Nella seduta di ieri sera del Consiglio Comunale di Albano è andata in onda l’ennesima puntata di quello che sta sempre più assumendo i contorni di uno sceneggiato tragicomico, che racconta l’agonia del centrosinistra e della ex maggioranza del Sindaco Massimiliano Borelli.
Ai nastri di partenza dell’assemblea la maggioranza infatti si era presentata con dodici consiglieri, incluso il Sindaco, mentre cinque erano quelli delle minoranze. Il regolamento però prevede che il numero legale per rendere valida una seduta debba essere almeno la metà dei consiglieri eletti assegnati alle liste, e quindi il Sindaco, che può essere contato come voto valido al momento delle deliberazioni, non possa essere conteggiato ai fini del numero legale. Da ciò ne consegue che il centrosinistra non aveva la maggioranza in aula.
Concetto che deve essere subito balzato agli occhi degli esponenti dell’opposizione, che al momento delle dichiarazioni di voto hanno deciso di abbandonare l’aula. Azione che ha destato sconcerto e tensione nella maggioranza, a tal punto da chiedere una sospensione dei lavori, concessa e contestata perché a detta delle minoranze avvenuta in tempi e modalità inconsueti.
Dai quindici minuti annunciati tuttavia, la pausa si è protratta per quasi due ore, tempo in cui i rumors raccontano che tra gli esponenti del centrosinistra riuniti in “conclave” i toni si siano alzati, facendo volare parole grosse.
La stasi si è sciolta solo nel momento in cui si è palesato Luca Nardi, Consigliere Comunale del Movimento Cinque Stelle, che con il suo voto ha così permesso a Borelli e i suoi di salvarsi ancora una volta per il rotto della cuffia.
Così mentre Giuseppe Conte lancia il guanto di sfida al Pd per la guida del “campo largo”, interpretando una linea politica aggressiva e competitiva, intestando al Movimento i temi più classici e identitari della sinistra, come il pacifismo e l’antiamericanismo, ad Albano Nardi schiera i pentastellati nel ruolo di stampella del Partito Democratico, senza neppure ottenere la dignità politica di un accordo ufficiale, accontentandosi di un “appoggio a chiamata”. A meno che non si giustifichi il tutto con le solite vaghe promesse sul rilancio del centro storico, che solitamente si consumano in qualche convegno pieno di buone intenzioni.
L’argomento all’ordine del giorno su cui l’assemblea si è divisa è stata la possibilità di accendere un mutuo di settecentomila euro destinati all’adeguamento del teatro Alba Radians, operazione su cui l’opposizione si è dichiarata contraria, “perché a fronte di un impegno di spesa così ingente ci sono altre priorità come le manutenzioni”. Nel tempo infatti le somme allocate per quella struttura supererebbero il milione di euro, senza che i lavori siano mai stati neppure iniziati. “L’Alba Radians è importante ma non può costare come la Cappella Sistina” sottolineano dal centrodestra.
Ciò che è accaduto non potrà comunque non avere altre conseguenze politiche per il centrosinistra, che già dalle prossime ore potrebbe vivere ulteriori fibrillazioni che potrebbero indurre Sindaco e Pd addirittura a gettare la spugna.




















