Nuova aggressione in Carcere a Velletri

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Velletri carcere
Carcere di Velletri

Lazio, il senatore Bruno Astorre: “Nuova aggressione in carcere a Velletri. Presentata interrogazione a Ministro”

LAZIO. ASTORRE: “NUOVA AGGRESSIONE IN CARCERE A VELLETRI. PRESENTATA INTERROGAZIONE A MINISTRO”

“Una nuova aggressione è avvenuta nel carcere di Velletri, dove un detenuto ha aggredito un assistente della polizia penitenziaria. Purtroppo notizie come queste stanno diventando quotidiane, e la cosa non va bene” Lo scrive in un comunicato il senatore Bruno Astorre, segretario Pd Lazio. “Il quadro delle carceri italiane – prosegue – purtroppo è noto a tutti, da anni conviviamo con una grave carenza di organico nella polizia penitenziaria. La situazione di Velletri però sfiora il dramma e bisogna intervenire al più presto per porre un freno. Per questo, oggi, ho presentato un’interrogazione al Ministro di Grazia e Giustizia”, conclude Astorre

Ecco il testo dell’interrogazione al Ministro della giustizia:

“Premesso che:

le organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria del carcere di Velletri hanno più volte rappresentato, attraverso vari sit-in di protesta, la difficile situazione in cui versa l’istituto penitenziario sotto il profilo della carenza di organico;

la struttura è satura con quasi 500 detenuti, costringendo il trasferimento di detenuti in strutture fuori regione nel Centro Italia. Ciò impone a carabinieri e poliziotti viaggi estenuanti, a volte anche di intere giornate, fuori regione;

considerato che stando ai dati risulta che nel carcere veliterno, che conta circa 500 detenuti, a fronte oltre 200 poliziotti penitenziari che dovrebbero esserci, il personale conta solo 170 poliziotti penitenziari tra ufficiali, sottufficiali, assistenti capo e agenti normali, risultando evidente la grave carenza di personale,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia conoscenza dei fatti riportati;

se e come intenda intervenire affinché tale grave situazione di carenza di personale possa essere sanata con un potenziamento di organico atto a garantire, da un lato, una piena ed effettiva dignità ai lavoratori e, dall’altro, di ridurre le situazioni di disagio che la carenza di personale penitenziario scarica sugli stessi detenuti”.

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