Lo sport romano dopo la finale scudetto della Virtus Roma Basket

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La tifoseria della Virtus Roma Basket
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La tifoseria della Virtus Roma Basket

Lo sport è sempre una ruota che gira. Siena è per l’ottava volta volta consecutiva campione d’Italia, Milano ricomincia l’ennesima rivoluzione con il coach campione d’Italia Luca Banchi e Roma è in difficoltà senza sapere come comincierà la nuova stagione. O per meglio dire una decisione è presa: no all’Eurolega per decisione del Patron Toti, che sconsolato ieri ricordava come fosse impossibile per la realtà romana permettersi una stagione europea al Palaeur con spese casalinghe più onerose di quelle per le trasferte.

Chiunque ama lo sport ed in particolare il basket si è innamorato o ri-innamorato a Roma e zone limitrofe della pallacanestro con queste finali scudetto. Con orgoglio mi prendo il merito di aver avuto l’idea di dare spazio su Meta Magazine alla fase finale di quest’avventura. Un’avventura cominciata, come ricordava qualche giorno fa qualche giornalista in una giornata autunnale con poche persone presenti al Palazzetto di Viale Tiziano con trenta persone presenti all’inaugurazione del nuovo anno cestisitco. Qualche settimana fa, dopo la semifinale vinta contro Cantù a gara 7, ho pensato per Meta Magazine di chiedere ad una persona di seguire per noi le finali, almeno le partite casalinghe. Ho pensato così a Luca Andreassi, perché mi piaceva pensare di raccontare le partite dal punto di vista del tifoso. Non di quello da finale però, conoscendo la passione di Luca per pallacanestro, avendola scoperta per caso dalle notifiche di facebook, da abbonato storico alla Virtus ho sperato che accettasse per avere un punto di vista diverso, personale. Il nostro inviato speciale contattato dopo aver proposto l’idea al Direttore Editoriale ed Editore Andrea Titti, che mi aveva risposto con il solito scetticismo della volontà :), non solo ha accettato, ma ci ha fatto vivere le cinque partite scudetto come se fossimo sulle gradinate del Pala Tiziano. Ci sarebbe bastata e mi sarebbe bastata una foto e cinque righe, Luca ci ha regalato 5 pezzi bellissimi in cui speranza, scazzo, delusione e orgoglio hanno contribuito a ricucire quel “tessuto smembrato tra il basket e la città di Roma”, rubando le parole scritte da Andreassi nell’ultimo pezzo della serie, parlando di Marco Calvani il coach di Roma quest’anno.

Riconosco di non essere obiettivo in questa vicenda: sono tornato indietro a quando ero bambino ed ero un tifoso della Juventus Caserta, oltre venti anni fa. Essendo napoletano e avendo all’epoca al massimo dieci anni, ho sempre è solo seguito per televisione le imprese della squadra di scugnizzi. Una vera e propria banda di ragazzi guidata da Franco Marcelletti, con in campo prima il grande brasiliano Oscar poi proprio con quel Nando Gentile, mal sopportato dal nostro inviato, Vincenzino Esposito, Sandro Dell’Agnello e dal grande centro Charles Shackleford, gran difensore e rimbalzista protagonista assoluto della serie contro l’Olimpia Milano e di una finale indimenticabile che regalò a Caserta lo scudetto 1990/1991. Fu un successo che fu coronamento di un decennio che prima accreditò la squadra del Sud, la prima a vincere il Campionato italiano, a livello nazionale ed europeo con l’approdo in varie finali per la Coppa Italia, per lo Scudetto, per la Coppa Korac e per la Coppa delle Coppe, nel mito la finale contro la Real Madrid finita ai supplementari, sempre perse (tranne per la Coppa Italia 1988 conquistata contro Varese), prima di violare il Forum di Assago il 21 maggio 1991 in gara 5 (Caserta era arrivata seconda in campionato ed aveva nei confronti di Milano, il fattore campo a sfavore).

Caserta è fallita, ma è tornata in Serie A, ha sfiorata la finale scudetto nel 2009/2010 come il Basket Napoli di Mario Maione che nel 2006 conquistò Coppa Italia e nel 2007 sfiorò la finale scudetto. Marcelletti ha esportato il miracolo Caserta a Verona con una Glaxo plasmata sulla base di una banda di ragazzi tra cui Davide Bonora e Giacomo Galanda ed il funambolico italoamericano Mike Iuzzolino, playmaker famoso per la sua bassa statura e lo scintillante talento.

Insomma una maledizione quella del Basket in Italia se si guarda alle condizioni di Basket City ovvero della Virtus e della Fortitudo Bologna, della stessa Varese e di Milano, salvata dal mecenate Armani. Per Roma idem, aggrappata da anni dal 2000 alla passione della famiglia Toti.

Quali prospettive per il Basket a Roma? Ed allargando il discorso quali prospettive per lo sport ad alto livello a Roma? Escludendo il calcio rimane il Rugby, al di là delle alterne vicende, la Pallavolo è sostanzialmente scomparsa, ai vertici nazionali la Scherma Roma prima società italiana avanti al sodalizio di Frascati. Perché va allargato lo sguardo alla Provincia e alla Regione per ragionare di sport. Latina è in B di calcio da qualche giorno, dopo l’esperienza del Frosinone in cadetteria, la vecchia Lodigiani, che per decenni è stata la terza squadra di Roma, è fallita dopo aver militato in C1 e sfiorato la promozione in B. Nel Calcio a 5 c’è stata quest’anno l’esperienza della Cogianco Genzano in serie A1, ma rischia di finire, almeno ad alto livello, dopo un anno in cui da neopromossa ha colto una finale di Coppa Italia e si è classificata quarta in regular season perdendo ai playoff nei quarti di finale contro i futuri campioni della Marca. Rimane l’esperienza dei circoli: un simbolo di successo l’Aniene che miete successi nel nuoto, soprattutto con Federica Pellegrini e tanti altri, ma anche nel tennis, nella vela, nel canottaggio e nella canoa con iscritti-atleti di fama mondiale come il velista Vasco Vascotto, l’olimpionica Alessandra Sensini, medaglie olimpiche e mondiali come il canottiere Luini.

Si naviga a vista, continuando a sperare nel ricco proprietario senza curare troppo lo sport di base. E non parlo delle società, ma dello stato che ha smesso da decenni di investire o di favorire gli investimenti a Roma, come il Provincia, come in Regione Lazio ed infine in tutta Italia. L’attivismo del Presidente del Coni Giovanni Malagò è una speranza, come la presenza nel Governo di Enrico Letta di una campionessa come l’ex olimpionica Josefa Idem, al di là delle polemiche di questi giorni che esulano dalle sue competenze sportive del Ministro. Speriamo bene.

Nicola Gallo