La tecnologia delle nuove generazioni, tra pericoli e aspetti positivi

La Generazione Z è protagonista di un rapporto unico con la tecnologia e il digitale, diverso da quello tradizionale a cui eravamo abituati. Proviamo a capire perché

0
46
tecnologia

La Generazione Z è protagonista di un rapporto unico con la tecnologia e il digitale, diverso da quello tradizionale a cui eravamo abituati. Proviamo a capire perché.

Era stato lo psicologo statunitense Marc Prensky, qualche anno fa, a coniare il termine di nativi digitali. Con questo modo di dire si andava a individuare tutti quei bambini e ragazzi nati nell’era della rivoluzione della rete, talmente abituati agli strumenti tecnologici da averli utilizzati praticamente già in culla.

Se esistono dei nativi, esistono ovviamente anche degli immigrati digitali, che sarebbero proprio gli adulti. Un target che utilizza la tecnologia in maniera diversa, con una elasticità, un metodo, un approccio radicalmente diverso. Bortolato, altro grande luminare della psicologia, proponeva invece il termine di nativi analogici, ma la sostanza cambia poco. Il rapporto tra giovani e la tecnologia è diverso. Le due sfere si compenetrano, si uniscono alla perfezione. Con degli aspetti positivi non di poco conto: pensate cosa vuol dire in termini occupazionali, professionali, formativi e didattici sapere utilizzare strumentazioni e programmi simili.

Non mancano però anche gli aspetti negativi o per lo meno da monitorare. A parlare di tutto questo è stata Carla Ricci, antropologa italiana e ricercatrice presso il Dipartimento di Psicologia Clinica dell’Università di Tokyo, che approfondisce il rapporto tra tecnologia di ultima generazione e sviluppo mentale delle nuove generazioni: “Sono molteplici le conseguenze che emergono fra cui disfunzioni delle attività cognitive – compreso quella del linguaggio – ha spiegato – affaticamento celebrale, livelli di aggressività superiori alla media e non credo che le cose si fermeranno qui. Il problema consiste anche nel fatto che i rischi vengono solo sussurrati e non “urlati al mondo” come dovrebbero”.

Per questo si deve parlare dei rischi, ad esempio, del gioco illegale e di come si possa riconoscere quello pubblico, sicuro e responsabile. Quello proposto ad esempio da questa piattaforma online, che ha introdotto nuove forme di gioco sulle slot per rendere il gameplay più attraente per la generazione Z come ad esempio la versione combo.

Riconoscere i siti e i canali di gioco legale è fondamentale per i ragazzi e non solo. Ma anche per gli adulti, quelli che prima avevamo definiti immigrati digitali, per i quali interpretare informazioni, cercare o reperirle online, è quanto mai difficile. Un altro esempio di come il rapporto tra generazione Z e tecnologia sia tutto di un altro livello.