comprendere meglio cosa la storia possa evocare negli altri. È un momento di crescita anche per me come autore.
Cosa consiglierebbe a chi, come Luca, sta attraversando un momento difficile della propria vita?
Consiglierei di non mollare mai e di cercare dentro di sé la forza per affrontare le difficoltà. Spesso la vita ci mette alla prova, ma credo che ogni persona abbia dentro di sé una risorsa che può rivelarsi decisiva, anche quando tutto sembra perduto. È fondamentale chiedere aiuto quando se ne ha bisogno e, soprattutto, avere il coraggio di affrontare la propria vulnerabilità. La crescita non è mai facile, ma è sempre possibile.
La ringrazio molto per il suo tempo, Marco, e le auguro il meglio per la presentazione del suo romanzo.
La ringrazio per l’opportunità e per le domande stimolanti. È stato un piacere parlare di Mezzosangue e condividere con Lei alcuni pensieri.

In conclusione, la 4ª edizione de “Il Segno dei Quattro” rappresenta un’occasione unica per tutti gli amanti della lettura e della cultura. Quattro giorni intensi di incontri, presentazioni e dibattiti che esploreranno temi universali come la crescita, la scoperta di sé, e la forza della scrittura, attraverso la voce di autori di grande talento come Marco Ambrosi.
Non solo una vetrina per gli scrittori, ma anche un’opportunità per il pubblico di immergersi in un dialogo stimolante, di scoprire nuovi libri e di confrontarsi con il mondo della letteratura, del diritto d’autore e delle nuove frontiere dell’arte. Il Salone di Napoli, con la sua storicità e la sua bellezza, diventerà per questi giorni un punto di riferimento per tutti coloro che credono nella potenza della parola scritta.
Se amate la lettura, la cultura e volete scoprire le storie che stanno scrivendo il futuro della nostra letteratura, non mancate questo evento straordinario. Vi aspettiamo dal 2 al 5 ottobre 2025 al Palazzo Reale di Napoli per un viaggio nel cuore della narrativa, dell’arte e delle emozioni più profonde. Un’occasione da non perdere, che vi lascerà senza dubbio qualcosa di unico e speciale.



















