Micich “Giù le mani dal Giorno del Ricordo”

Marino Micich "Appartiene innanzitutto alla comunità Giuliano-Dalmata ed ottenne il voto del 95 percento dei deputati in Parlamento"

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Roberto Menia ad Albano per ricordare le Foibe e l'Esodo degli Italiani di Istria Fiume e Dalmazia

“GIU’ LE MANI DAL GIORNO DEL RICORDO. APPARTIENE INNANZITUTTO ALLA COMUNITÀ GIULIANO-DALMATA ED OTTENNE IL VOTO DEL 95 PERCENTO DEI DEPUTATI IN PARLAMENTO.

La storiografia della sinistra legata alle suggestioni del vecchio PCI scarica la responsabilità storica dell’esodo Giuliano dalmata prima sull’Italia liberale ( per essi conta un fatto… che il Risorgimento non lo hanno fatto le masse popolari le quali non hanno voluto l’entrata dell’Italia nella guerra 15-18 per Trento e Trieste) e poi con molta decisione sul regime fascista. Stabiliscono inoltre nelle loro sintesi un curioso rapporto di causa-effetto nel leggere la storia del confine orientale. Inoltre i vari Montanari Barbero D’Orsi Gobetti et altri non tengono, a mio avviso, assolutamente in debito conto nelle loro dichiarazioni in cui auspicano l’abolizione della legge 92/2004 Il Giorno del Ricordo, gli effetti devastanti per la libertà e i diritti umani della politica del regime comunista jugoslavo nel secondo dopoguerra e in pieno periodo di pace, non solo in Istria ma in tutta la Jugoslavia, puntando il dito solo sul fascismo. Per mandare via con ogni mezzo oltre 300.000 Giuliano Dalmati il regime di Tito ci ha messo circa una decina di anni e a fascismo ben concluso. I suddetti storici infine non sembrano considerare la Comunità giuliano dalmata soggetto della storia ma mero oggetto. Le legge sul Giorno del Ricordo conferisce dignità alle vittime dimenticate delle foibe e alla tragedia di un popolo. Poi ognuno la celebri come vuole, ma senza minimizzare o ridurre di significato una storia tragica e per anni colpevolmente taciuta dai vari governi italiani. Sta anche qui la limitatezza del loro pensiero e le strane argomentazioni. A loro interessa la politica non la giustizia e la verità riguardante un’intera popolazione e per giunta italiana. Si inventano complotti e revisionismi di Stato a tutto danno degli esuli e della minoranza italiana presente oggi in Istria a Fiume e Zara ( circa 25.000 italiani). Una contraddizione in termini il loro ragionamento, che si fonda su vecchie interpretazioni togliattiane e titine puramente ideologiche e strumentali. Siamo nel 2021 e il crollo del Muro di Berlino del 1989 sembra non aver insegnato nulla a queste persone”. Lo dichiara Marino Micich

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