Manuel Cavalieri “la battaglia contro la discarica Falcognana non è vinta”

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Manuel Cavalieri
Manuel Cavalieri attivista anti discarica Falcognana
Manuel Cavalieri
Manuel Cavalieri attivista anti discarica Falcognana

AMBIENTE – Accogliamo una intervista di uno degli attivisti dei Comitati contro la discarica di Falcognana: Manuel Cavalieri.

Appreso della richiesta di intimazione fermo costruzione terza vasca per lavori abusivi, da parte del Mibac a Regione, Comune di Roma e IX Municipio, che giudizio ne da’?

“Finalmente, dopo le innumerevoli evidenze dei vincoli con l’esposto presentato dai cittadini ad agosto, le interrogazioni parlamentari, i numerosi richiami fatti tramite stampa, le richieste di chiarimento alla soprintendenza, e per ultimo il sopralluogo richiesto dal Comitato Verde Urbano al MIBAC, abbiamo avuto la risposta che aspettavamo: i lavori per la realizzazione della discarica “sono in contrasto con la tutela dei Beni paesaggistici poiché non conformi alla disciplina d’uso del paesaggio di rilevante valore”. La legge dovrebbe prevedere il sequestro del cantiere, ma da quanto si può vedere anche da un veloce sopralluogo, i lavori continuano indisturbati. E’ necessaria una risposta forte da parte del Ministero dei Beni Culturali di concerto con il Ministero dell’Ambiente per ripristinare la legalità e bonificare l’area. Solo allora potrò dare un giudizio positivo”.

Al di là della questione discariche no, rifiuti zero; c’è una responsabilità propria per aver individuato questo sito. O qualunque sito avrebbe comportato intervento del Mibac?

“L’intervento del MIBAC c’è stato perché si è trattato di un atto dovuto in quanto Si tratta di una zona sottoposta dal gennaio 2010 a vincolo paesaggistico e compresa nella zona dell’agro pontino meridionale dichiarata, ai sensi del codice ambientale, area di notevole interesse pubblico. Così come il MIBAC è intervenuto a CUPINORO lo scorso 27 novembre, contro l’ingrandimento della discarica in un territorio vincolato, così è intervenuto sul sito di Falcognana, come a Corcolle a ridosso di Villa Adriana”.

A Zingaretti e Marino, come dice il Mibac, spetta solo di tenere conto del divieto Mibac o gli va chiesto qualcosa in più, e cosa?

“A Marino e Zingaretti non spetta solo di tenere conto del divieto, ma devono fare tutto quanto necessario per il rispetto delle leggi a tutela di quei beni inestimabili quali sono i territori e gli ecosistemi naturali. La tendenza della società moderna a mercificare ogni cosa, spesso fa perdere di vista gli incarichi di governo e tutela a cui sono stati delegati”.

E’ dunque finita la lotta? L’invaso viene bloccato, quindi non c’è più discarica?

“Non è proprio così. Il MIBAC in realtà si è mosso per le attività di ECOFER al di fuori del perimetro della discarica e non contro la discarica in se. L’invaso non è per niente bloccato, almeno finché il Ministero non si esprimerà definitivamente sulla incompatibilità della presenza di una discarica con il vincolo più volte richiamato. Ricordiamoci che la discarica di rifiuti speciali esiste dal 2003, ma dalle carte del MIBAC in quell’area risulta ancora esserci una cava. La situazione non è chiara e questo va a beneficio non certo dei cittadini. E’ troppo presto per dire che non c’è più discarica”.

Nel caso, la battaglia svolta ora su altre aree regionali come deve essere sostenuta e da chi?

“Nel Lazio, come in altre Regioni, ci sono tanti comitati, associazioni, assemblee, che si occupano di rifiuti. Si tratta per lo più di vertenze nate come reazione dei cittadini alle prepotenze ed ingiustizie perpetrate dalle amministrazioni pubbliche che, in barba alle normative, con estrema leggerezza impongono ai territori decisioni prese con una mano sulla pancia ed una sul portafoglio. Queste realtà partecipate negli anni hanno imparato che l’unione fa la forza e che solo con la forza della determinazione condivisa è possibile contrastare quei poteri che mettono come priorità i profitti o i pareggi di bilancio, e solo dopo la tutela dei cittadini. La battaglia deve essere sostenuta dai cittadini, dai territori, perché solo con la conoscenza del proprio territorio si può avere la possibilità di preservarlo e di preservare la salute ed il futuro di chi lo abita”.

Altre considerazioni?

“Come comitati e cittadini, siamo in apprensione per la prima presentazione del nuovo piano rifiuti della Regione Lazio che Zingaretti e Civita illustreranno il 13 dicembre prossimo”.

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