Marino, il Senatore Dessì attacca Eleonora Di Giulio

Emanuele Dessì: "A Marino Laziale la consigliera Di Giulio attacca per non riconoscere i fallimenti del Pd e del centrosinistra"

0
1233
emanuele_dessi
Emanuele Dessi

“E’ evidente che la consigliera Eleonora Di Giulio, così attenta nell’evidenziare quello che secondo lei non va a Marino, dimentica il passato della città ed i disastri fatti negli anni precedenti alla consiliatura di Carlo Colizza”. Il senatore Emanuele Dessì, eletto nel collegio Lazio 3, replica alle parole con le quali l’ex candidata sindaco ha risposto al manifesto dei 5 stelle.

“I risultati che l’Amministrazione Colizza sta portando a casa sono ad appena due anni dall’insediamento importanti e sotto gli occhi di tutti. Quella che si sta disegnando è una Marino fondata su concetti di legalità, trasparenza e condivisione che probabilmente non erano mai stati visti da queste parti. Forse Eleonora Di Giulio, candidata in extremis del centrosinistra, dimentica o fa finta di dimenticare lo stato in cui tanti governi di centrodestra e qualche breve amministrazione di centrosinistra hanno lasciato questa città. Forse Di Giulio dimentica i tentennamenti del suo schieramento su un tema, quello dell’urbanizzazione del Divino Amore, sul quale invece il governo 5 stelle di Colizza ha dato da subito un indirizzo ben preciso che in questi mesi si sta affinando e portando a termine, mettendo un freno reale all’abnorme consumo di territorio che ne sarebbe venuto”.

“Ma poi la dottoressa Di Giulio non è la presidente, unica a quanto pare a non dimettersi, di quella partecipata del Comune di Ciampino, Ambiente e Territorio spa, per coprire le cui perdite, pare, l’Amministrazione Terzulli sia caduta sul Bilancio di previsione? E’ questa la competenza che Eleonora Di Giulio avrebbe voluto portare a Palazzo Colonna da sindaco?”.

“La Di Giulio – conclude il senatore 5 stelle -, nel goffo tentativo di confutare i risultati che l’Amministrazione Colizza in soli due anni ha già portato a casa, tenta di nascondere i paradossi, le difficoltà e le contraddizioni del centrosinistra e del Pd. Contraddizioni, suddivisione in correnti e spaccature che, con ogni probabilità, se lei avesse vinto nel 2016 l’avrebbero vista cadere riconsegnando ancora una volta Marino ad un commissario prefettizio”.