Kristine Maria Rapino ospite di Segnalazioni Letterarie

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Kristine Maria Rapino ospite di Segnalazioni Letterarie: il ritorno, il dolore e il coraggio di restare

A cura di Ilaria Solazzo

Un incontro dedicato alla letteratura, alle emozioni e a quelle storie capaci di scavare nell’animo umano, andando oltre la semplice narrazione. È stato questo il filo conduttore della live di Segnalazioni Letterarie, la community ideata e promossa da Alberto Raffaelli (https://www.facebook.com/groups/segnalazioniletterarie/?ref=bookmarks), che ha visto protagonista la scrittrice abruzzese Kristine Maria Rapino, autrice del romanzo “Scialacca”, pubblicato da Sperling & Kupfer.

Durante la diretta si è parlato del libro, dei suoi personaggi e soprattutto dei temi profondi che attraversano la vicenda: il ritorno, l’assenza, il senso di colpa, i legami familiari, le ferite che il tempo non riesce sempre a cancellare e quella complessa possibilità di redenzione che nasce quando si trova il coraggio di affrontare ciò che si è cercato di lasciare alle spalle.

“Scialacca” è una storia che prende avvio da una ricomparsa. Dopo quattro anni di silenzio, bugie e sparizioni, Francesco si presenta nuovamente davanti alla casa che aveva abbandonato. Il tempo ha lasciato segni evidenti sul suo corpo e sul suo volto, ma soprattutto dentro di lui. Accanto a Francesco c’è Aria, una ragazza enigmatica, delicata e al tempo stesso custode di un segreto, che lo accompagna lungo un percorso tutt’altro che semplice: quello della redenzione.

Il ritorno a casa, però, non coincide con un ritorno alla normalità. La famiglia ha imparato a vivere senza Francesco, costruendo nuovi equilibri intorno alla sua assenza. La madre conserva la propria tenerezza, il padre trova nella cucina e nei gesti quotidiani una forma silenziosa di cura, mentre Gillo, il fratello maggiore che un tempo avrebbe fatto qualsiasi cosa per proteggerlo, ha scelto di innalzare una barriera.

È proprio nel rapporto tra i due fratelli che emergono alcune delle tensioni più intense del romanzo. Gillo porta dentro di sé il peso di ciò che è accaduto e ha deciso che alcune ferite non possono essere semplicemente cancellate con il tempo. Il perdono, quando arriva, non è mai scontato e soprattutto non può essere imposto.

La storia si sviluppa tra le dune di Sammichele e una fabbrica di fuochi d’artificio, che rappresenta molto più di un semplice luogo: è uno spazio legato alla memoria e al destino della famiglia, capace di custodire tanto la bellezza quanto il dolore.

E poi c’è la scialacca, elemento centrale e fortemente simbolico del romanzo. Nel retro della casa, in quel luogo in cui mare e terra sembrano incontrarsi, si trova uno spazio dimenticato dove, nell’acqua ferma, rimangono impigliati oggetti perduti e legami rimasti in sospeso.

La scialacca diventa così anche una metafora dell’esistenza: qualcosa che trattiene ciò che non siamo ancora riusciti a lasciare andare. Oggetti, ricordi, parole mai pronunciate, sentimenti rimasti sospesi. Tutto ciò che il cuore continua a custodire, anche quando la ragione vorrebbe voltare pagina.

Nel corso della live di Segnalazioni Letterarie il dialogo con Kristine Maria Rapino ha permesso di entrare proprio in questa dimensione più intima dell’opera, mettendo in luce una narrazione nella quale il tema familiare diventa universale. Perché ogni famiglia possiede le proprie crepe, i propri silenzi e quelle domande alle quali non sempre è facile dare una risposta.

Francesco ricompare, ma il vero interrogativo non riguarda soltanto la possibilità di tornare indietro. Riguarda la possibilità di rimanere. Di affrontare le conseguenze delle proprie scelte. Di accettare che alcune persone siano cambiate e che il tempo abbia modificato inevitabilmente i rapporti.

In questo senso, “Scialacca” è anche una riflessione sul significato della parola “restare”. Tornare può essere un gesto, quasi un movimento nello spazio. Restare, invece, richiede responsabilità, coraggio e disponibilità ad attraversare il dolore.

Il romanzo di Kristine Maria Rapino, con le sue 320 pagine, è disponibile dal 9 settembre 2025 per Sperling & Kupfer, al prezzo di copertina di 18,90 euro.

L’appuntamento con l’autrice all’interno di Segnalazioni Letterarie conferma ancora una volta la vocazione del format ideato e promosso da Alberto Raffaelli: creare uno spazio di incontro intorno ai libri e agli autori, trasformando la presentazione di un’opera in un’occasione di dialogo, confronto e conoscenza.

Perché la letteratura, quando riesce davvero a toccare le corde più profonde, non racconta soltanto la storia dei suoi personaggi. Racconta qualcosa di noi.

E in un libro come quello di Rapino tale elemento è particolarmente evidente: nello specifico, il senso più autentico di “Scialacca” ci ricorda che non tutto ciò che perdiamo scompare davvero. Alcune cose rimangono impigliate nella memoria, come oggetti nell’acqua ferma, in attesa che qualcuno trovi il coraggio di raccoglierle.

Perché a volte tornare non è sufficiente. Serve il coraggio di restare.

Scialacca

https://www.instagram.com/kristinemariarapino?stkn=NzAzb29oeTJiM21n

“Ospitare Kristine Maria Rapino all’interno di Segnalazioni Letterarie è stato un piacere e, soprattutto, un’occasione preziosa per entrare nel cuore di una storia intensa e profondamente umana. “Scialacca” è un libro che parla di ritorni, di assenze, di legami familiari e di ferite che il tempo non sempre riesce a rimarginare. Attraverso Francesco e gli altri protagonisti, Kristine ci conduce dentro una dimensione fatta di silenzi, fragilità, memoria e desiderio di riscatto. Durante la live abbiamo avuto modo di raccontare non soltanto un romanzo, ma il mondo emotivo che lo attraversa. È proprio questo che cerchiamo di fare con Segnalazioni Letterarie: dare spazio agli autori, ascoltare le loro parole e permettere ai lettori di avvicinarsi alle storie con uno sguardo più autentico e consapevole. “Scialacca” ci ricorda che tornare alle proprie radici può essere doloroso, ma talvolta è proprio lì che può iniziare il difficile cammino verso la riconciliazione e la rinascita» (A.R.)

La letteratura non è soltanto un luogo in cui abitano le parole: è uno spazio dell’anima, dove le storie degli altri finiscono spesso per raccontare anche qualcosa di noi. “Scialacca” ci ricorda che ogni ritorno porta con sé domande, ferite e possibilità, e che talvolta il viaggio più difficile non è quello verso una casa, ma quello verso noi stessi.